Donna egiziana salvata dalla polizia all'aeroporto di Palermo dopo aver denunciato anni di violenze subite in Egitto
Quick Look
- Una donna ragusana sposata con un egiziano è stata salvata dalla polizia all'aeroporto di Palermo dopo aver denunciato anni di sevizie e violenze subite in Egitto, dove viveva con il marito dal 2017.
- L'allarme era stato lanciato dalla zia che vive in Francia, contattata di nascosto dalla vittima tramite reti wi-fi gratuite.
- L'uomo è stato denunciato per maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale, mentre la donna è stata posta in una struttura protetta.
AI-generated summary
Why It Matters
La donna, originaria di Ragusa, si era sposata più di dieci anni fa con un uomo egiziano e si era trasferita al Cairo nel 2017, dove avrebbe subito anni di sevizie, controllo e violenze, incluso l'impossibilità di lavorare, utilizzare il telefono o avere denaro.
L'allarme era stato lanciato alla polizia dalla zia che vive in Francia. A lei si era rivolta la nipote ragusana, sposata con un egiziano, per chiederle aiuto a porre fine a sevizie e violenze subite in famiglia. Così quando la coppia è arrivata all'aeroporto di Palermo, nella notte tra il 29 e il 30 agosto scorsi, la polizia, che l'attendeva, è intervenuta. La donna per farsi riconoscere ha fatto il segno convenzionale di richiesta di aiuto: le quattro dita di una mano chiuse. L'uomo è stato identificato e denunciato per maltrattamenti in famiglia e, per la sua reazione nei confronti degli agenti, anche per resistenza a pubblico ufficiale. La donna è stata condotta in una casa protetta, mentre l'uomo sarebbe invece rimasto in Sicilia cercando di rintracciare la moglie per riportarla in Egitto. L'operazione della Polaria è stata coordinata dalla Procura di Palermo.
Marito e moglie per un periodo avevano vissuto tra Palermo e Ragusa, poi si erano trasferiti in Egitto dove la donna avrebbe subito sevizie e violenze. L'uomo ha negato, rigettando con la polizia le accuse della moglie, ma la donna è stata visitata sia dal medico dello scalo che all'ospedale Policlinico di Palermo e dai controlli sono emersi i segni delle violenze.
La vittima è stata ascoltata dagli inquirenti, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia e dall'aggiunta del dipartimento Fasce deboli, Laura Vaccaro, in ambiente protetto alla presenza di una psicologa. Poi è stata portata in una struttura protetta.
La donna ha raccontato di essersi sposata più di dieci anni fa e di essere andata a vivere al Cairo, dove è cominciato il suo incubo. Picchiata per ogni errore commesso, non poteva utilizzare il telefono, era costretta a uscire solo con il marito, non poteva lavorare e non aveva denaro, veniva costretta a rapporti sessuali anche contro la sua volontà. Così almeno dal 2017, ha raccontato la donna. A convincerla a scappare è stata la decisione del marito di cederla in moglie a un altro uomo in cambio di denaro. La donna si è procurata un telefono e ha chiesto aiuto a una zia che vive in Francia. Lo ha fatto di nascosto utilizzando rete wi-fi pubbliche o gratuite perché non aveva i soldi per comprare le ricariche. La zia ha contattato la polizia che, coordinata dalla Procura di Palermo, ha fatto scattare l'operazione all'aeroporto Falcone Borsellino. Gli agenti della Polaria avevano i nominativi della coppia ed è stato il gesto della donna a fare scattare il loro intervento.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
L'uomo egiziano sarà formalmente accusato di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale dal tribunale di Palermo.
Likely · Within weeks
La donna rimarrà in una struttura protetta in Italia per almeno diversi mesi mentre si valuta la sua situazione legale e di sicurezza.
Very likely · Within months
Open Questions
- L'uomo egiziano sarà estradato o processato in Italia?
- Quali misure di protezione saranno adottate a lungo termine per la vittima?
- La procura di Palermo aprirà un'indagine per tratta di persone o riduzione in schiavitù?







