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Torino, idranti e manganellate al corteo.Petardi contro la polizia, genitori e prof fanno scudo
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Repubblica Cronaca1 hour agoEducation5 min readItaly

Torino, idranti e manganellate al corteo.Petardi contro la polizia, genitori e prof fanno scudo

Mille studenti in piazza per protestare contro le politiche scolastiche e le spese militari. Momenti di tensione con lancio di oggetti e l'intervento delle forze dell'ordine.

Quick Look

  • Circa mille studenti hanno manifestato a Torino tra tensioni e scontri.
  • La polizia ha usato idranti e cariche di alleggerimento in piazza Castello dopo il lancio di oggetti.
  • Gli studenti chiedono più fondi per la scuola e contestano le spese militari.

AI-generated summary

Why It Matters

La manifestazione segue giorni di occupazioni e proteste in diversi istituti scolastici torinesi. Gli studenti contestano le politiche governative su scuola e guerra.

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Circa mille studenti sono scesi in piazza a Torino per il corteo partito da via Cernaia alle 10.20, dopo giorni di scioperi e occupazioni in oltre venti istituti della città. La manifestazione è stata segnata fin dalle prime ore da momenti di tensione: una trentina di incappucciati in testa al corteo, le uova lanciate contro la polizia e pietre e bastoni scagliati contro i carabinieri davanti al grattacielo di Intesa Sanpaolo. Dopo essere stato bloccato in corso Inghilterra, il corteo ha ripreso il percorso verso il centro. In piazza Castello, davanti alla prefettura, la polizia ha effettuato cariche di alleggerimento e azionato gli idranti contro i manifestanti. Dalla folla sono partiti lanci di oggetti e petardi. Il cordone formato da genitori, insegnanti, sindacalisti e personale Ata per proteggere gli studenti non è bastato a evitare che anche gli adulti venissero raggiunti dall’acqua. Una ragazza, fradicia e terrorizzata, ha raccontato di essere caduta e di essere stata colpita con i manganelli. È stata soccorsa dai sanitari mentre era in preda a un attacco di panico. Identificati alcuni manifestanti a volto coperto.

«Dieci, cento, mille occupazioni» e «Giorgia Meloni devi andartene» sono alcuni degli slogan scanditi dai manifestanti, che chiedono più risorse per la scuola e contestano le spese per la guerra. Nelle stesse ore, da Palazzo Nuovo è partita anche la manifestazione per il clima organizzata da Fridays For Future ed Extinction Rebellion.

Dopo un fitto lancio di oggetti contro le forze dell'ordine in piazza Castello, che hanno risposto con cariche di alleggerimento, è tornata la calma a Torino. I manifestanti arretrano e sono stati allontanati verso via Po. A terra sono rimasti bottiglie, pietre e bastoni, lanciati da qualche centinaio di studenti che si era staccato dal corteo.

In piazza Castello, davanti alla prefettura, la polizia ha effettuato un paio di cariche di alleggerimento, poi ha azionato gli idranti contro i manifestanti. Gli agenti sono avanzati mentre dalla folla sono partiti lanci di oggetti e petardi. Idranti e manganellate. Durante le cariche una ragazza, fradicia e terrorizzata, ha raccontato di essere caduta a terra e di essere stata colpita con i manganelli. I sanitari l’hanno soccorsa mentre era in preda a un attacco di panico.

La polizia è avanzata di nuovo in piazza Castello, continuando a usare gli idranti mentre i manifestanti rispondevano con lanci di oggetti e petardi. Docenti, genitori, sindacalisti e personale Ata si erano messi in mezzo per separare gli studenti dalle forze dell’ordine, ma il cordone non è bastato: anche gli adulti sono stati raggiunti dall’acqua.

Dopo essere rimasto bloccato in corso Inghilterra in una fase di forte tensione, il corteo degli studenti ha deviato il percorso ed è tornato verso piazza XVIII Dicembre, passando da corso Matteotti. Durante gli spostamenti ci sono stati alcuni lanci, ma senza veri e propri tafferugli. Intanto, a Porta Susa, la manifestazione studentesca si è trovata a incrociare il corteo per il clima di Fridays For Future, diretto lungo corso Matteotti. Gli ingressi della stazione sono apparsi bloccati. Ora i manifestanti si stanno dirigendo verso piazza Castello.

Sindacalisti, genitori, insegnanti e attivisti adulti hanno formato un cordone tra gli studenti e le forze dell’ordine, cercando di proteggere i ragazzi e contenere la tensione. Un gesto che richiama le immagini delle proteste in Francia, dove alcuni docenti si sono disposti in una catena umana davanti agli studenti per proteggerli durante gli scontri con la polizia. “Vogliamo proteggere i ragazzi che stanno protestando pacificamente, siamo preoccupati perché ce ne sono tanti altri incappucciati e vogliamo evitare scontri e tensioni”, ha spiegato Emanuela Termine, professoressa di Storia dell’Arte al liceo Passoni, tra gli adulti nel cordone.

Tensione davanti al grattacielo di Intesa Sanpaolo, dove i carabinieri schierati sono stati bersagliati con pietre e bastoni. A circa un’ora dalla partenza, il corteo è bloccato in corso Inghilterra, all’altezza di via Cavalli: gli studenti sono da una parte, le forze dell’ordine dall’altra. È pronto anche un idrante. I manifestanti tornano a lanciare uova, ma anche castagne.

Decine di ragazzi sono saliti sul monumento a Vittorio Emanuele con striscioni e fumogeni.

Uova contro la polizia in corso Vittorio Emanuele angolo corso Re Umberto. E sotto l’ufficio scolastico, come durante la scorsa protesta è stato portato un carro armato di cartone che è stato bruciato. Un gesto che ancora una volta vuole ripetere il mantra degli studenti e delle studentesse “più fondi alla scuola e meno supporto alla guerra”.

Il corteo parte intorno alle 10.20 da via Cernaia, con una trentina di incappucciati in testa e circa mille studenti, a cui si sono uniti i ragazzi di Cambiare Rotta.

Prima di partire in corteo, i manifestanti hanno cantato Bella Ciao e poi macchiato di rosso i ritratti della premier Giorgia Meloni, del ministro della Difesa Guido Crosetto, del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e della leader del Pd Elly Schlein. L’accusa è di investire soldi nella guerra invece che nella scuola. Macchiato di rosso anche il simbolo di Leonardo. Poi il coro: «La vergogna dell’Italia siete voi».

Durante la manifestazione sono comparsi anche i primi giovanissimi incappucciati e sono spuntati dei bastoni. Al corteo erano presenti anche esponenti di Askatasuna.

Al corteo partecipano gli studenti di diversi licei, dal Curie all’Alfieri, dal Giolitti al Copernico-Luxembourg, fino al Cattaneo e al Newton, con cartelli che riportano i nomi degli istituti. Tra le bandiere sventolano quelle palestinesi e del movimento No Tav, insieme alle kefiah e alle bandiere albanesi. Si sentono anche slogan in francese, come «L’école est à nous», in solidarietà con le proteste giovanili in corso da settimane in Francia e Albania. Il corteo è fermo in piazza XVIII Dicembre, in attesa dell’arrivo di altri istituti.

“Ragazze e ragazzi, voglio parlarvi direttamente. In questi giorni tanti di voi stanno protestando chiedendo attenzione e ascolto. È un vostro diritto e le vostre ragioni meritano di essere ascoltate. Ma ci sono anche persone che entrano nelle scuole col volto coperto, spaccano computer, distruggono aule, devastano tutto. Questi sono teppisti e fanno un danno soprattutto a voi. Perché poi c'è anche chi approfitta di quelle immagini per parlare soltanto degli scontri, lasciando completamente in secondo piano i problemi che state sollevando. E così la violenza finisce per togliere spazio proprio alle vostre ragioni". Così sui social il sindaco di Torino e della città metropolitana, Stefano Lo Russo che rivolgendosi direttamente agli studenti prosegue: "Per questo mi permetto di chiedervi una cosa precisa: isolateli, lasciateli soli. Fate capire chiaramente che agiscono soltanto per se stessi, perché la scuola è vostra, la protesta è vostra, le idee sono vostre, difendetele da chi cerca di trasformarle in violenza".

L’allerta è alta: i mezzi pubblici sono stati deviati e sono stati chiusi gli accessi alla stazione di Porta Susa e alla metropolitana, lasciando aperto un ingresso per i viaggiatori diretti ai binari. Il prefetto Donato Cafagna ha vietato di portare caschi, maschere e altri oggetti utilizzabili per coprire il volto, oltre a fumogeni e petardi. Nelle aree interessate dai cortei sono proibiti anche il consumo e la detenzione di bevande in bottiglie di vetro, lattine e altri contenitori potenzialmente pericolosi.

Lorenzo Giustolisi di Usb e docente del Giulio: “Allora questa protesta ha una caratteristica eminentemente politica. Se noi non capiamo questo passaggio, non capiamo che è qualcosa che ha a che fare con l'idea del futuro di questi ragazzi, rischiamo di concentrarci su fenomeni secondari e non centrali. Per dirla concretamente, noi dobbiamo politicizzare, organizzare e dare una direzione alla rabbia sociale che c'è. Questa cosa si fa unendo le lotte degli studenti e dei lavoratori, capendo che ci sono altri pezzi di questa società che sono in grande crisi. Non si tratta soltanto di scuola, quello che sta avvenendo sui consumi, sul carburante e sulle bollette è qualcosa che colpirà trasversalmente”. Le proteste di questi giorni hanno messo sotto i riflettori i comportamenti e le azioni messe in atto dai dirigenti. Le reazioni davanti alle richieste degli studenti sono state molto diverse. Se un estremo è stato quello del continuo dialogo, l’altro è stata la pubblicazione di circolari o comunicazioni che avvisassero gli occupanti dei rischi penali e civili connessi alla loro mobilitazione. “Le dirigenti del Giulio e del Regina hanno capito che il piano non è un piano repressivo, ma un piano di dialogo, di ragionamento e di comprensione, perché sennò la scuola fallisce il suo compito”.

Daniele Genisio, collaboratore scolastico dell’Istituto comprensivo Caselette: “Io lavoro in una primaria e oggi con i miei colleghi e colleghe siamo tutti in sciopero. Questa protesta è portata avanti dai ragazzi dei licei ma io solidarizzo con loro e scendo in piazza. Loro chiedono strutture migliori, noi come categoria protestiamo perché gli stipendi sono una miseria. Oggi a scuola da noi ci saranno state molte proteste, soprattutto da parte dei genitori. Ma in realtà io e gli altri siamo qui anche per il futuro dei loro figli”.

La manifestazione arriva dopo giorni di tensioni nelle scuole torinesi. Una trentina di giovani, tra i 16 e i 20 anni, sono stati identificati nel corso degli assalti e dei danneggiamenti al Colombatto, al Boselli, al Peano e al Bosso Monti. Ieri un diciassettenne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato mentre tentava di rompere una finestra con un estintore. Durante gli interventi un carabiniere è rimasto ferito dal lancio di una pietra. Un professore e un collaboratore scolastico del Colombatto hanno riportato lievi lesioni nel tentativo di bloccare l’occupazione della succursale dell’istituto.

Open Questions

  • Quali saranno le conseguenze legali per i manifestanti identificati?
  • Ci saranno ulteriori sviluppi nelle occupazioni scolastiche?

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This article was originally published by Repubblica Cronaca.

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