Consumi al palo a settembre, si svuota il carrello della spesa
I dati Istat di settembre mostrano una crescita del valore ma una flessione dei consumi, con l'e-commerce che sottrae quote ai negozi fisici
Quick Look
- A settembre 2026 le vendite al dettaglio crescono dell'1,6% in valore ma calano dello 0,1% in volume, con l'inflazione oltre il 4%.
- Gli alimentari perdono lo 0,3% in volume rispetto ad agosto.
- L'e-commerce sale dell'8,5% in valore, a scapito dei negozi fisici, in particolare le piccole superfici.
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Why It Matters
L'inflazione a settembre è salita oltre il 4% e ad ottobre è ulteriormente aumentata, dal 4,2% al 5,4%. I consumatori stanno riducendo le quantità acquistate, anche di cibo, di fronte ai prezzi elevati.
Con i prezzi alle stelle l'unico modo per risparmiare è ridurre le quantità, anche di cibo, con il carrello della spesa che piano piano si svuota sempre di più. E' quanto sembrano suggerire i dati Istat sulle vendite al dettaglio di settembre, in pratica la fotografia dei consumi degli italiani di fronte ad un'inflazione che in quel mese è salita oltre il 4%.
Rispetto a settembre del 2025, le vendite hanno registrato una crescita dell'1,6% in valore, tenendo quindi conto anche dell'aumento dei prezzi, ma un calo dello 0,1% in volume. Un andamento che si riscontra negli alimentari, settore in cui i consumi sono aumentati dell'1,7% in valore e diminuiti dello 0,1% in volume, così come nei non alimentari (rispettivamente +1,5% e -0,2%). Guardando al confronto mensile, il calo delle vendite di cibo è ancora più evidente: -0,3% in volume rispetto ad agosto.
Quanto basta ai consumatori per gridare all'allarme. I rincari che hanno colpito il settore alimentare, denuncia l'Adusbef, "stanno pesando come un macigno sulle tasche degli italiani". L'andamento delle vendite nei primi 9 mesi dell'anno parla da solo: "a fronte di un abnorme incremento del valore dell'1,9%, - sottolinea l'associazione - il volume delle vendite di cibi e bevande diminuisce dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025". L'Unc parla di "un Paese fermo", evidenziando che "non è certo un bel segnale che al rientro dalle vacanze gli italiani non abbiano fatto acquisti maggiori rispetto ad agosto, nemmeno per riempire i frigoriferi vuoti".
E la situazione, per il Codacons, "è purtroppo destinata a peggiorare negli ultimi mesi dell'anno, considerata l'impennata dell'inflazione e i forti rialzi che stanno investendo energia, trasporti e listini alimentari". Già ad ottobre infatti, l'inflazione è ulteriormente salita, dal 4,2% di settembre al 5,4%.
Più cauta invece Federdistribuzione, che riconosce comunque "un andamento debole dei consumi, penalizzati da un quadro economico che continua a essere caratterizzato da un elevato livello d'incertezza". L'associazione guarda alla legge di Bilancio appena incardinata in Parlamento, confidando che rappresenti "un'occasione importante per orientare le risorse disponibili verso misure in grado di sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e gli investimenti delle imprese".
Prudente anche il giudizio di Confcom secondo cui la stasi delle vendite rilevata a settembre "è perfettamente in linea con il rallentamento dell'economia nel terzo trimestre". Al di fuori dell'indice delle vendite al dettaglio, turismo e cultura, l'Ufficio studi della confederazione rileva che le vendite di auto e di 'altri servizi' "indicano che dal lato della spesa delle famiglie c'è, complessivamente, ancora una crescita".
Ma a preoccupare è anche un altro elemento: la continua e apparentemente inarrestabile erosione del commercio nei negozi fisici, soprattutto di piccole dimensioni. Secondo l'Istat l'e-commerce segna infatti a settembre un aumento dell'8,5% in valore e del 7,1% in volume, in gran parte a discapito della rete distributiva tradizionale. Un'espansione quella dell'online, sottolinea Confesercenti, che procede a ritmi nettamente superiori a quelli del mercato e che accentua le difficoltà della rete del commercio di prossimità. Mentre la grande distribuzione mantiene sostanzialmente le proprie posizioni, con un aumento dei volumi dello 0,6% nei primi nove mesi dell'anno, evidenzia l'associazione, le piccole superfici continuano a perdere terreno: a settembre registrano una flessione dell'1,2% rispetto allo stesso mese del 2025, che porta il bilancio dei primi nove mesi a -0,8%. Una dinamica definita "ormai strutturale".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La situazione dei consumi è destinata a peggiorare negli ultimi mesi dell'anno
Likely · Within months
Open Questions
- Quali misure specifiche conterrà la legge di Bilancio per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie?
- Quale sarà l'impatto dell'ulteriore aumento dell'inflazione di ottobre sui consumi dei prossimi mesi?







