
La filosofa americana mette in guardia contro la costruzione del nemico e la contrazione dei diritti delle minoranze in Italia e nel mondo
La filosofa Judith Butler, in un incontro a Genova, analizza le proteste globali e critica l'operato del governo Meloni sui diritti civili, avvertendo che l'erosione dei diritti delle minoranze è un segnale precursore dell'autoritarismo.
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Judith Butler ha tenuto una conferenza a Genova organizzata dalla rivista About Gender. L'evento ha affrontato il legame tra genere, politica e violenza nel contesto attuale.
“Ero a Parigi, ho assistito agli scontri, sono stata gasata dai lacrimogeni della polizia: ho visto con i miei occhi i black block incendiare alberi e cose, sfruttando le proteste, ma ho visto ugualmente, e lo voglio sottolineare, con i miei occhi, la violenza della polizia, attaccare studenti, ragazzi, famiglie intere, donne anziane, trattandoli come terroristi. Non sono d’accordo con la violenza, ma ho assistito alla violenza della polizia”: Judith Butler, grande filosofa americana dei diritti Lgbtqia+, del pensiero femminista e queer, dell’inclusione e soprattutto della non violenza, scandisce calma le parole, nella sala del Maggior consiglio, a Palazzo Ducale, a Genova, mercoledì sera, davanti a un pubblico (i biglietti sono andati sold out in tre ore settimane fa) fitto di giovani come non se ne vedono mai così tanti insieme, se non in piazza, nella città più vecchia d’Italia. L’evento, “Let’s talk about gender. Una conversazione su genere, politica e violenza”, è stato organizzato dalla rivista About Gender, e da due professoresse dell’Università di Genova, Emanuela Abbatecola e Isabel Fanlo Cortes. Butler osserva le proteste in Francia: “Bisogna capire come possano svolgersi, senza che siano manipolate da una parte, e senza che siano brutalizzate dalla polizia”, mette in guardia.
La filosofa punta dritta sull’Italia, di cui osserva e studia, le continue, sottili, univoche, azioni del governo Meloni, dalle limitazioni a soccorrere i barconi in mare alla caccia alle streghe del fantomatico “gender”: “In italia ci sono diritti parziali – determina - diritti parziali alla genitorialità, alla riproduzione, all’accesso alle terapie di affermazione di genere: noi tutti pensiamo che i nostri governi, erodendo un pochino ogni giorno i diritti, non arriveranno mai a fare un altro passo, ma poi quel passo avviene. Lo vedo negli Usa, con il presidente Trump: se noi accettiamo i diritti parziali, se noi accettiamo il compromesso, se pensiamo che contrarre i diritti delle persone trans sia in fin dei conti limitare i diritti di una piccola comunità, non facciamo altro che diventare, anche noi, ingranaggio di una macchina autoritaria”. Non solo: “Se permettiamo, senza opporci, una contrazione dei diritti di un piccolo gruppo, non facciamo che autorizzare ulteriori erosioni, queste contrazioni diventano un precedente in base al quale il governo si sente autorizzato a proseguire, fino ad eliminare i piccoli gruppi, per poi passare a tutti gli altri”.
Accende un faro, Butler, sulla costruzione della paura del “gender”: “Ho ascoltato Giorgia Meloni parlare in Andalusia, con Vox: ha descritto il potenziale distruttivo del gender, come se le persone che si autodeterminano, o meglio come se la complessità umana fosse una minaccia per tutti gli altri, come se gli altri fossero depredati del proprio genere. Far percepire alla popolazione le persone trans come un pericolo, prenderle di mira, è l’inizio dell’autoritarismo. Bisogna opporsi a tutto questo, perché se permettiamo che questa campagna prosegua, che i diritti di minoranze fragili vengano erose, la democrazia viene erosa e cresce l’autoritarismo”
Butler ha collegato tutte le mobilitazioni che si stanno accendendo in tutto il mondo, a partire dall’Europa: dal movimento per la casa in Spagna, a quello degli studenti in Francia, e ora in Italia, alla protesta degli “scarafaggi” in India: “Chiedono accesso alla casa, a un’istruzione pubblica e di qualità, lottano contro la miseria creata dal neoliberismo: cercano soltanto di salvare la democrazia”. Ed è la strada, secondo Butler, per fermare “autoritarismi, fascismi, nazismi che stanno crescendo ovunque – cita ripetutamente gli arresti delle persone Lgbtqia+ da parte di Erdogan in Turchia e tutti gli arresti a catena, collegati, di chi ne sostiene la lotta – tutte queste istanze devono unirsi, in movimenti transnazionali”.
Immancabile, per Butler, cresciuta in una famiglia ebraica, un passaggio sul Medio Oriente e Israele: “Così come accade in europa o in America, con la negazione dell’esistenza di gruppi che chiedono diritti, così avviene in Israele la negazione dell’esistenza di un gruppo, come quello palestinese”. Butler sostiene che “il negazionismo ha portato il governo fino al genocidio, a Gaza”. E cita il documentario “Naza”: “E’ un documento importantissimo: i produttori però hanno perso la cittadinanza perché sono accusati di aver compiuto un crimine contro lo Stato. Ad accusarli sono proprio quelli che hanno compiuto un crimine contro lo Stato, con il genocidio a Gaza”.

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