Cisco, i timori sull’Ai non frenano il business: ordini da 9 miliardi. «Anche per le imprese italiane è ora del salto digitale»
Il manager statunitense in visita tra Roma e Milano sottolinea il valore strategico del polo di Vimercate e il potenziale dell'industria italiana nell'intelligenza artificiale.
Quick Look
- Il Cfo di Cisco, Mark Patterson, in visita in Italia per rafforzare la presenza del gruppo.
- Focus su innovazione, cybersecurity e il polo di Vimercate.
- Agostino Santoni sottolinea il vantaggio competitivo italiano nell'integrazione tra industria e intelligenza artificiale.
AI-generated summary
Why It Matters
Cisco opera in Italia con un polo di innovazione a Vimercate, nato dall'acquisizione di Pirelli, focalizzato su cybersecurity e ottica.
Un giro di incontri tra Roma e Milano. Istituzioni, imprese, partner, dipendenti. Oggi gli investitori a Milano, poi gli studenti di economia della Luiss. Mark Patterson, Chief financial officer (Cfo) di Cisco, è in Italia da «executive sponsor» del Paese: il gruppo assegna ai suoi top manager un mercato da seguire da vicino. «Ogni parte del mondo è diversa – spiega –. Non si può restare seduti in California: bisogna capire che cosa serve davvero ai clienti».
Patterson è in Cisco da 27 anni, Cfo da luglio 2025. E arriva con i conti in crescita: nell’ultimo esercizio ricavi +12% e utili +14%, per quello in corso la previsione è +15% e +17%. Lui lo chiama «supercycle» delle reti: un mercato da sempre ciclico, legato al Pil, che con Ai e sicurezza starebbe diventando crescita strutturale. «Dobbiamo ancora dimostrarlo», ammette.
L’Italia, dice, è unica. Come ogni Paese, ma con una differenza: «In molti posti abbiamo un ufficio commerciale. Qui c’è un business completo», con innovazione su cybersecurity, quantum e ottica. Il polo è a Vimercate, nel brianzolo, nato dall’acquisizione da Pirelli: la prima operazione nell’ottica nella storia di Cisco. Oggi è una delle aree su cui il gruppo spinge gli investimenti: solo nell’ultimo trimestre ha raccolto ordini per oltre un miliardo di dollari. Il resto lo fanno le persone: spirito imprenditoriale, start up, università.
Accanto a lui c’è Agostino Santoni, alla guida di Cisco per il Sud Europa, da anni tra le regioni più veloci del gruppo. Santoni ricorda il nuovo ufficio di piazza Gae Aulenti, a Milano, e respinge l’idea delle Pmi in ritardo: «Non siamo più indietro. È il nostro momento». Cita il Politecnico di Milano: il 67% degli imprenditori dice di dover guardare all’intelligenza artificiale. La prossima fase, l’Ai fisica, gioca a favore di chi sa fare prodotti e processi industriali. E qui, per Santoni, l’Italia parte avvantaggiata: sa collegare le macchine alla rete. Da questa competenza è nata Fluidmesh, fondata da ricercatori del Politecnico di Milano e del Mit, specializzata nel wireless per treni, metropolitane e porti. È cresciuta fino a competere nel mondo. Nel 2020 Cisco l’ha comprata.
Ma il punto di partenza resta la formazione. L’academy di Napoli, le intese con i Politecnici di Milano e Torino, un ritmo di 76mila persone formate l’anno in Italia, non solo giovani. Gli studenti italiani indietro? «No», rispondono in modo netto. E sulla fuga dei talenti Santoni sposta il punto: giusto contare chi parte, ma bisogna considerare anche chi arriva. «Serve un piano che attiri talenti da tutto il mondo. Così resteranno anche gli italiani».
Open Questions
- Quali saranno i prossimi investimenti specifici in Italia?






