Guerra in Ucraina, attacchi di droni su Mosca e notizie di carburante sudcoreano alla Russia
Droni ucraini verso Mosca, allerta intelligence tedesca e forniture di carburante dalla Corea del Sud alla Russia
Quick Look
Attacco di massa con droni ucraini nella regione di Mosca, allarme dell'intelligence tedesca sulla Russia e rivelazioni su spedizioni di carburante dalla Corea del Sud.
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Why It Matters
La guerra in corso tra Russia e Ucraina continua a generare tensioni e attacchi reciproci con droni e rappresaglie.
Nella notte droni ucraini hanno preso di mira la regione di Mosca in un attacco di massa mentre le difese aeree dell'area erano impegnate, secondo quanto riportato dai canali di monitoraggio citati dal Kyiv Independent.
“650 droni si sono diretti verso la regione di Mosca. La maggior parte dei velivoli senza pilota è stata distrutta dalle forze di difesa aerea e 105 sono stati abbattuti mentre si avvicinavano alla capitale" russa. Lo ha riferito il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin.
“La Germania rischia di finire in un conflitto violento con la Russia”. Il nuovo allarme, all'indomani della visita di Merz a Kiev, arriva dal capo degli 007 tedeschi Martin Jaeger, secondo il quale “Mosca sta conducendo una guerra nell'ombra contro di noi e il tentato attentato di Lipsia è solo l'ultimo esempio”.
L’Estonia, intanto, svela il Financial Times, sta spostando le truppe più vicino al confine con la Russia e si sta dotando di armi in grado di colpire in profondità il territorio confinante mentre il Paese, schierato in prima linea nella Nato, si prepara ad una potenziale aggressione di Mosca al di là dell'Ucraina.
“Disponiamo di mezzi per monitorare i confini”, la replica del Cremlino.
Kiev schiera torrette robotiche dotate di IA per abbattere i nuovi droni russi. Doppio attacco su Kharkiv: bilancio delle vittime è salito a cinque morti. Un drone ha lasciato 22 mila persone senza elettricità a Poltava.
Oltre 176mila tonnellate di carburante, soprattutto diesel, sono state spedite dalla Corea del Sud verso la Russia nei mesi di luglio e agosto, anche attraverso petroliere sottoposte a sanzioni di Regno Unito e Unione europea. Lo riferisce il Guardian, sulla base dell'analisi di registri portuali e dati sul tracciamento delle navi.
Secondo l'analisi, sette petroliere hanno effettuato 14 viaggi verso l'Estremo Oriente russo. Tre delle navi erano sanzionate da Londra e Bruxelles.
In un caso, circa 26mila tonnellate di carburante sono state trasferite da una nave a un'altra al largo di Yeosu, nel sud della Corea del Sud, una modalità che può rendere più difficile individuare l'origine del carico.
La petroliera Layla, sottoposta a sanzioni, avrebbe trasportato da sola 57mila tonnellate di diesel in due viaggi da Ulsan a Vladivostok. Un'altra nave sanzionata, la Astoria, ha caricato quasi 11mila tonnellate a Ulsan prima di dirigersi anch'essa verso Vladivostok.
"Non cederemo né alle intimidazioni né all'escalation della Russia, che non deve farsi illusioni: il tempo gioca a suo sfavore". A scriverlo su X è il presidente francese Emmanuel Macron in un post in cui annuncia di aver parlato con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, "per ribadire la solidarietà e il pieno sostegno della Francia nella difesa contro la guerra di aggressione della Russia".
"Pur trovandosi in una situazione di stallo al fronte, la Russia rifiuta ostinatamente ogni appello al cessate il fuoco e compie la scelta irresponsabile di intensificare gli attacchi contro infrastrutture e obiettivi civili, in violazione dei principi più fondamentali del diritto internazionale umanitario", scrive il leader dell'Eliseo.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Intensificarsi delle misure di sicurezza in Estonia e nei confini Nato
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Open Questions
- Quali saranno le contromisure della Nato?
- Come evolveranno le spedizioni di carburante verso la Russia?






