Trump in Irlanda, gli incontri coi leader
Il presidente USA in visita a Dublino discute di unificazione irlandese e tensioni in Medio Oriente
Quick Look
- Donald Trump è arrivato a Dublino per incontri istituzionali.
- Durante la visita, ha espresso sostegno per un'Irlanda unita, provocando la replica del governo britannico.
- Affrontate anche le tensioni nello Stretto di Hormuz e il ruolo degli Houthi.
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Why It Matters
L'Accordo del Venerdì Santo regola lo status dell'Irlanda del Nord. Il governo britannico mantiene la posizione di non indire referendum senza un chiaro consenso pubblico.
Trump è atterrato a Dublino poco prima delle 8.25. In mattinata ha incontrato la presidente irlandese Catherine Connolly e il premier Micheál Martin. Nel programma anche una tappa alla nuova ambasciata Usa.
Durante la conferenza stampa a Dublino col premier Martin, Trump ha dichiarato di “desiderare molto” un'Irlanda “unita” e ha aggiunto che “prima o poi succederà”. “Penso che sarebbe fantastico, come potrebbe essere una cosa negativa?”, ha risposto a un giornalista che gli chiedeva la sua opinione in merito all'unificazione della Repubblica d'Irlanda e dell'Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito. “Mi piacerebbe vederla unificata. Prima o poi succederà. Qui c'è l'uomo giusto per far partire il processo”, ha continuato Trump secondo quanto riportato dall'Irish Times. E ancora: “Credo che sarebbe una cosa fantastica; penso che il Regno Unito avrebbe qualcosa da ridire al riguardo, ma ritengo che sarebbe un'ottima cosa. Come potrebbe essere un male?”.
Non si è fatta attendere la replica del governo britannico, che ha ribadito il pieno sostegno all'Accordo del Venerdì Santo. Un portavoce di Downing Street ha ricordato le parole pronunciate nei giorni scorsi alla Camera dei Comuni dal primo ministro Andy Burnham - “Rispetterò l'accordo al 100%” - e ha sottolineato che la posizione del premier resta invariata. Burnham, rispondendo mercoledì alle domande dei parlamentari su un possibile referendum sui confini nell'Irlanda del Nord, aveva detto: "Non mi risulta che vi sia un sostegno maggioritario dell'opinione pubblica a un altro referendum e, finché la situazione non cambierà, non ce ne sarà uno". In ogni caso spetta al ministro per l'Irlanda del Nord, aveva aggiunto Burnham, valutare l'eventuale convocazione di un referendum sul confine “quando nel Paese vi sarà un chiaro consenso e l'opinione pubblica sarà cambiata al punto da rendere necessario prenderlo in considerazione".
Trump, da Dublino, ha parlato anche delle tensioni in Medioriente. Rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla situazione nello Stretto di Hormuz, il presidente americano ha assicurato: "Andrà tutto per il verso giusto". Trump ha aggiunto che i combattenti Houthi yemeniti hanno chiesto a Washington di non intervenire. "Gli Houthi ci hanno chiamato e non vogliono combattere con noi. Non vogliono che li attacchiamo", ha spiegato. Gli Houthi, alleati dell'Iran, nelle scorse ore hanno conquistato uno strategico punto di passaggio tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden in Yemen. Trump ha rivelato di aver parlato anche con il principe ereditario e sovrano de facto dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, che ha definito un "amico": secondo il sito di notizie online Axios, bin Salman avrebbe chiesto al capo della Casa Bianca di colpire i combattenti yemeniti, ma la richiesta è stata respinta.
Open Questions
- Quale sarà la reazione formale del governo britannico alle parole di Trump?
- Come evolverà la situazione nello Stretto di Hormuz?







