L'espansione dei data center richiederà 3.312 TWh di elettricità aggiuntiva entro il 2030, secondo Confartigianato
Stati Uniti, Cina e Unione europea dovranno affrontare un aumento significativo della domanda elettrica legata all'intelligenza artificiale, con 398 TWh attribuibili direttamente ai data center
Quick Look
- L'Ufficio Studi di Confartigianato, basandosi sui dati dell'International Energy Agency, stima che tra il 2025 e il 2030 Stati Uniti, Cina e Unione europea avranno bisogno di 3.312 TWh di elettricità aggiuntiva, di cui 398 TWh assorbiti dai data center.
- La Commissione europea ha proposto un quadro comune per classificare il consumo energetico e idrico dei data center, mentre aziende come Alibaba annunciano piani di espansione globale, puntando a superare i 20 gigawatt di capacità entro il 2032.
- Il riutilizzo del calore residuo dei data center europei potrebbe equivalere al fabbisogno di riscaldamento di 4 milioni di famiglie.
AI-generated summary
Why It Matters
L'espansione dell'intelligenza artificiale nei data center sta aumentando la domanda globale di elettricità, creando un legame stretto tra transizione digitale ed energetica che richiede investimenti in reti, rinnovabili e accumulo per evitare che i costi ricadano sulle piccole imprese.
Per capire di che numeri stiamo parlando, e avere un’idea di come l'espansione dell'intelligenza artificiale nei data center sia destinata a ridisegnare la domanda mondiale di elettricità, arriva un'analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato. Lo studio, basato sui dati dell'International Energy Agency, rivela che tra il 2025 e il 2030 Stati Uniti, Cina e Unione europea avranno bisogno complessivamente di 3.312 TWh di elettricità aggiuntiva, di cui 398 TWh saranno assorbiti dai data center. L’analisi è stata presentata a Domus de Maria (Cagliari), alla convention intitolata “Energies and Sustainability Confartigianato High School” e organizzata con i consorzi energia Caem, CEnPI e Multienergia.
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Marco Granelli, presidente di Confartigianato, ha sottolineato come i numeri mostrino ancora una volta lo stretto legame tra transizione digitale ed energetica: servono – ha dichiarato – investimenti tempestivi in reti, rinnovabili e accumulo, perché la crescita dei consumi legata all'IA – ha detto ancora Granelli – non deve scaricarsi sui costi dell'energia e sulla competitività delle imprese, senza far pagare alle piccole aziende il conto della crescita della domanda.
Intanto, il dibattito sui data center e sulla loro sostenibilità è vivo anche tra le istituzioni europee. La Commissione europea, di recente, ha proposto un quadro comune europeo per classificare quanta energia, acqua e altre risorse naturali utilizzano effettivamente i data center, per migliorare la trasparenza delle informazioni. La proposta è arrivata con un atto delegato con cui l’Ue - avviando una consultazione pubblica fino a metà dicembre - si rivolge agli hub dati con una capacità superiore a 500 kW, con l'idea di arrivare a presentare standard minimi di prestazione energetica per i data center attivi in Ue.
Il sistema di classificazione comune, si legge in una nota della Commissione Ue, avrebbe anche il compito di verificare il contributo dei data center alle reti dell'energia, come il riutilizzo del calore residuo, l'aggiunta di capacità di generazione di energia pulita e la flessibilità. Bruxelles stima che il riutilizzo di circa la metà di tutto il calore residuo dei data center europei equivalga al fabbisogno totale di riscaldamento di 4 milioni di famiglie in Europa. Le prime etichette di sostenibilità, secondo la Commissione, dovrebbero arrivare già nel 2027. Parlamento e Consiglio avranno ora due mesi di tempo per opporsi all'atto delegato che, altrimenti, entrerà in vigore in automatico. Bruxelles ha fissato l'impegno a triplicare la capacità dei propri data center nei prossimi cinque-sette anni.
Quello dei data center è un tema sempre più attuale, visto che diverse aziende hanno annunciato di voler ampliare la rete di siti o stanno già procedendo alla costruzione. L'obiettivo dei nuovi data center è quello di rispondere al forte aumento della richiesta di potenza di calcolo per l'Ai.
Alibaba, ad esempio, ha annunciato un piano per espandere nei prossimi 12 mesi la propria rete di data center all'estero, puntando sui mercati di Europa e Medio Oriente. Il gruppo tecnologico cinese ha detto che aprirà le sue prime "cloud regions" in Turchia, Finlandia e Paesi Bassi, mentre amplierà la presenza dei propri data center in Malesia, Germania, Emirati Arabi Uniti, Francia e Hong Kong. Alibaba, che è tra i principali operatori cinesi nel settore dell'intelligenza artificiale, ha fatto sapere che punta a superare i 20 gigawatt di capacità globale dei data center entro il 2032. L'amministratore delegato Eddie Wu, inoltre, ha annunciato l'intenzione di sviluppare un modello di intelligenza artificiale con una capacità compresa tra 5 e 10 trilioni di parametri, diverse volte superiore a quella del più grande modello cinese attualmente esistente.
Per fare altri esempi, la società di Singapore BDx ha annunciato di aver avviato il cantiere per un grande campus di data center dedicato all'intelligenza artificiale a Giava Occidentale, in Indonesia. La struttura, chiamata CGK4, si trova a circa due ore di auto da Giacarta e ha già ottenuto l'allaccio alla rete elettrica nazionale. Il piano prevede sei edifici in tre anni: il primo aprirà all'inizio del 2027 e userà un sistema avanzato di raffreddamento a liquido per evitare il surriscaldamento dei server più potenti.
Secondo la Bbc, anche nelle vaste praterie della Mongolia Interna stanno sorgendo decine di grandi data center destinati ad alimentare la crescita dell'intelligenza artificiale. Queste strutture enormi, ha aggiunto la Bbc, vengono costruite a ritmo serrato.
La potenza di calcolo fornita dai data center è considerata centrale nella competizione tra Cina e Usa sull'Intelligenza artificiale. Pechino punta a integrare l’Ia nel 90% dei settori industriali e della società entro il 2030. Centri, come racconta la Bbc, vengono costruiti anche nelle province settentrionali di Ningxia e Gansu e in Guizhou, nel sud-ovest, sfruttando la disponibilità di energia eolica e solare, i terreni meno costosi e il clima più fresco. Secondo la Bbc, la Cina starebbe anche attirando giovani ingegneri e ricercatori, anche grazie al rientro di talenti formati negli Usa e nel Regno Unito. Anche nelle comunità locali, comunque, starebbero crescendo i dubbi sul consumo di energia, acqua e suolo.
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AI outlook — possibilities, not facts
Le prime etichette di sostenibilità per i data center arriveranno nel 2027, secondo la Commissione europea
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Alibaba punta a superare i 20 gigawatt di capacità globale dei data center entro il 2032
Likely · Within years
Open Questions
- Quali saranno gli effetti concreti delle proposte della Commissione europea sui costi operativi dei data center?
- Come verrà garantito che gli investimenti in rinnovabili e accumulo siano sufficienti a coprire l'aumento della domanda senza gravare sulle imprese?
- Quali saranno gli standard minimi di prestazione energetica che l'Ue intende imporre ai data center?







