Via libera del Senato alla riforma elettorale: approvato lo 'Stabilicum'
Il Senato approva la riforma elettorale con 113 voti favorevoli. Il testo passa ora alla Camera per l'approvazione definitiva.
Quick Look
- Il Senato ha approvato in prima lettura la riforma della legge elettorale, soprannominata 'Stabilicum' dalla maggioranza.
- Il sistema prevede un premio di maggioranza al 42% e preferenze con capilista bloccati.
- Il provvedimento passa ora all'esame della Camera.
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Why It Matters
La riforma elettorale, definita 'Stabilicum' dalla maggioranza, introduce un premio di maggioranza al 42% e preferenze con capilista bloccati. Il testo è stato approvato dal Senato e attende l'esame della Camera.
Via libera dell'Aula del Senato alla riforma della legge elettorale con 113 sì. Proporzionale con premio di maggioranza a chi supera almeno il 42% e preferenze con capolista bloccati: lo Stabilicum, secondo la definizione della maggioranza, Melonellum (per le opposizioni), assume così la sua forma definitiva in attesa dell'ultimo passaggio blindato alla Camera.
E' un "grande passo avanti", festeggia il presidente del Senato Ignazio La Russa mentre la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati si dice "ottimista" che a Montecitorio non ci sarà "nessuno scoglio" a frapporsi all'approvazione finale. Ma alla Camera - da qui a metà ottobre - si navigherà comunque a vista. Tanto che non è del tutto scontato che, alla fine, il governo opti per la fiducia, con voto palese, su ciascuno dei quattro articoli modificati del testo.
Il voto finale sarebbe comunque segreto - è il ragionamento che fa qualcuno nel centrodestra - e una caduta in quel voto comporterebbe direttamente la fine della legislatura mentre un inciampo più piccolo su un singolo emendamento potrebbe essere meno pesante.
Tutte considerazioni che si approfondiranno, comunque, nelle prossime settimane. Intanto si depositeranno un po' le scorie delle tensioni e dello scontro che al Senato, sul provvedimento, non è stato di poco conto. In Aula, anche durante le dichiarazioni di voto finali, le scintille non sono mancate a partire dal botta e risposta tra il presidente La Russa e il capogruppo M5s Luca Pirondini che durante il suo duro intervento ("vi dò un consiglio nel listone metteteci Caroccia", ha attaccato), ha sollevato un fac-simile della scheda elettorale con il contrassegno del partito della premier e la scritta 'Fratelli di casta'. E poi quando le opposizioni dopo il voto hanno nostrato i cartelli con la scritta 'No alla legge truffa'.
E' una legge fatta "per paura di perdere", è andato all'attacco nel suo intervento Matteo Renzi. "Avete previsto che il 42% possa far scattare un premio fino a 70 deputati e 35 senatori, ma che idea di democrazia è?", ha scandito il capogruppo Dem Francesco Boccia accusando oltretutto il centrodestra di voler "cacciare le donne dal Parlamento", togliendo la quota per i capilista. Pollice verso al testo anche da Azione contro il "perpetrarsi della logica bipolare", ha detto Calenda.
A difesa della riforma tutto il centrodestra a partire da FdI. La Lega, con Andrea Paganella rivendica che ora si fa "chiarezza sulla proposta politica delle coalizioni prima del voto". La legge è "un punto di equilibrio serio e costituzionalmente sostenibile", ha sostenuto Roberto Rosso, intervenuto in Aula al posto della capogruppo azzurra Stefania Craxi. Festeggia, in particolare le preferenze, l'Udc, con Antonio De Poli.
Il centrodestra prova, dunque, a buttarsi alle spalle le fibrillazioni dei giorni scorsi in particolare sulle preferenze. "Auspico - suona allora come avvertimento l'intervento di Andrea De Priamo (FdI) - che i colleghi della Camera possano confermare questa scelta, perché siamo tutti parlamentari, sappiamo quanto sia impegnativo andare a cercare le preferenze, ma sappiamo anche quanto sia importante essere legittimati dal consenso popolare".
Nessuno scherzo, dunque. Anche se, insinua il capogruppo di Avs, Peppe De Cristofaro, con la crescita di Vannacci "tutti voi state sperando che la legge venga affossata alla Camera, è il vostro grande desiderio inconfessabile". Del resto, in alcuni recenti sondaggi emerge come una eventuale sconfitta del centrodestra senza FnV sarebbe leggermente minore - per effetto dei collegi - con il Rosatellum rispetto allo Stabilicum per effetto del premio di maggioranza. Ad ogni modo, FdI è decisa a portare avanti la riforma e a chiuderla in tempi rapidi.
Qualcosa di più si saprà già nelle prossime ore quando l'ufficio di presidenza della commissione Affari Costituzionali della Camera fisserà il timing in vista dell'approdo in Aula il 28 settembre. Gli emendamenti saranno possibili solo sulle parti modificate in Senato, dalle preferenze alle firme. Ma è di fatto scontato che non arrivino dato che comporterebbero una nuova lettura. Intanto sull'ipotesi che il governo possa mettere mano a un decreto sulle firme,la ministra Casellati fa sapere: "Al momento non mi risulta".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Approdò in Aula alla Camera il 28 settembre.
Likely · Within weeks
Open Questions
- Il governo porrà la fiducia alla Camera?
- Quale sarà l'impatto reale del premio di maggioranza sui collegi?







