
La difesa di Valter Lavitola annuncia una memoria per il riesame e un possibile nuovo interrogatorio. Intanto i legali degli esecutori materiali chiedono di essere ascoltati dai pm.
AI-generated summary
Valter Lavitola ha confessato di essere il mandante dell'attentato dinamitardo contro l'auto del giornalista Sigfrido Ranucci avvenuto il 16 ottobre.
Secondo l’avvocato dell’ex imprenditore, Sergio Cola, "gli atti dimostrano che lo stesso Ranucci aveva chiesto di aumentare la scorta" ed "è intuibile che dopo l'attentato lui avesse capito chi fosse il mandante". La difesa presenterà una memoria 'ex articolo 309' per la richiesta di riesame sulle misure cautelari e si sta valutando anche un'integrazione delle sue dichiarazioni per un nuovo interrogatorio
"Noi riteniamo che Lavitola avvisò Ranucci sul rischio di attentati prima di quanto avvenuto il 16 ottobre. C'è stato, infatti, un incontro il 7 settembre nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati. Questo quindi un mese e mezzo prima dell'attentato medesimo". A dirlo è l'avvocato Arturo Cola, prima di entrare nel carcere di Rebibbia per un colloquio con Valter Lavitola, detenuto dopo aver confessato di essere il mandante dell'attentato dinamitardo a Sigfrido Ranucci. "A noi interessano i fatti: in sede di interrogatorio di garanzia il mio assistito ha escluso che vi fosse un accordo preventivo sull'attentato", ha aggiunto. Intanto nei prossimi giorni la Procura chiederà l'estradizione del factotum dell'ex imprenditore, il cittadino camerunese Gomes Tavares, attualmente latitante, che avrebbe avuto il ruolo di mediatore. Mentre Ranucci potrebbe essere ascoltato dagli inquirenti come persona informata sui fatti non prima di settembre, quando saranno terminate le analisi più approfondite su pc e cellulare dell'ex faccendiere, che dureranno ancora per settimane.
"Lavitola non vuole ritrattare"
"Sono qui oggi per parlare con Lavitola e verificare se è necessario integrare la confessione del 12 agosto in vista dell'udienza del Riesame che si terrà presumo la settimana prossima", ha detto ancora il legae Arturo Cola. "Non si tratta di ritrattare o dire cose diverse - aggiunge l'avvocato - ma si tratta semplicemente di puntualizzare e offrire un'interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito. Questo ci è possibile perché al Riesame si possono fare dichiarazioni spontanee".
Richiesta di riesame e nuovo interrogatorio
"Gli atti dimostrano che lo stesso Ranucci aveva chiesto di aumentare la scorta" ed "è intuibile che dopo l'attentato lui avesse capito chi fosse il mandante dell'attentato", ha detto ieri l'altro avvocato della difesa di Lavitola, Sergio Cola, secondo cui ci sono elementi da cui emerge la conferma che il suo assistito avesse organizzato l'attentato per innalzare il livello di protezione a Ranucci, "che lui stesso aveva chiesto". Insomma una messa in scena, ma con mezzi e ordigni veri, che doveva essere credibile perché - dice Cola ribadendo quanto detto da Lavitola di fronte ai magistrati - "non poteva che aumentare la tutela del giornalista della Rai e la sua popolarità". Anche per questo nei primi giorni della settimana sarà presentata dal legale una memoria 'ex articolo 309' per la richiesta di riesame sulle misure cautelari dell'imprenditore, attualmente in carcere a Rebibbia. Ma si sta valutando anche un'integrazione delle sue dichiarazioni per un nuovo interrogatorio: l'obiettivo della difesa è di fugare quegli aspetti ritenuti poco chiari dal giudice.
Richiesta di interrogatorio per i 4 esecutori materiali
Secondo Cola, anche i coimputati - arrestati per essere gli esecutori materiali dell'attentato del 16 ottobre del 2025 con l'esplosione dell'auto del giornalista parcheggiata davanti a casa sua - in alcune dichiarazioni spiegano che "loro non avevano alcuna intenzione di far del male a Ranucci, lo si vede dalle modalità con cui hanno agito". E sull'ipotesi di un 'terzo livello' nella vicenda, l'avvocato commenta: "Congetture". E depositeranno una richiesta di interrogatorio ai pm anche gli avvocati dei quattro esecutori materiali dell'intimidazione.
D'Amato: "Lavitola mi parlò di un progetto con a capo Ranucci"
Lavitola "mi chiese di lavorare a una lista di indirizzi, una sorta di mailing list, che avrebbe dovuto servire a costruire l'embrione di una struttura politica che facesse capo a Ranucci. Mi disse che gli indirizzi me li avrebbe forniti una collaboratrice di Ranucci, non ricordo il nome". A raccontarlo è Alessandro D'Amato, giornalista di Open, parlando in un'intervista a Il Corriere della sera. Riferendosi al conduttore di Report, D'Amato ha detto di pensare che a Lavitola non "avesse dato un vero e proprio via libera. Lavitola mi parlava del progetto, ma quelle che mi raccontava mi sembravano idee bislacche perché è uno che ha sempre un progetto nuovo e una quantità enorme di cose nella testa. Un giorno vuole una cosa, il giorno dopo ne ha pensata un'altra. Ma non mi ha mai detto che Ranucci fosse d'accordo". Ritornando sullo stesso tema, sul Qn, D'Amato ha anche ricordato che, in uno dei suoi colloqui con Lavitola, il gestore del Cefalù Bistrò "dopo alcune insistenze" rispose alla domanda su "chi avesse commissionato il sondaggio che indicava in Ranucci un potenziale leader politico molto popolare". La risposta, conclude D'Amato, fu "ambienti del Partito Democratico americano".
AI outlook — possibilities, not facts
Presentazione memoria ex articolo 309 per il riesame
Very likely · Within days

Un 49enne di Guastalla è stato arrestato per omicidio stradale dopo aver investito e ucciso il 44enne Ranvir Singh a Castiglione delle Stiviere. L'uomo guidava con un tasso alcolemico oltre quattro volte il limite consentito.

Fabio Savi, ergastolano della Banda della Uno Bianca, ha inviato una lettera di scuse ai familiari delle vittime. L'Associazione dei familiari ha respinto il gesto, accusandolo di cercare solo benefici carcerari e ribadendo la mancanza di nuove verità.

Un uomo di nazionalità romena è stato arrestato a Rocca Cencia, Roma, per aver tentato di violentare la figlia 14enne della sua compagna. La vittima è riuscita a chiedere aiuto a una pattuglia di polizia utilizzando il 'signal for help' mentre erano in auto.

Una diciassettenne napoletana ha denunciato ai carabinieri di essere stata violentata da un animatore di 22 anni in una struttura turistica nel Cilento. La vittima, dopo aver consumato alcol, si sarebbe sentita stordita prima dell'aggressione.

I genitori di una bambina di 4 anni, deceduta a Palermo a causa della difterite, sono indagati per omicidio colposo. La coppia aveva rifiutato la vaccinazione obbligatoria, temendo correlazioni con l'autismo riscontrate in un familiare.

Il Tribunale del Riesame di Milano ha concesso gli arresti domiciliari a Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese, agenti della Polizia Locale arrestati il 6 agosto per peculato, falso e arresto illegale in relazione a un'operazione antidroga a Corsico.