C’era una volta la classe media: il bilancio impossibile di una famiglia italiana
Tra mutuo, figli e rincari del 30-50%, la storia di una coppia di Settimo Torinese e dei loro due stipendi che non bastano più
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Due stipendi da duemila euro, due figli e un mutuo a Settimo Torinese: la testimonianza della signora Spada racconta le difficoltà della classe media italiana stretta tra inflazione, carovita e stipendi bloccati.
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Why It Matters
L'aumento generale del costo della vita e dei beni primari sta mettendo a dura prova i bilanci delle famiglie italiane a reddito medio.
ROMA – Dice di essere una tipa quadrata la signora Spada. «Molto quadrata», ascoltare per credere. Sa dirti quanto paga di tariffa elettrica fino alla seconda cifra decimale. Ricorda per filo e per segno quanto è aumentato un chilo di zucchine. Deformazione professionale, per un’impiegata della contabilità. Ma è in famiglia che i conti iniziano a non tornare più. Ci sono due stipendi, il suo contratto part time e quello a tempo pieno del marito, operaio, circa 2mila euro. Ma anche due figli da mantenere, uno di sette anni e una di undici mesi. Il mutuo della casa che i due coniugi, 34 e 37 anni, hanno comprato a Settimo Torinese. E poi il mangiare, la benzina, le bollette, e tutte le altre voci di spesa che aumentano sempre di più. «Ogni mese faccio le previsioni, così quando sforo me ne rendo conto. È un disastro, tutto è salito tra il 30 e il 50%. Pensavamo non dico di stare bene, ma almeno di avere una vita tranquilla. Invece non lo è più».
C’era una volta la classe media
Così parla una famiglia tipo italiana. Una di quelle che consideravamo, e che si considerava inossidabile classe media, tutta la vita davanti. Che con due stipendi non ha certo diritto ai bonus o ai sostegni dedicati agli indigenti. Ma che un rincaro dopo l’altro vede l’orizzonte delle proprie possibilità restringersi sempre più. A una velocità che spiazza anche la contabile più oculata. «L’anno scorso, con l’arrivo della bimba, abbiamo deciso di prendere una seconda auto usata», racconta la signora. «Ora me ne pento ogni volta che vado al distributore, tornando indietro prenderei la bici elettrica». Una è diesel e l’altra benzina, ma tanto non c’è più differenza, si è impennato tutto. Così come l’altra grande voce del budget familiare, il carrello del supermercato: «Prima spendevamo 400 euro al mese, ora sono 550, solo il latte di mia figlia ne costa 50. E non mangiamo certo di più, anzi forse mangiamo meno». Quello su cui si può risparmiare – la carta igienica, lo sgrassatore – ora gli Spada lo comprano al discount. Ma per gli alimentari, la carne o il fresco, lei prova a tenere duro. «Voglio prodotti di qualità. Ma se prima andavo a fare la spesa senza pensare, ora non ti salvi più, neanche con una cena di verdure».
Estate caldissima
Per fortuna sul fronte caldissimo delle bollette l’attenzione della signora Spada ai decimali ha dato i suoi frutti. Dopo l’esplosione del 2022, quando i prezzi di gas ed elettricità sono scesi, ha cambiato fornitore passando a una tariffa fissa, che almeno per un po’ protegge dai rincari. Ma non per questo l’estate dei condizionatori a tutta è stata spensierata, con due figli piccoli e due genitori lavoratori. «Per mandare il bimbo all’oratorio c’è la fila, tipo click day, i centri estivi costano 140 euro a settimana», racconta. Una baby sitter è fuori portata. E dunque? Ci si arrabatta con i permessi di lavoro. E suppliscono, per chi ha la fortuna di averli, i nonni. Anche le vacanze le ha salvate la casetta che i suoceri hanno al mare, «è gratis, altrimenti penso proprio che avremmo dovuto rinunciare».
Le prime rinunce
Ora c’è il rientro a scuola, con relative spese. Il primogenito va ancora alle elementari, dove i libri sono gratuiti. «Ma fra tre anni, quando passerà alle medie? E quando ci arriverà anche la piccola? È quello che mi fa davvero paura», dice la madre. Racconta che lei e il marito hanno iniziato con le prime piccole rinunce, «uscire ogni tanto a bersi uno spritz». Ma anche al figlio hanno spiegato che quest’anno dovrà accontentarsi di un solo sport, anziché due. Si taglia la visita a un museo, un gita fuori porta, un cinema, «ma non si può mica far rinunciare i figli a tutto».
E soprattutto: basterà? Se da qualche tempo i risparmi hanno iniziato a diminuire, sembra difficile che la situazione possa migliorare. Negli ultimi tempi gli stipendi degli Spada si sono adeguati con la ben nota lentezza. Lei potrebbe chiedere il tempo pieno, ma - ammesso che l’azienda ne abbia bisogno - a quel punto servirebbe la baby sitter. E anche se questa fiammata dovesse passare, l’esperienza insegna che i prezzi non tornano mai indietro. «La vita è quella che è, quindi diventerà sempre peggio - dice la signora - a meno che qualcuno non trovi il modo di darci una mano». Quando le chiedi come però, neanche lei sa bene che dire. In teoria per una famiglia come la loro, classe media, le tasse negli ultimi anni sarebbero scese. In pratica i rincari si sono mangiati tutto, con gli interessi: «Se i nostri stipendi valevano cento, ora valgono 70».
Conti da rifare
Open Questions
- Quali misure adotterà il governo per sostenere la classe media?
- Come evolveranno i prezzi dell'energia e dei generi alimentari?







