
Il giovane ha appiccato il fuoco al proprio materasso sbarrando l'ingresso. Intossicati altri due reclusi.
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Il giovane era stato arrestato il 30 luglio scorso dopo una rissa a Pordenone e trasferito in carcere.
Un detenuto, cittadino egiziano, di 19 anni, è morto per le esalazioni di monossido causate dall'incendio del proprio materasso nel carcere del Castello di Pordenone. Si tratta di un'azione deliberata: il ragazzo, che si trovava in una cella singola, poco prima delle 23 ha sbarrato l'ingresso con una sedia e ha appiccato il fuoco.
Nonostante l'intervento degli agenti di polizia penitenziaria, il giovane è spirato poco dopo l'arrivo del personale sanitario inviato dalla centrale operativa Sores Fvg.
I vigili del fuoco hanno spento il rogo in pochi minuti, analizzando successivamente per tutta la notte la qualità dell'aria, per scongiurare rischi agli altri reclusi e al personale in servizio.
Altri due detenuti, che occupavano celle situate nella medesima ala del penitenziario, hanno riportato una lieve intossicazione: sono stati trasportati precauzionalmente in Pronto soccorso e più tardi sono stati riaccompagnati nella Casa circondariale.
Il giovane detenuto era stato arrestato alcune settimane fa per resistenza a pubblico ufficiale in seguito a una rissa avvenuta nel centro di Pordenone: aveva anche altri piccoli precedenti di polizia.
Il ragazzo era stato arrestato il 30 luglio scorso dopo una violenta rissa avvenuta tra largo San Giorgio e l'autostazione, sempre a Pordenone. Lo scontro coinvolse una quindicina di persone straniere e degenerò con l'uso di bastoni; le forze dell'ordine intervennero dopo le segnalazioni dei residenti. Il 19enne, già noto alle autorità e destinatario di un foglio di via dal Comune di Pordenone, aveva violato la misura degli arresti domiciliari e reagì con violenza all'identificazione da parte dei carabinieri. Fu dunque arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, denunciato per violazione del foglio di via e poi trasferito in carcere.

Un 49enne di Guastalla è stato arrestato per omicidio stradale dopo aver investito e ucciso il 44enne Ranvir Singh a Castiglione delle Stiviere. L'uomo guidava con un tasso alcolemico oltre quattro volte il limite consentito.

Fabio Savi, ergastolano della Banda della Uno Bianca, ha inviato una lettera di scuse ai familiari delle vittime. L'Associazione dei familiari ha respinto il gesto, accusandolo di cercare solo benefici carcerari e ribadendo la mancanza di nuove verità.

Un uomo di nazionalità romena è stato arrestato a Rocca Cencia, Roma, per aver tentato di violentare la figlia 14enne della sua compagna. La vittima è riuscita a chiedere aiuto a una pattuglia di polizia utilizzando il 'signal for help' mentre erano in auto.

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