Giorgia Meloni al Festival del Riso a Vercelli: «Il riso è identità e lavoro»
La premier all'inaugurazione della manifestazione: tutela del Made in Italy, stop agli accordi al ribasso e omaggio a Emma Bonino e Raffaele Costa.
Quick Look
- Intervenendo a Vercelli al Festival internazionale del Riso, Giorgia Meloni ha definito il riso identità e lavoro.
- L'evento si è aperto con un minuto di silenzio per Emma Bonino e Raffaele Costa.
- Meloni ha toccato i temi della Fao, delle infrastrutture, delle mondine e ha espresso un netto 'no' agli accordi di libero scambio al ribasso.
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Why It Matters
Si è tenuta la seconda edizione del Festival internazionale del Riso a Vercelli, alla presenza della premier Giorgia Meloni.
«Il riso è molto più di un prodotto: è identità, lavoro, Lo ha detto Giorgia Meloni, intervenendo alla seconda edizione del Festival internazionale del Riso che si inaugura oggi a Vercelli. La manifestazione si è aperta con un minuto di silenzio per la scomparsa di Emma Bonino e Raffaele Costa, chiesto dal palco dal ministro per l’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Meloni, accolta all’arrivo da un lungo applauso, ha salutato tra i presenti il vice direttore della Fao Maurizio Martina, «candidato dell’Italia a succedere come direttore, perché crediamo che l’Italia come pochi altri possa rivendicare di avere qualcosa da dire su come assicurare buon cibo a tutti i popoli del mondo». Una stoccata diretta innanzitutto alla Spagna di Pedro Sanchez, con il cui candidato è aperta la gara.
La premier, accolta all’arrivo da un lungo applauso, ricorda dal palco il canale Cavour, «il frutto più lungimirante della lungimirante rivoluzione dell’acqua» ed è uno degli «insegnamenti per la politica di oggi: la velocità con cui un tempo infrastrutture straordinarie si riuscivano a costruire, l’attenzione verso l’acqua. Cerchiamo da imparare da quello che i nostri nonni sapevano fare meglio di noi».
Meloni ha ricordato come il Festival sia legato a un altro anniversario: «Sono 120 anni che ci separano dalle otto ore lavorative. Oggi lo consideriamo un diritto acquisito ma all’inizio del Novecento è stata una vera rivoluzione combattuta e ottenuta dalle donne». Abbiamo nei confronti delle mondine «un enorme debito di riconoscenza». Su questo «anche Emma Bonino potrebbe essere d’accordo con me».
La presenza di Meloni non è solo il tributo dichiarato ai produttori, ma anche la promessa di lavorare insieme per non disperdere l’eccellenza della risicoltura: «La filiera del riso è un settore all’avanguardia, fiore all’occhiello del Made in Italy e noi siamo consapevoli che questo patrimonio debba essere tutelato e difeso dalla concorrenza sleale di nazioni che non rispettano i nostri standard sociali e sul lavoro». Il riferimento è alle discussioni intorno alle intese con il Sud Est Asiatico. «Non si possono fare accordi di libero scambio con nazioni che non rispettano i tuoi standard. Noi competiamo non sulla quantità ma sulla qualità, e abbiamo il dovere di difenderla». La premier cita l’esempio degli obblighi sui fitofarmaci imposti dalla Ue, ma non altrove.
Open Questions
- Quali saranno gli sviluppi per la candidatura alla direzione della Fao?
- Quali misure concrete adotterà il governo contro la concorrenza sleale?






