
Missili iraniani in Giordania, droni intercettati negli Emirati Arabi e mercati in allerta: la situazione nel Golfo
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Le tensioni tra Usa e Iran sono riprese dopo un periodo di relativa calma seguito a un cessate il fuoco concordato ad aprile.
L'attacco statunitense contro due lanciatori iraniani sull'isola di Larak è il primo dal 29 luglio, quando gli Stati Uniti hanno risposto ad un tentativo di Teheran di colpire postazioni militari americane avvenuto il giorno precedente. L'Iran ha risposto con attacchi su obiettivi americani in Giordania, che risultano tutti intercettati. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che "l'Iran non ha fretta di riaprire lo Stretto di Hormuz".
Prezzo del petrolio in forte rialzo sui mercati delle materie prime sulle nuove tensioni tra Usa e Iran sullo Stretto di Hormuz: il Wti con consegna a ottobre è scambiato a 85,93 dollari al barile con una crescita del 3,03% mentre il Brent con consegna a novembre supera i 90 dollari a 90,89 dollari al barile con un avanzamento del 3,17%. "Non stiamo cercando la guerra e questo è il chiaro messaggio che abbiamo trasmesso al mondo finora, ma non rimarremo mai calmi di fronte a qualsiasi aggressione e daremo una risposta decisiva agli aggressori", ha detto il presidente Pezeshkian, citato dall'Irna, dopo il nuovo attacco americano all'Iran di questa notte.
Teheran ha risposto con attacchi su obiettivi americani in Giordania, che risultano tutti intercettati. Washington afferma di aver bersagliato lanciatori che minacciavano lo Stretto di Hormuz. La stampa iraniana parla di almeno due morti. I ministri degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e della Turchia, Hakan Fidan, hanno avuto una conversazione telefonica per discutere di un'iniziativa congiunta volta a ridurre le tensioni e a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione.
Dura condanna degli Emirati Arabi Uniti dell'attacco condotto dall'Iran con un drone intercettato sopra le proprie acque territoriali, definendolo una "pericolosa escalation". In una dichiarazione diffusa su X, il Ministero degli Esteri ha espresso "ferma condanna per l'ostile attacco iraniano contro il Paese, che ha coinvolto un drone intercettato dai sistemi di difesa aerea sopra le acque territoriali degli Emirati", aggiungendo che gli Emirati Arabi Uniti si riservano il "pieno e legittimo diritto di rispondere".
Sostengo i combattenti di Givati che hanno insistito sul loro diritto e dovere di servire nell'Idf mantenendo i propri valori e la propria fede. Ho sperato che l'Idf rinsavisse e evitasse la necessità del mio intervento, ma poiché ciò non è accaduto, come leader di 'Sionismo religioso' non posso rimanere inerte e pretenderò risposte dall'esercito in merito". Lo ha affermato in un post su X il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, leader del partito di estrema destra 'Sionismo Religioso'.
Gli Stati Uniti devono "imparare una lezione importante" per non "ripetere le loro aggressioni". Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, in seguito all'attacco statunitense all'isola di Lark, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars. Secondo l'emittente statale iraniana Irib, le forze statunitensi hanno bombardato l'isola di Larak, uccidendo e ferendo diversi civili e soldati iraniani.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno smentito le notizie di un attacco contro la base aerea Al Minhad. "Il ministero della Difesa ha smentito le notizie secondo cui la base aerea Al Minhad sarebbe stata presa di mira da missili e conferma che si tratta di notizie false", ha precisato il dicastero in un post su X dopo che la tv di Stato iraniana aveva riferito di attacchi contro "le aree in cui sono presenti elicotteri e personale Usa nella base di Al Minhad, negli Emirati Arabi Uniti".
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, è arrivato a Bishkek, in Kirghizistan, per il vertice dei leader dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) a cui partecipano, tra gli altri, anche i presidenti russo e cinese, Vladimir Putin e Xi Jinping.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito un "serpente" il premier israeliano Benjamin Netanyahu, per le divergenze tra i messaggi che lancia parlando ai suoi cittadini e quelli che indirizza a livello internazionale. "In ebraico, Netanyahu si vanta apertamente di aver trascinato con l'inganno l'amministrazione statunitense in una guerra contro l'Iran per conto di Israele. Netanyahu ride esplicitamente di come abbia "influenzato" l'America attraverso mille ore di apparizioni sulle reti televisive statunitensi - ha scritto Araghchi su X - In inglese, invece, elogia la leadership del presidente degli Stati Uniti".
"I democratici vogliono che il nostro Paese perda la guerra contro l'Iran, cosa che non accadrà perché stiamo vincendo nettamente e senza difficoltà". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, intervistato da Fox News. "Al momento opportuno - ha proseguito - o vinceremo noi oppure saranno loro a fare qualcosa. A me va bene vincere. Non ho bisogno di una firma su un pezzo di carta".
"Un drone americano MQ-9 a lungo raggio è stato colpito da un missile lanciato dalle sempre vigili unità di difesa aerea del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche sopra lo Stretto di Hormuz ed è precipitato nelle acque blu del Golfo Persico". E' quanto si legge in una dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie dell'Iran pubblicata dall'agenzia Fars.
La piena responsabilità per le conseguenze delle nuove azioni aggressive degli Stati Uniti e per il proseguimento del blocco navale e della guerra economica contro l'Iran ricade sul regime statunitense e su tutte le parti che in qualsiasi modo colludono e partecipano alla preparazione e all'attuazione delle azioni illegali e abusive degli Stati Uniti". Lo afferma in una dichiarazione il ministero degli Esteri iraniano.
AI outlook — possibilities, not facts
Possibile ulteriore aumento dei prezzi del petrolio in caso di blocco dello Stretto.
Likely · Within days

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