
La presidenza irlandese propone un compromesso per l'Ecofin: accise più alte, soglie ridotte per acquisti transfrontalieri e transizione al 2036 per l'Italia.
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La normativa vigente risale al 2011 ed è considerata superata dall'evoluzione del mercato. La riforma mira ad armonizzare le accise su prodotti tradizionali e nuovi prodotti a nicotina.
Una stecca di sigarette anziché quattro come soglia di riferimento per gli acquisti tra Paesi dell'Ue, accise minime più alte su sigarette e tabacco e nuove imposte sui prodotti a base di nicotina. Ma anche più tempo per adeguarsi alle nuove regole, fino al 2036 per dieci Paesi, Italia compresa. Sono i punti principali dell'ultima proposta di compromesso della presidenza irlandese dell'Ue, contenuta nei testi inviati ieri alle delegazioni. Dublino (l’Irlanda è presidente di turno ed è anche il Paese dell’Unione dove le sigarette – tradizionali – costano di più, sopra i 15 euro a pacchetto) tenta così di sbloccare la riforma della tassazione del tabacco all'Ecofin di lunedì.
Dublino il motore, Stoccolma il freno
Il principale ostacolo politico resta la tassazione delle bustine di nicotina senza tabacco, molto diffuse in Svezia. Dublino propone un'imposta minima iniziale del 10% del prezzo oppure 30 euro al chilo, da aumentare gradualmente fino al 50% oppure 50 euro al chilo dal 2032. Ma il livello definitivo dovrà essere concordato direttamente dai ministri. Sul tavolo restano anche le richieste della Spagna sul tabacco trinciato. La presidenza ritiene di essere vicina a un accordo, secondo quanto riferito giovedì da un alto diplomatico europeo, pur riconoscendo la necessità di ulteriori compromessi. Per il via libera alla riforma servirà l'unanimità dei Ventisette.
La direttiva in vigore è del 2011
L'obiettivo è aggiornare una direttiva del 2011, ormai superata dall'evoluzione del mercato, aumentando le imposte minime sui prodotti tradizionali ed estendendo per la prima volta la tassazione armonizzata a quelli più recenti, dalle sigarette elettroniche alle bustine di nicotina. L'Ue non stabilisce direttamente i prezzi di vendita, ma le accise minime che gli Stati devono applicare, lasciandoli liberi di imporre tasse più elevate.
Le soglie
Per le sigarette, la mediazione prevede una soglia minima di 140 euro per mille pezzi dal luglio 2028, destinata a salire a 170 euro dal 2030 e a 200 euro dal 2032, quando entrerà pienamente in vigore anche il requisito di un'accisa pari ad almeno il 60% del prezzo medio ponderato di vendita, salvo le deroghe previste. Non si tratta di aumenti automatici di pari importo sul prezzo dei pacchetti.
Transizione decennale per 10 Paesi, Italia inclusa
La presidenza propone tuttavia un periodo transitorio supplementare per Italia, Bulgaria, Grecia, Spagna, Croazia, Cipro, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Slovenia, che per raggiungere i nuovi livelli dovrebbero aumentare le accise sulle sigarette di oltre il 2,35% annuo in media rispetto al 2025. Per questi Paesi il pieno adeguamento potrebbe slittare al primo gennaio 2036. La flessibilità sarebbe estesa anche al tabacco trinciato utilizzato per le sigarette fai-da-te.
Acquisti transfrontalieri: da 800 a 200 pezzi
Un altro capitolo riguarda gli acquisti transfrontalieri. La proposta abbassa da 800 a 200 sigarette, da quattro a una stecca, la quantità indicativa utilizzata per stabilire se il tabacco trasportato da un privato tra Paesi dell'Ue sia destinato al consumo personale. Il superamento della soglia non comporterebbe automaticamente un divieto o una sanzione: gli Stati dovrebbero valutare la natura dell'acquisto e potrebbero adottare un criterio quantitativo fisso, comunque non inferiore a 300 sigarette.
Accise minime per le sigarette elettroniche
La mediazione introduce inoltre accise minime sui liquidi delle sigarette elettroniche, anche senza nicotina, inizialmente fissate al 20% del prezzo di vendita oppure a 20 centesimi per millilitro, con aumenti graduali fino al 2032. È prevista anche la possibilità di aggiornare periodicamente le soglie in funzione dell'inflazione, con decisioni all'unanimità dei Ventisette.
La Francia ha espresso sostegno all'impianto della mediazione, in particolare alla riduzione delle soglie per gli acquisti transfrontalieri, alla modulazione delle imposte in base al potere d'acquisto e al loro adeguamento all'inflazione.
Fonti di del ministero dell’Economia e delle Finanze francese hanno manifestato fiducia sulla possibilità di raggiungere un'intesa all'Ecofin, pur invitando alla prudenza in attesa dell'esame dell'ultima versione del compromesso.
AI outlook — possibilities, not facts
Voto all'Ecofin sulla riforma della tassazione del tabacco.
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