
Analisi del vortice polare e delle previsioni meteo per l'Italia e l'Europa in vista di novembre.
Il meteorologo Mattia Gussoni spiega il concetto di vortice polare e l'impatto delle correnti fredde sull'Italia per la prima settimana di novembre, tra calo termico e possibili nevicate in Appennino.
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Il vortice polare è una vasta circolazione ciclonica centrata sulla regione artica che coordina il flusso delle correnti occidentali.
Ma cosa si intende, nello specifico, per "vortice polare"? Come spiega Mattia Gussoni, esperto de "ilmeteo.it", con questa terminologia si fa riferimento alla "vasta circolazione ciclonica semi-permanente centrata sulla regione artica che coordina il flusso delle correnti occidentali lungo l'emisfero settentrionale". Sul tema, c'è poi da sottolineare un aspetto specifico. Infatti, segnala l'esperto, "l'attuale assetto a scala planetaria evidenzia una marcata ondulazione della corrente a getto troposferica. E, anziché mantenersi teso e zonale lungo i paralleli, il getto presenta ampie creste e saccature (onde di Rossby) che agevolano scambi termici meridiani, favorendo la discesa di masse d'aria polari verso le medie latitudini europee".
Come accennato, tale situazione a livello meteo comporta, per l'Italia, un ingresso evidente di flussi freddi che dovrebbero scatenare, specie nella prima settimana di novembre, una fase nella quale le temperature si attesteranno tra 3 e 5°C al di sotto delle medie climatologiche del periodo, con valori massimi compresi tra 13 e 16°C e minime in pianura tra 4 e 7°C al Centro-Nord.
In realtà, però, la situazione attuale non significa, necessariamente, che ci si debba aspettare freddo intenso e gelo a tutti i costi. Come sottolineano gli esperti di "3B meteo", infatti, l'attuale vortice polare stratosferico, la significativa circolazione di venti che si forma sopra l'Artico, si trova a circa 30 Km di altezza. Risulta essere piuttosto distante dal suolo, anche se può interferire con la circolazione più vicina a terra, quella di fatto che orienta il meteo alle nostre latitudini. Secondo i meteorologi, in sostanza, "il legame tra quello che succede lassù e il tempo che vediamo qui sotto è molto meno diretto di quanto si pensi. Anzi, spesso è proprio il contrario". Questo perchè "le grandi ondulazioni delle correnti negli strati più bassi a indebolire il vortice stratosferico, trasportando verso l'alto calore e quantità di moto".
Ecco, poi, un aspetto importante da segnalare per comprendere a pieno i risvolti delle previsioni. Il tempo, di base, "lo decide la troposfera, lo strato più basso dell'atmosfera". Questo viene decisamente influenzato dai cambiamenti presenti invece nella stratosfera, ma vanta anche dinamiche del tutto proprie e specifiche. Considerando l'area dell'Atlantico, per esempio, l'attuale circolazione fa registrare "oscillazioni e cambiamenti di lungo periodo, con configurazioni che più spesso spingono masse d’aria miti verso l'Europa". E, in quest'ottica, un interferenza proprio del vortice polare potrebbe anche rimodulare la situazione, anche se non è certo che lo faccia "in direzione del freddo".
Secondo Gussoni, comunque, lo scambio tra le correnti continentali e i bacini marittimi "favorirà l'approfondimento di minimi barici secondari, responsabili di precipitazioni a prevalente carattere di rovescio concentrate principalmente su medio-basso Adriatico, settori ionici e Basso Tirreno". Il tutto corredato da venti di Grecale e di Tramontana con raffiche anche forti. Nevicate sono attese lungo la dorsale appenninica a partire da quote di 1100-1300 metri, con accumuli al suolo stimati tra 5 e 15 cm oltre i 1500 metri.
Per approfondire ancora di più il tema, arrivano in aiuto le simulazioni dei modelli meteorologici secondo cui è possibile ipotizzare un significativo indebolimento del vortice polare stratosferico proprio nei primi giorni di novembre. E alcune elaborazioni, in particolare, ipotizzano pure una possibile "deformazione del vortice", con la conseguenza che questo possa dividersi in due nuclei. Qualora succedesse, si parlerebbe di un episodio piuttosto precoce rispetto al consueto andamento stagionale. A confermare l'incertezza globale, si aggiungono le elaborazioni basate sui dati del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), secono le quali l'inversione dei venti potrebbe verificarsi a breve anche se non c'è concordanza comune sui tempi e sull'intensità del fenomeno.
Gli esperti di Meteored, sostengono che a partire dal 10 novembre una massa d'aria polare potrebbe raggiungere proprio il nostro continente e l'Europa centrale, con un evidente calo delle temperature e possibili nevicate anche a quote basse, come potrebbe accadere in Germania. Lo scenario, va ribadito, resta però ancora incerto. L'arrivo del freddo, infatti, è legato alla posizione degli anticicloni e delle depressioni, oltre che dalla direzione delle correnti negli strati più bassi dell'atmosfera. Un vortice polare indebolito, se si verificazze, non provocherebbe necessariamente nevicate intense o temperature molto basse.
AI outlook — possibilities, not facts
Calo delle temperature tra 3 e 5°C sotto le medie nella prima settimana di novembre.
Likely · Within days

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