
Il tasso di disoccupazione nella fascia 16-24 anni raggiunge il picco stagionale mentre il governo cerca di incentivare le assunzioni per i neolaureati.
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La disoccupazione giovanile in Cina segue cicli stagionali legati alla fine dell'anno accademico. Pechino ha modificato la metodologia di calcolo nel 2023 escludendo gli studenti.
Sale la disoccupazione giovanile in Cina: 17,9%, il dato più alto registrato nel mese di luglio negli ultimi tre anni. La disoccupazione nella fascia 16-24 anni raggiunge solitamente il picco nei mesi di luglio e agosto, durante la stagione estiva delle lauree.
Secondo il Ministero dell’Istruzione, quest’anno un numero record di 12,7 milioni di studenti entrerà nel mondo del lavoro, con un aumento di quasi il 4% rispetto al 2025.
Negli ultimi anni Pechino ha varato una serie di misure a sostegno dell’occupazione giovanile. La scorsa settimana, come ricorda il South China Morning Post, «i ministeri delle Risorse umane e degli Affari civili e il Dipartimento per il lavoro sociale del Comitato centrale del Partito comunista hanno emanato una circolare che impone alle autorità locali di riservare, in linea di principio, tutti i nuovi posti di lavoro a livello di comunità ai neolaureati». Le amministrazioni locali sono state inoltre incoraggiate a «creare ruoli ad hoc per i laureati e a offrire incentivi alle aziende e alle istituzioni sociali per stimolare le assunzioni».
L’ufficio statistico nazionale sospese la pubblicazione dei dati sulla disoccupazione giovanile nel luglio 2023, riprendendola nel dicembre di quell’anno utilizzando però una metodologia diversa che ora esclude gli studenti.
A luglio il tasso di disoccupazione urbano complessivo in Cina era pari al 5,2%, in aumento rispetto al 5% di giugno. Con i consumi e gli investimenti che continuano a registrare un andamento fiacco nel gigante asiatico, la diffusione dell’intelligenza artificiale sta dando il via a una trasformazione che, secondo le previsioni di Citigroup, potrebbe alla fine minacciare di sostituire circa 70 milioni di lavoratori in Cina.

Il Codacons segnala prezzi elevati per il materiale scolastico, con articoli di lusso che raggiungono cifre record. Parallelamente, l'Antitrust evidenzia l'impatto dei costi dei libri di testo sulle famiglie e la scarsa diffusione della digitalizzazione scolastica.

La State Administration for Market Regulation cinese ha ordinato il richiamo di quasi 3 milioni di Tesla e veicoli di altri otto marchi, tra cui Xiaomi, per problemi di visibilità e utilizzo delle maniglie meccaniche di emergenza in caso di incidente.

Le Borse europee chiudono in ordine sparso tra le tensioni in Medio Oriente, l'attenzione per gli investimenti nell'intelligenza artificiale e l'attesa per i conti di Nvidia e le indicazioni della Fed da Jackson Hole.

La crescita economica nell'area Ocse sale leggermente allo 0,5% nel secondo trimestre 2026. Nel G7 si registra invece un rallentamento allo 0,3%, con frenate in Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

Il Pakistan ha inaugurato la sua politica nazionale per la filiera olivicola, riconoscendo il ruolo cruciale dell'Italia. Il premier Sharif ha annunciato un programma di formazione in Italia per 100 laureati in agraria per potenziare il settore locale.

La Borsa di Milano chiude in ribasso dello 0,24%, influenzata dalle tensioni tra Usa e Iran e dal fermento nel settore bancario. Prysmian registra un forte calo, mentre Nexi e Unicredit chiudono in positivo. Lo spread Btp-Bund si attesta a 82 punti.