Trump-Zelensky, dall'agguato nello Studio Ovale alle riconciliazioni: storia degli scontri
Quick Look
- Le relazioni tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky iniziano nel 2019 con una telefonata controversa sulle pressioni di Joe Biden su Kiev riguardo a Burisma e Hunter Biden, portando al primo impeachment di Trump.
- Dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, Trump critica Zelensky e blocca gli aiuti statunitensi.
- Nel 2025, dopo un incontro in Vaticano e un accordo sui minerali, le tensioni si riaccadono con l'accordo Trump-Putin sul diesel in ottobre 2026, che porta Trump a chiedere un nuovo leader per l'Ucraina.
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Why It Matters
Le relazioni tra Trump e Zelensky sono iniziate nel 2019 con una telefonata in cui Trump chiese a Zelensky di indagare sulle presunte pressioni di Joe Biden su Kiev riguardo a Burisma e Hunter Biden, portando al primo impeachment di Trump. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, Trump ha criticato Zelensky e bloccato gli aiuti statunitensi.
Tutto ha inizio nell'aprile del 2019, durante il primo mandato di Trump, quando l'inquilino della Casa Bianca chiama Zelensky per congratularsi della sua elezione. La distensione dura poco: a luglio dello stesso anno va in scena la prima telefonata di fuoco nel mezzo della campagna presidenziale americana. Trump chiede a Zelensky di "andare a fondo" con l'inchiesta per accertare le presunte pressioni del suo sfidante Joe Biden su Kiev, volte a insabbiare un'indagine sui legami della società energetica Burisma e il figlio Hunter. A settembre, i due leader si incontrano a margine dell'assemblea dell'Onu e il presidente ucraino afferma pubblicamente di non aver subito pressioni personali da Trump. Nonostante ciò, a dicembre il presidente americano viene messo in stato di accusa: il suo primo impeachment è legato a doppio filo proprio al pressing esercitato su Zelensky.
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Con l'inizio dell'invasione russa in Ucraina nel febbraio del 2022, Trump si limita a un timido attestato di solidarietà nei confronti di Zelensky, preferendo concentrare le sue energie sul criticare l'amministrazione Biden per la gestione del conflitto. L'ostilità cresce nel tempo e a giugno del 2024 Trump attacca duramente il leader ucraino, definendolo "il più grande piazzista tra i politici della storia" poiché, a suo dire, ogni volta che si reca negli Stati Uniti se ne va con 60 miliardi di dollari. Un'uscita che arriva dopo che Trump ha spinto il partito repubblicano a bloccare l'ultima tranche di aiuti a Kiev promessa da Biden. La situazione prende una piega decisiva nel gennaio del 2025, quando Trump torna ufficialmente alla Casa Bianca e assicura che metterà fine alla guerra in Ucraina in breve tempo.
Il mese di febbraio del 2025 si rivela cruciale. Mentre gli Stati Uniti e l'Ucraina trattano un accordo sulle risorse minerarie, Trump sferra i suoi attacchi più duri, arrivando a definire Zelensky un "dittatore non eletto". Pochi giorni dopo si consuma nello Studio Ovale un sorprendente scontro frontale davanti alle telecamere, e l'umiliazione del leader ucraino diventa rapidamente un caso mondiale. A marzo gli Stati Uniti sospendono gli aiuti militari, spingendo il presidente ucraino a tentare di ricucire i rapporti scrivendo una lettera a Trump, tentativo che culmina nella telefonata della riconciliazione del 19 marzo. La distensione si concretizza ad aprile, quando i due si incontrano in Vaticano ai funerali di Papa Francesco e, pochi giorni dopo, firmano finalmente l'accordo sui minerali a cui stavano lavorando da mesi.
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Le tensioni geopolitiche si riaccendono ad agosto del 2025, quando Trump stende il tappeto rosso per Vladimir Putin in Alaska. In risposta, Zelensky vola alla Casa Bianca accompagnato da una folta delegazione di leader europei, tra cui Macron, Starmer e Meloni, oltre ai vertici dell'Unione europea e della Nato. Due mesi dopo, a ottobre, Zelensky torna a Pennsylvania Avenue per chiedere l'invio di armi a lungo raggio. La crisi si complica ulteriormente nel febbraio del 2026, quando gli Stati Uniti attaccano l'Iran e la partita ucraina si incrocia inevitabilmente con lo scacchiere del Medio Oriente, dove Putin gioca un ruolo importante. In questo clima di incertezza, Trump e Zelensky si incontrano a giugno al G7 di Evian, e il mese successivo il leader ucraino vola di nuovo a Washington per discutere della ripresa dei negoziati.
A settembre del 2026 va in scena un nuovo incontro a margine dell'Assemblea dell'Onu, durante il quale Zelensky annuncia il via libera di Trump alle licenze per i sistemi Patriot. La tregua è però effimera. A ottobre, mentre sono in corso i negoziati a Miami fra Steve Witkoff e Jared Kushner con i delegati ucraini e i funzionari europei, Trump spiazza tutti annunciando un accordo con Putin per la fornitura di diesel. L'intesa fa infuriare Zelensky, che definisce pubblicamente la decisione "ingiusta e disonesta". La replica di Trump è ancora più rabbiosa e sancisce la rottura forse definitiva: il presidente americano dichiara apertamente che è ormai giunta l'ora che l'Ucraina abbia un nuovo leader.
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What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Gli Stati Uniti continueranno a ridurre gli aiuti militari all'Ucraina nei prossimi mesi
Likely · Within months
L'accordo tra Trump e Putin sul diesel avrà effetti limitati sul campo di battaglia in Ucraina
Possible · Within months
Zelensky cercherà di rafforzare i rapporti con gli alleati europei per compensare il ridotto sostegno statunitense
Very likely · Within months
Open Questions
- Quali sono i termini esatti dell'accordo sui minerali tra Stati Uniti e Ucraina?
- Come influenzerà l'accordo Trump-Putin sul diesel il conflitto in Ucraina?
- L'Ucraina riceverà effettivamente i sistemi Patriot promessi da Trump?
- Quali saranno le conseguenze politiche interne negli Stati Uniti dopo la dichiarazione di Trump sulla necessità di un nuovo leader ucraino?







