Trump: "Crollo Wall Street colpa dei Dem, elezioni truccate". Rubio smentisce dimissioni
Wall Street e Tokyo in rosso, Rubio smentisce le dimissioni, Trump evoca brogli e prepara le priorità pre-Congresso
Quick Look
- I mercati crollano dopo le midterm Usa: Wall Street e Tokyo in rosso, con il Nikkei oltre il -5%.
- Trump incolpa i democratici, Rubio smentisce le dimissioni e il presidente prepara le priorità pre-Congresso su difesa, immigrazione e nomine.
AI-generated summary
Why It Matters
Le elezioni di metà mandato Usa hanno visto una vittoria dei democratici, con il nuovo Congresso che si insedia il 3 gennaio. Trump deve affrontare le priorità di transizione su difesa, immigrazione e nomine giudiziarie prima del cambio di maggioranza al Senato.
La debacle di Trump e dei repubblicani alle midterm Usa affossa i mercati. Dopo il crollo di ieri sera a Wall Street, a picco stamattina anche Tokyo: l'indice Nikkei ha perso oltre il 5%. E per il presidente Usa la colpa è di chi ha votato per i democratici: "Il mercato azionario ha vissuto una delle peggiori giornate della storia in seguito ai risultati delle elezioni. È davvero triste assistere a tutto questo" ha scritto Trump su Truth. "C'è voluto un impegno enorme per raggiungere livelli mai visti prima e poi è successo questo. Di conseguenza, i vostri piani pensionistici hanno subito un calo. Ricordate: non è colpa dei repubblicani, ma degli stupidi democratici", ha attaccato il presidente americano. "Non temete, però: in un modo o nell'altro, torneremo presto più grandi e più forti che mai. Rendiamo l'America di nuovo grande!", ha aggiunto.
Rubio smentisce di volersi dimettere
Nell'entourage del presidente, il segretario di Stato Marco Rubio smentisce di voler lasciare l'amministrazione Trump: "Il mio piano è lavorare per il presidente fino al termine del suo mandato", assicura il segretario di Stato. Contrattacca anche il capo del Pentagono, Pete Hegseth, per il quale si è tornati a evocare lo spettro dell'impeachment. "L'impeachment non è servito con Trump e non servirà con me", afferma il segretario alla Difesa. E anche il presidente lo difende: "Ha fatto un ottimo lavoro".
Trump evoca brogli: "Le nostre elezioni sono truccate"
Intanto Trump dopo aver riconosciuto la sconfitta alle midterm ed essersi congratulato con i democratici, è tornato ad evocare le frodi elettorali. Un'affermazione generica sul sistema americano ma che fa capire come il presidente non abbia intenzione di arrendersi. "Le nostre elezioni sono così truccate, non avete idea", ha detto il tycoon parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. Non un attacco preciso contro questa tornata ma un generico affondo sulla corruzione del sistema che richiama la retorica dei suoi ultimi comizi.
Le priorità di Trump prima che si insedi il nuovo Congresso
Sta di fatto che il 3 gennaio si insedierà il nuovo Congresso e le priorità del tycoon in questo periodo di transizione sono abbastanza chiare. Innanzitutto, garantire i fondi per la difesa, questione critica e urgente a causa dei conflitti in corso e dell'avvicinarsi di scadenze legislative improrogabili. Trump e il Pentagono si stanno battendo per una spesa militare senza precedenti, pari a 1.500 miliardi di dollari, una maxi manovra che si scontra con l'opposizione non soltanto dei democratici ma anche all'interno del Grand Old party. La Casa Bianca sta studiando un taglio da 400 miliardi di dollari ed elaborando un piano di riserva che prevede un bilancio di 1.100 miliardi di dollari. Ma alla fine si dovrebbe arrivare ad un compromesso nella forma di un intervento d'emergenza mirato e bipartisan, attorno ai 100 miliardi di dollari. L'altra questione in cima all'agenda del tycoon è l'immigrazione. Trump intende attuare una strategia fortemente incentrata sui poteri e le prerogative presidenziali per proteggere e promuovere le sue politiche intransigenti. I suoi consiglieri stanno già elaborando piani alternativi volti ad aggirare completamente il Congresso e a consolidare la sua stretta attraverso decreti ed ordini esecutivi. Stesso ragionamento vale per dazi e nomine, con una particolare attenzione alla Corte Suprema. Dopo la vittoria a valanga alle elezioni di metà mandato, i democratici nutrono qualche speranza di scalfire la super maggioranza conservatrice del massimo tribunale americano. Ma se i repubblicani riuscissero a convincere uno dei due giudici vicini alla pensione, Samuel Alito e Clarence Thomas, a lasciare in queste settimane il presidente potrebbe fare una nomina lampo e rimanere in controllo della Corte. Alito ha fatto già sapere che non intende fare un passo indietro anche se questo farà perdere ai repubblicani la breve finestra a disposizione. Una volta che il nuovo Senato a maggioranza democratica prenderà formalmente il controllo Trump non sarà più in grado di far confermare alcun giudice, al massimo tribunale e in qualsiasi altra corte federale.
Approfondimento
Midterm, a Wall Street bruciati 3.200 miliardi con la fuga dall'AI
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il nuovo Congresso a maggioranza democratica al Senato bloccherà o limiterà le nomine giudiziarie di Trump
Likely · Within weeks
Si raggiungerà un compromesso bipartisan sulla spesa per la difesa attorno ai 100 miliardi di dollari
Likely · Within weeks
Trump utilizzerà decreti ed ordini esecutivi per le politiche sull'immigrazione
Very likely · Within weeks
Open Questions
- Quale sarà l'esatto compromesso bipartisan sulla spesa per la difesa?
- Trump riuscirà a nominare un nuovo giudice della Corte Suprema prima del controllo democratico del Senato?
- Quali decreti esecutivi specifici verranno emanati sull'immigrazione?






