Caro prezzi, il carrello della spesa cresce del 29,5% in cinque anni in Italia
L'indice FAO tocca i massimi dal 2023. In Italia ortaggi, caffè e olio guidano i rincari, superando l'inflazione generale.
Quick Look
- A luglio l'indice FAO dei prezzi alimentari sale a 131,1 punti.
- In Italia il carrello della spesa aumenta del 29,5% in cinque anni, superando l'inflazione generale, con forti rincari su ortaggi, caffè, olio e beni di prima necessità.
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Why It Matters
L'indice FAO misura la variazione mensile dei prezzi internazionali di un paniere di derrate alimentari. L'inflazione italiana ha registrato rincari significativi nel quinquennio.
A luglio l’indice FAO dei prezzi alimentari internazionali ha raggiunto quota 131,1 punti (+0,6% su giugno), toccando il livello più alto da inizio 2023. Il dato è lontano dal picco storico registrato a marzo 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina (quando superò quota 160), ma è evidente che le crisi globali stanno pesando sulle spese di ogni giorno.
Il carrello della spesa in Italia in cinque anni è cresciuto del 29,5%, un valore di molto superiore a quello dell'inflazione registrata nello stesso periodo (21%) con picchi per i prezzi degli ortaggi (+39% per quelli più usati in cucina), del caffè (+51%) e dell'olio extravergine (+47%). Secondo l'indagine del quotidiano economico, per i pomodori, uno dei prodotti più utilizzati, si spende il 45% in più, per le patate il 44% e per le melanzane il 41%.
Il paniere de Il Sole 24 Ore si limita a 31 prodotti indicativi della spesa settimanale di una coppia con un figlio. Il carrello di questa spesa tra il 2021 e il 2026 è passato da 100 a 129,5 euro, un rincaro in linea con l'inflazione alimentare calcolata dall'Istat nello stesso periodo (30%) ma superiore all'inflazione generale (21%).
Per la frutta il rincaro registrato dall'Istat è del 28,6% mentre per Il Sole 24 Ore è del 14% perché considera nel paniere solo mele e banane, i frutti più acquistati, mentre crescono soprattutto i prezzi delle fragole (+48%), dei limoni (+37%) e delle arance (+31%).
Il Sole 24 Ore segnala che l'inflazione colpisce anche la colazione con una crescita del 21% per il prezzo del del latte e del 27% per quello di yogurt, merendine e biscotti. Crescono oltre l'inflazione media generale anche i prezzi di alcuni prodotti essenziali per la spesa quotidiana come le uova (+43%), il riso (+44%), il pane (+28%) e la passata di pomodoro (+26%) ma anche quello medio della pasta (+24%) e del tonno in scatola (+25%). Per la carne bovina il rincaro in cinque anni è del 31%, per il pollo del 33,7% mentre per il prosciutto cotto si limita al 21,5%, sostanzialmente in linea con l'inflazione generale nel periodo.
Secondo l’indagine, in questi 5 anni non sono aumentati solo i prezzi del carrello della spesa ma anche quelli di altre spese frequenti come il caffè al bar (da una media di 1,07 euro a 1,30, +21%), per un panino al bar (+21%) e per il taglio dei capelli (+14% per il taglio da donna, +11% per quello da uomo).
Anche la mobilità è colpita dai rincari: per gli spostamenti verso il lavoro si registra un +12,7% per la benzina self-service e un +10% per i biglietti del trasporto pubblico locale, con costi in crescita anche per autorimesse (+13%) e manutenzione dell’auto (+20%).
Open Questions
- Quali misure adotterà il governo per contrastare il carovita?
- Come evolverà l'indice FAO nei prossimi mesi?







