
Due corpi celesti gemelli passano a breve distanza dalla Terra nel giro di venti ore, senza alcun rischio per il pianeta.
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Il CNEOS della NASA e l'ESA monitorano regolarmente i corpi celesti vicini alla Terra per stimarne traiettorie e dimensioni.
2026 TG9 è già passato a 220mila chilometri dal nostro pianeta all'alba, 2026 TP6 si avvicinerà un po' di più, arrivando a 210mila chilometri, alle 2 di stanotte. In entrambi i casi non c'è nessun rischio per il pianeta
Un asteroide così vicino alla Terra è uno spettacolo raro. Se poi gli asteroidi sono due nel giro di una ventina d’ore, l’evento diventa ancora più eccezionale. Ed è bene precisarlo, del tutto sicuro. 2026 TG9 e 2026 TP6 sono due corpi celesti praticamente gemelli per dimensioni: hanno dimensioni molto simili e in comune un passaggio piuttosto ravvicinato al nostro pianeta. Il primo, per la verità, è già passato quando in Italia era l’alba di stamattina, alle 6:57, il secondo arriverà alle 2 di questa notte.
Entrambi comunque non rappresentano alcun pericolo per il nostro pianeta. 2026 TG9 è passato a una distanza di 0.001522 unità astronomiche (un’unità astronomica equivale a 150 milioni di chilometri, la distanza tra il centro del Sole e il centro della Terra, tradotto in chilometri l’asteroide è passato a 220mila chilometri dal nostro pianeta); 2026 TP6 si avvicinerà un po’ di più, a 0.001463 unità astronomiche e quindi 210mila chilometri. Per rendere l’idea delle distanze, la Luna dista dalla Terra 384mila chilometri, dunque i due asteroidi passano più o meno a metà strada tra noi e il nostro satellite.
Il Center for Near Earth Object Studies (CNEOS) del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA ha stimato le dimensioni di 2026 TG9 tra gli 11 e i 24 metri di diametro, il Near-Earth Objects coordination centre dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha calcolato tra i 10 e i 23 metri. 2026 TP6 è un po’ più piccolo (tra 9,3 e 21 metri di diametro per la NASA, tra 9 e 20 metri per l’ESA). La velocità del primo è stata calcolata intorno agli 11,6 chilometri al secondo, circa 42mila chilometri all’ora. In ogni caso si tratta di dimensioni piuttosto contenute, di molto inferiori ai 50 metri di diametro minimi dei cosiddetti “distruttori di città”.

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