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A aprile l'Istat aveva calcolato il deficit 2025 al 3,073% del Pil, sopra il 3% di Maastricht ma sotto il 2,94% arrotondato, che secondo interpretazione ortodossa avrebbe garantito il rispetto della soglia. Il dato è stato influenzato da un gonfiamento del Superbonus fino a 8,4 miliardi, quattro volte le stime governative, con crediti d'imposta illegittimi parzialmente scovati (4,1 miliardi nei primi tre mesi).
A poche ore dal verdetto dell’Istat, atteso per le 10 di questa mattina, l’impresa di veder schiacciato il deficit 2025 sotto al 3% del Pil per uscire dalla procedura Ue per disavanzi eccessivi appare complicata. Da quel dato dipende la possibilità di utilizzo “libero” della clausola di salvaguardia del Patto Ue, quella che permette all’Italia di programmare fino a 36 miliardi di deficit in due anni per gli investimenti in energia (14 miliardi) e difesa (22); e dipendono quindi le dimensioni complessive della manovra.
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Ma in gioco c’è soprattutto un obiettivo politico accarezzato da tempo dal Governo, e mancato a sorpresa ad aprile, a coronamento di una disciplina fiscale che pure ha già raccolto più di un successo sui mercati e fra le agenzie di rating. La possibile conferma che il disavanzo non si è fermato prima della soglia di Maastricht può creare poi qualche complicazione anche alla legge di bilancio, l’ultima prima del voto: non in modo diretto, perché la procedura oggi non ha determinato sanzioni, e quindi il suo abbandono non libera di per sé risorse. Ma la permanenza nel braccio correttivo può generare ripensamenti sull’attivazione dell’extradeficit per energia e difesa, e quindi sulla triangolazione che caricando sulla deroga qualche spesa già prevista nei tendenziali libera margini per nuove misure: come accaduto l’anno scorso con la rimodulazione del Pnrr, che per questa via aveva offerto 5,1 miliardi alla legge di bilancio.
Le incognite vengono dai numeri, che hanno impegnato le calcolatrici fino all’ultimo. Ad aprile l’Istat aveva calcolato un disavanzo 2025 al 3,073% del Pil, cioè 1,64 miliardi sopra al 3% e 2,99 miliardi oltre il 2,94% che, arrotondato, secondo l’interpretazione ortodossa garantisce il rispetto della soglia di Maastricht, per la quale i Paesi devono mantenere un disavanzo «inferiore» al 3% del prodotto. Cifre importanti, più di quanto farebbe pensare il secondo decimale dopo la virgola su cui incidono.
A mandare in fuorigioco i saldi italiani era stato l’ennesimo coup de theatre del Superbonus, che nel finale si era gonfiato fino a 8,4 miliardi: quattro volte più delle stime del Governo. Tanta vivacità, emersa ex post con le comunicazioni dei contribuenti, è apparsa subito sospetta, al punto da impegnare agenzia delle Entrate e Guardia di finanza in un’immediata caccia grossa ai crediti d’imposta illegittimi: già nei primi tre mesi dell’anno, erano stati scovati 4,1 miliardi di bonus falsi, in parte scontati nel dato di aprile. Il lavoro è ancora in corso, ma le regole del sistema statistico europeo impongono di congelare il quadro a una certa data: con la possibile conseguenza di misurare un deficit superiore a quello effettivo, perché formato anche da sconti fiscali in via di annullamento.
Dalla tabella di questa mattina dipendono, si diceva, le ricadute dell’utilizzo della clausola per energia e difesa. Perché in base alle norme Ue solo l’addio al braccio correttivo del Patto permette di escludere dai calcoli dei saldi rilevanti il deficit aggiuntivo, che invece negli altri casi rimane nel conteggio complicando ulteriormente la discesa sotto al 3%. Un inciampo potrebbe quindi rianimare i dubbi politici sull’attivazione della clausola, soprattutto nella parte (maggioritaria) dedicata alla difesa: che rappresenta uno snodo strategico nell’Europa soggetta al peso crescente degli attacchi ibridi russi, ma non è esattamente un moltiplicatore di consenso, bene prezioso a pochi mesi da un voto parecchio incerto.
AI outlook — possibilities, not facts
L'Istat comunicherà un deficit 2025 superiore al 3% del Pil
Likely · Within hours
Il Governo dovrà rivedere l'utilizzo della clausola di salvaguardia per energia e difesa
Possible · Within weeks

The State General Accounting Office estimates that the pension flexibility measures introduced by the League in 2019, including Quota 100, Quota 102, Quota 103 and Opzione donna, resulted in a cost of 41.3 billion euros between 2019 and 2025, almost equal to the resources allocated to the fight against poverty in the same period.

Italy remains in the European excessive deficit procedure with a 2025 deficit confirmed at 3.1% of GDP, but without new immediate corrective obligations thanks to the suspension of the 0.5% annual rule and the focus on net spending. The government aims to use the national clause for defense and energy (1.5% of GDP, around 36 billion) and is counting on upward growth revisions (0.6% in 2025, 1.1% in 2024) and fiscal drag to generate 5-6 billion in additional revenue per year. The next financial package could be worth between 25 and 30 billion, with attention to the Irpef reform for the middle class.

The State General Accounting Office predicts that in 2029 the old-age pension age will be 67 and a half years, rising to 67 years and 8 months in 2031. For early retirement, 43 years and 4 months of contributions will be needed in 2029 and 43 years and 6 months in 2031. The ratio between pension expenditure and GDP will reach a peak of 17.1% in 2041, and then gradually decline to 14.0% in 2070. Overall spending on pensions, healthcare and long-term care will rise to 25.5% of GDP in 2044 before reducing to 23% in 2070.

The Italian government expects exemption from car tax for 70% of the national fleet in 2025, equal to approximately 30 million vehicles. The relief applies to cars with up to 80 kW of thermal power, especially city cars and small cars, while sports cars, sedans and higher segment SUVs are excluded. For owners of multiple vehicles, the exemption applies only to the vehicle with the lower horsepower.

The INPS foresees an adjustment of the single universal allowance for 2027 with an increase in the monthly amounts and ISEE thresholds: for a minor child the minimum amount goes from 58.30 to 60 euros and the maximum from 203.80 to 209.70 euros per month, while the ISEE bands are revised upwards, allowing some families to change band and obtain a greater increase than the simple adjustment of the amount.

Italian families face a challenging return from holidays due to the increase in the prices of fuel, bills, school supplies and food, with estimates of increased expenses of 430 million euros for supplies and up to 1,300 euros per student for books and school supplies, while mandatory expenses absorb 42% of family consumption and consumer confidence is set to decline according to Federconsumatori.