
A un anno dall'annuncio del cessate il fuoco, l'ong denuncia la grave crisi alimentare e la mancanza di acqua pulita. Oltre 1.400 le vittime stimate e prezzi aumentati del 207%
Emergency lancia l'allarme sulla crisi umanitaria a Gaza a un anno dal cessate il fuoco: 1,4 milioni di persone in grave insicurezza alimentare, scarsità di acqua pulita, aiuti bloccati e tende distrutte dalle prime piogge.
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Emergency opera nella Striscia di Gaza con due cliniche di assistenza ad al-Qarara e al-Mawasi.
Gli alimenti disponibili a Gaza sono inadeguati a garantire alle persone l'apporto nutrizionale di cui hanno bisogno. E' l'allarme di Emergency a un anno dall'annuncio del cessate il fuoco nella Striscia. L'ong, presente nell'area con due cliniche di assistenza ad al-Qarara e al-Mawasi, cita i dati dell' Integrated Food security phase classification secondo cui entro dicembre saranno 1.4 milioni le persone in condizione di grave insicurezza alimentare.
Alla scarsità di cibo si aggiunge la difficoltà di accesso all'acqua pulita. "Una cosa che come ostetrica mi tocca particolarmente è ad esempio la preparazione del latte in polvere - spiega Giulia Folci, ostetrica -. Purtroppo, in alcuni casi è necessario che il bambino lo prenda e questo è molto difficile da preparare con dell'acqua sporca ed espone i bambini ad altissimi rischi".
Secondo le stime più recenti, dall'annuncio del cessate il fuoco sarebbero oltre 1.400 le vittime e più di 4.700 i feriti. Gli aiuti umanitari continuano a incontrare forti difficoltà all'ingresso, anche a causa delle limitazioni nell'entrata di materiali e beni dal valico di Kerem Shalom con l'Egitto. I prezzi di cibo e beni essenziali sono aumentati in media del 207% rispetto a prima della guerra e, stando agli ultimi dati riportati dalle Nazioni Unite, il numero di camion di aiuti umanitari effettivamente scaricati nella Striscia è sceso dal 77% al 70%.
"Le persone non sanno più dove rifugiarsi. Ci sono state le prime piogge della stagione che hanno colto la maggior parte della popolazione in tende ormai fatiscenti - ha aggiunto Jacopo Intini, coordinatore programma Emergency a Gaza -.
Periodicamente si verificano incendi perché le persone bruciano l'immondizia per cucinare. Ci avviciniamo all'autunno e all'inverno, piogge e basse temperature porteranno a una situazione di ulteriore sovraffollamento e di precarietà. È ormai urgente che entrino i materiali necessari a riparare le tende o costruire ripari più sicuri".

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