
Il proprietario del locale Le Constellation, già indagato per il rogo di Capodanno, è in custodia cautelare per un'aggressione alla moglie Jessica
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Jacques Moretti è indagato per il rogo di Capodanno avvenuto nel suo locale, Le Constellation, insieme ad altre quattordici persone per incendio, lesioni e omicidio colposi.
Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation e indagato insieme alla moglie nell'inchiesta sul rogo di Capodanno a Crans-Montana, è stato arrestato con l'accusa di violenze ai danni della moglie, Jessica Moretti. L'aggressione si sarebbe verificata nella notte tra l'11 e il 12 agosto, quando la donna è stata portata in ospedale. La notizia, circolata nelle ultime ore su alcuni siti svizzeri e riferita dalle emittenti Léman Bleu e Rts, è stata poi confermata dai legali della coppia.
Un procedimento distinto dal rogo
La detenzione riguarda una vicenda separata rispetto al procedimento aperto dopo la tragedia di Crans-Montana. Nell'inchiesta sull'incendio i coniugi Moretti risultano indagati insieme ad altre quattordici persone, con le accuse a vario titolo di incendio, lesioni aggravate e omicidio colposi per la strage avvenuta nel seminterrato del locale.
In quel procedimento, Jacques Moretti a gennaio era già stato sottoposto per una ventina di giorni alla custodia cautelare in carcere, poi tramutata in misure alternative dopo il versamento di una cauzione di 200mila franchi (circa 214mila euro). A fine luglio il Tribunale delle misure coercitive di Sion si era espresso per un alleggerimento delle restrizioni, con la possibilità di sostituire l'obbligo di firma quotidiano con una videoconferenza con la polizia cantonale.
Le voci in paese
Dell'arresto si parlava da giorni a Crans-Montana, prima che la notizia trapelasse. "Da alcuni giorni si parla insistentemente dell'arresto di Jacques, ma nessuno lo ha voluto confermare", ha riferito uno degli avvocati delle famiglie delle vittime. "Sì, si sapeva qui in paese, un'altra brutta storia", ha raccontato il titolare di un locale del centro.
L'avvocato Fabrizio Ventimiglia, che assiste Sofia Donadio, una ragazza rimasta ferita a Capodanno, e la sua famiglia, non ha voluto commentare la "vicenda molto grave", ma a otto mesi dalla strage ha ribadito che la priorità resta "accertare in tempi rapidi le responsabilità per la tragedia di Crans Montana ed ottenere giustizia e risarcimenti immediati".

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