Vittoria record e rischi alla Route du Rhum, l'Olimpiade della vela
Il velista francese ha completato la traversata in solitaria in poco più di sei giorni, battendo il primato precedente di Charles Caudrelier.
Quick Look
- Il francese Tom Laperche ha vinto la Route du Rhum stabilendo un nuovo record di 6 giorni, 13 ore e 27 minuti.
- La regata transoceanica, nota come l'Olimpiade della vela, vede impegnati numerosi velisti in condizioni estreme.
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Why It Matters
La Route du Rhum è una regata transoceanica in solitaria che si tiene ogni quattro anni dal 1978. È considerata una delle competizioni veliche più impegnative al mondo.
Coppa America, ma non solo. Il fascino della vela, che sta per conquistare di nuovo l'Italia grazie all'evento in programma l'anno prossimo a Napoli, è legato a doppio filo anche alle grandi regate transoceaniche, dalla Vandee Globe alla Transat, dalla Ocean Race fino alla Route du Rhum, la traversata in solitaria dell'Atlantico che si sta svolgendo in questi giorni e che, tra ritiri e burrasche, ha già un vincitore, con tanto di record.
Il francese Tom Laperche, skipper del bolide del mare 'Svr Lazartigue' (Classe Ultim), è arrivato la scorsa notte Pointe à Pitre, sull'isola caraibica di Guadalupa, sei giorni, 13 ore e 27 minuti dopo essere partito dal porto bretone di Saint Malo. Il precedente primato, stabilito da Charles Caudrelier nel 2022, era più alto di oltre sei ore.
Un'impresa resa possibile dalle caratteristiche tecniche dell'enorme trimarano, lungo 32 metri e largo 23 (come prevedono le misure della costosissima e ipertecnologica classe Ultim) e capace di tenere velocità medie superiori ai 40 nodi e punte di 50, oltre 90kmh - molto vicino alle punte degli Ac75 di Coppa America -, ma anche dalle capacità del 29enne bretone, all'esordio nella regata considerata tra le più dure e affascinanti e che tenendosi ogni quattro anni dal 1978 viene definita l'Olimpiade della vela oceanica.
Il navigatore solitario per giorni e giorni, a volte due settimane, non ha tregua, dorme pochissime ore, mangia quando può ed è sempre in balia del mare e delle condizioni meteo. Ne hanno fatto le spese in questi giorni due dei favoriti di questa edizione, Armel Le Cléac'h, la cui imbarcazione si è ribaltata in pieno Atlantico ed è stato tratto in salvo da una nave mercantile panamense, e Charles Caudrelier, che si è dovuto ritirare per la rottura di un foil sulla sua imbarcazione ad alta tecnologia.
Le condizioni meteo sono peggiorate all'improvviso e se Laperche sta ormai festeggiando restano una grande insidia per gli oltre cento velisti ancora in gara nelle varie classi (Ocean Fifty, Imoca, Class40, Vintage Mono e Vintage Multi), che impiegano molto più tempo delle Ultim a coprire gli oltre 6.500 chilometri di distanza da Saint Malo alla Guadalupa.
In pieno Atlantico stanno lottando anche alcuni italiani: Francesca Clapcich, Matteo Sericano, Andrea Fornaro, Marco Guerra e Luca Rosetti, mentre Ambrogio Beccaria è stato costretto a ritirarsi dopo un incidente a bordo del suo Imoca 60 'Allagrande Mapei'. Lo skipper milanese è caduto nel pozzetto provocandosi un trauma alla schiena che gli ha reso impossibile continuare.
Avanza con qualche difficoltà la triestina Clapcich, anche a causa della rottura del bompresso, ma resta quinta nella classe Imoca. "La vita a bordo è davvero dura, non si dorme quasi per niente. Cerco di gestire la barca e tenerne sotto controllo le accelerazioni - fa sapere -. Passo quasi tutto il tempo sottocoperta, dove sono al sicuro e mi muovo il meno possibile per non farmi male". Così vivono i partecipanti alla Route, soli e a volte spaventati, ma decisi, appassionati e spesso lontani dai riflettori.
Open Questions
- Quale sarà l'esito finale per i velisti ancora in gara?





