Dichiarazione dei redditi: quando è obbligatoria e quando si può evitare
Quick Look
- La dichiarazione dei redditi diventa obbligatoria in presenza di più redditi, ritenute non corrette o assenza di sostituto d'imposta, ma esistono esoneri per redditi bassi o specifiche categorie.
- Il modello 730 può comunque essere presentato per ottenere rimborsi o detrazioni, con scadenza al 30 settembre 2026 e possibilità di regolarizzazione entro 90 giorni senza conseguenze penali, salvo casi di evasione superiore a 50.000 euro.
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Why It Matters
L'articolo spiega le condizioni che rendono obbligatoria la presentazione della dichiarazione dei redditi tramite il modello 730, nonché i casi di esonero e le possibilità di regolarizzazione dopo la scadenza.
La dichiarazione dei redditi può diventare obbligatoria quando nel corso dell'anno si percepiscono più redditi. È il caso, per esempio, di chi ha avuto diversi rapporti di lavoro dipendente con più datori e l'ultimo non ha effettuato il conguaglio, oppure di chi ha percepito redditi di natura diversa, come uno stipendio e i guadagni derivanti dall'affitto di un immobile.
L'obbligo può scattare anche quando le ritenute fiscali non sono state applicate correttamente dall'unico datore di lavoro o quando il datore non svolge il ruolo di sostituto d'imposta. Un esempio è quello di colf e badanti, che vengono pagate dalla famiglia presso cui lavorano senza che questa effettui le ritenute fiscali sulla retribuzione.
Ci sono però anche contribuenti che, in presenza di determinate condizioni, sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione. Tra questi rientrano, a seconda della situazione, coloro che percepiscono soltanto specifiche categorie di reddito, rispettano determinati limiti previsti dalla legge o hanno un'imposta dovuta non superiore a 10,33 euro.
L'esonero dall'obbligo, tuttavia, non impedisce di presentare comunque il 730. Può essere conveniente farlo per recuperare detrazioni e deduzioni oppure per chiedere il rimborso di crediti e di somme versate in eccesso.
Per approfondire: Modello 730/2026, quando scatta il penale per chi non presenta la dichiarazione?
La trasmissione entro la scadenza del 30 settembre può essere effettuata direttamente attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate. In alternativa, ci si può rivolgere al proprio sostituto d'imposta, se ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale, oppure a un Caf o a un professionista abilitato. Prima dell'invio è importante verificare che le informazioni contenute nel modello siano corrette e complete. Chi presenta autonomamente la dichiarazione deve inoltre indicare i dati del sostituto d'imposta che dovrà effettuare il conguaglio, quando previsto. Va poi compilata la scheda per la destinazione dell'8, del 5 e del 2 per mille dell'Irpef, anche se non si intende effettuare alcuna scelta. È comunque possibile presentare il 730 senza indicare il sostituto d'imposta, anche quando nel corso del 2026 se ne ha uno.
I tempi per ottenere il rimborso dipendono anche dalla data di presentazione della dichiarazione. Per i lavoratori dipendenti, l'importo spettante viene generalmente riconosciuto nella prima busta paga utile. In alternativa, può essere accreditato nel cedolino del mese successivo a quello in cui è stata trasmessa la dichiarazione. Chi presenta il 730 a ridosso della scadenza deve però considerare che i tempi per il conguaglio si accorciano. Questo può incidere soprattutto sui contribuenti che risultano a debito: le somme da recuperare possono essere concentrate in un numero inferiore di rate e quindi determinare trattenute più elevate. A novembre, inoltre, può aggiungersi il secondo o unico acconto delle imposte, che viene trattenuto in un'unica soluzione.
Il 30 settembre 2026 è il termine ordinario per presentare il 730, ma il mancato rispetto della scadenza non fa scattare automaticamente un reato.
Nei 90 giorni successivi è ancora possibile regolarizzare la posizione: la dichiarazione presentata entro questo periodo non viene considerata omessa ai fini penali, anche se possono essere applicate sanzioni amministrative e, quando dovute, interessi e sanzioni sugli importi da versare.
Superati i 90 giorni, la dichiarazione viene invece considerata omessa ai fini tributari e le sanzioni diventano più pesanti.
Il rischio penale riguarda soltanto i casi più gravi: per il reato di omessa dichiarazione devono ricorrere specifiche condizioni, tra cui un'imposta evasa superiore a 50mila euro per una singola imposta e la finalità di evadere il Fisco. Il semplice mancato invio del 730, quindi, non comporta automaticamente conseguenze penali.
Per approfondire: Dichiarazione redditi, quali abbonamenti per il trasporto pubblico si possono detrarre?
Open Questions
- Quali sono i limiti di reddito specifici per l'esonero dalla dichiarazione?
- Come varia l'importo del rimborso in base alla data di presentazione del 730?







