La Bce lascia fermi i tassi di interesse. Lagarde: “Shock energetico impatta su inflazione e Pil”
Quick Look
- La Banca centrale europea ha deciso di mantenere i tassi di interesse invariati, con il tasso sui depositi al 2,50%.
- La decisione, in linea con le attese del mercato e con la Federal Reserve, riflette la stabilità dell'inflazione di fondo nonostante i rischi energetici.
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Why It Matters
La BCE ha mantenuto i tassi stabili dopo due rialzi nel 2026. La decisione segue una mossa analoga della Federal Reserve.
MILANO – La Banca centrale europea lascia invariato il costo del denaro. Il tasso di interesse sui depositi resta al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90%. La mossa, ampiamente attesa dai mercati, segue due rialzi di 25 punti base annunciati nel 2026 e replica la decisione di ieri della Federal Reserve americana.
Inflazione “stabile”, ma permangono rischi
Nonostante i prezzi dell’energia continuino ad aumentare, e “lo shock energetico stia ancora manifestando tutti i suoi effetti”, per il Consiglio direttivo “finora l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase”. Ma avverte: “La maggiore entità e durata dello shock energetico nonché le sue implicazioni per gli effetti indiretti e di secondo impatto faranno verosimilmente salire l’inflazione e indebolire la crescita”.
Open Questions
- Quali saranno le prossime mosse in caso di peggioramento dell'inflazione?







