Auto, cade il tabù del 2035: l'Ue apre ai motori termici
Via libera a riduzione dell'87,5% per le auto e dell'80% per i furgoni, con incentivi per veicoli elettrici prodotti nell'Ue e riconoscimento dei carburanti rinnovabili
Quick Look
- La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato una proposta che ridimensiona gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per auto e furgoni dal 2035, introduce incentivi per i veicoli elettrici prodotti nell'Ue e riconosce un ruolo ai carburanti rinnovabili e a basse emissioni.
- Il testo passa ora alla plenaria di dicembre 2026.
AI-generated summary
Why It Matters
La normativa attuale prevede che dal 2035 le emissioni medie di CO2 delle nuove auto e dei nuovi furgoni siano ridotte del 100% rispetto ai livelli di riferimento del 2021. La proposta si inserisce nel più ampio pacchetto per la competitività dell'automotive presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2025.
L’Unione europea compie un altro passo verso il superamento dello stop alla vendita di nuove auto con motore a combustione dal 2035. La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato (4 novembre) una proposta che ridimensiona gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per auto e furgoni, introduce incentivi per i veicoli elettrici prodotti nell’Ue e riconosce un ruolo ai carburanti rinnovabili e a basse emissioni.
Il testo, approvato con 48 voti favorevoli, 30 contrari e due astensioni, modifica uno dei pilastri della strategia europea per la decarbonizzazione dei trasporti. La normativa attuale prevede che dal 2035 le emissioni medie di CO2 delle nuove auto e dei nuovi furgoni siano ridotte del 100% rispetto ai livelli di riferimento del 2021. Gli eurodeputati propongono invece di abbassare il traguardo all'87,5% per le automobili, prevedendo un meccanismo di compensazione attraverso crediti legati all'utilizzo di acciaio a basse emissioni prodotto nell’Unione.
Il sistema consentirebbe ai costruttori di compensare fino a 7,5 punti percentuali delle emissioni rispetto al valore di riferimento, raggiungendo così un obiettivo complessivo del 95%. Per i veicoli commerciali leggeri, invece, la riduzione richiesta nel 2035 scenderebbe all'80%, contro il 100% previsto dalle regole attuali.
La revisione riguarderebbe anche la tappa intermedia del 2030: per i furgoni, il taglio delle emissioni passerebbe dal 50% attualmente previsto al 35%, una soglia inferiore anche al 40% proposto dalla Commissione europea.
Una delle novità più significative riguarda la definizione di veicolo a zero emissioni. La commissione parlamentare propone di includere, accanto ai mezzi privi di emissioni di CO2 allo scarico, anche quelli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili e a basse emissioni conformi a determinati requisiti. Una modifica che aprirebbe nuove prospettive per alcune motorizzazioni a combustione interna, senza limitarne il futuro alla sola trazione elettrica.
Il provvedimento introduce inoltre un sistema di supercrediti per sostenere la produzione europea di veicoli elettrici. Le auto elettriche lunghe al massimo 4,2 metri e fabbricate nell’Ue conterebbero come 1,4 veicoli nel calcolo delle emissioni medie dei costruttori. Per i modelli particolarmente efficienti il moltiplicatore sarebbe pari a 1,2. Ulteriori vantaggi sarebbero previsti per i veicoli immatricolati attraverso programmi di leasing sociale.
“Il nostro accordo segna una svolta per l'industria automobilistica europea”, ha dichiarato il relatore Massimiliano Salini (Ppe), sottolineando che la decarbonizzazione non deve tradursi nell'imposizione di un'unica tecnologia. Secondo l'eurodeputato, il riconoscimento dei carburanti rinnovabili e dell'acciaio europeo a basse emissioni contribuirà a tutelare la filiera industriale e a rafforzare l'autonomia strategica dell’Unione.
La proposta si inserisce nel più ampio pacchetto per la competitività dell'automotive presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2025, dopo il dialogo strategico con costruttori, imprese e parti sociali.
La revisione non è ancora definitiva. Il mandato negoziale del Parlamento europeo dovrebbe essere votato nella plenaria di dicembre 2026. Solo dopo il confronto con i governi degli Stati membri potranno essere definite le nuove regole.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il mandato negoziale del Parlamento europeo sarà votato nella plenaria di dicembre 2026
Very likely · Within months
Dopo il confronto con i governi degli Stati membri saranno definite le nuove regole
Likely · Within months
Open Questions
- Quale sarà la posizione definitiva del Parlamento europeo nella plenaria di dicembre 2026?
- Come reagiranno i governi degli Stati membri nella negoziazione finale?
- Quali requisiti specifici dovranno rispettare i carburanti rinnovabili per essere riconosciuti come veicoli a zero emissioni?







