
L'87enne sfrattata a Madrid diventa il simbolo dell'emergenza abitativa. Il governo vara decreti che vengono bocciati in Parlamento, aprendo a possibili elezioni anticipate.
AI-generated summary
La Spagna affronta una grave crisi abitativa con aumenti record degli affitti e un deficit stimato di 750.000 alloggi tra il 2021 e il 2025.
Ma chi è Maricarmen? All’anagrafe Maria del Carmen Abascal, è una donna di 87 anni che vive a Madrid. Per 70 anni della sua vita ha risieduto in una casa nel quartiere del Retiro, ma il 23 settembre è stata sfrattata dall’appartamento dopo che la società proprietaria, l’Urbangestion, ha moltiplicato per cinque l'affitto portandolo da 500 a 2650 euro. Le immagini della donna portata via in diretta televisiva in barella hanno fatto rapidamente il giro del Paese, causando un’ondata di proteste di piazza.
Nei giorni successivi a Puerta del Sol, nel cuore di Madrid, sono comparse tende da campeggio, coperte, sacchi a pelo. Centinaia di persone hanno trascorso hanno dormito lì per protestare contro l'emergenza abitativa e lo sfratto di Maricarmen. Presto si è parlato di nuovi "indignados", 15 anni dopo il celebre movimento del 15-M nel 2011 di protesta sociale, nella stessa piazza, occupata per settimane contro i tagli al welfare, nel pieno della crisi economica.
Nel Paese, in effetti, la crisi abitativa è di enormi proporzioni: dal 2016 gli affitti sono cresciuti dell'82,7% a Madrid e del 94,9% a Barcellona, contro una crescita dei salari di circa il 45%, secondo un rapporto di Deutsche Bank. Nella capitale, l'affitto medio rilevato dal portale online Idealista è di 23,3 euro al metro quadro al mese: un appartamento di 100 metri quadri costa 2.330 euro mensili. Anche acquistare una casa è diventato più difficile: nel primo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 12,9% su base annua, fino a +13.5% quelli delle case usate. E il problema riguarda anche l'offerta: secondo i dati della Banca di Spagna, tra il 2021 e il 2025 la creazione di nuove famiglie ha superato di oltre due volte la costruzione di nuove abitazioni, con un deficit stimato in 750.000 alloggi.
E ai prezzi fuori controllo delle case, si aggiungono i casi di chi la casa la perde come è successo a Maricarmen: nel solo primo trimestre dell'anno sono stati infatti eseguiti in Spagna 2.600 sfratti per morosità e 917 collegati al procedimenti ipotecari, secondo i dati del Consiglio generale del potere giudiziario (Cgpj), il Csm spagnolo, citati dall'online elDiario.es. Il governo di Sanchez ha lanciato il piano Casa47, con lo scopo di ampliare il parco statale di edilizia abitativa: è prevista la costruzione di 100mila alloggi nei prossimi 10 anni, con un investimento di 13 miliardi di euro.
Intanto nei giorni scorsi è arrivata una svolta, almeno per la signora Maricarmen: la società proprietaria dell'appartamento, Urbangestion, ha infatti raggiunto un accordo con i suoi rappresentanti legali per consentirle di tornare nell'abitazione con un nuovo contratto di affitto. I dettagli economici del nuovo contratto di locazione per l'87enne non sono stati ancora resi noti. In ogni caso la tensione nel Paese non è scesa, poiché per i manifestanti la protesta "va oltre" la vicenda di Maricarmen e punta a ottenere misure per evitare che casi analoghi si ripetano.
Il caso però ha messo in moto talmente tanta indignazione e proteste nel Paese che a muoversi è stato anche il governo Sanchez: il Consiglio dei ministri infatti ha varato due decreti per fare fronte all’emergenza abitativa. Tra le misure previste ci sono il blocco degli sfratti di persone vulnerabili fino al 2030 e la proroga straordinaria di due anni, fino al 31 dicembre 2028, dei contratti in vigore e in scadenza. Stabilito inoltre lo stop fino al 2028 agli acquisti immobiliari dei fondi speculativi - i cosiddetti "fondi avvoltoi" - oltre a nuove regole per gli affitti stagionali e per le stanze, e misure contro le frodi nel mercato delle locazioni.
La decisione del governo e la pressione delle piazze, però, non sono state sufficienti a spingere il Congresso - dove Sanchez non gode di una maggioranza stabile, ma si affida all’appoggio esterno di alcuni partiti per governare - ad approvare i due decreti. Ieri infatti il blocco dei conservatori e dell’ultradestra, aiutato dalla forza indipendentista catalana Junts, ha votato contro le misure e fatto naufragare le nuove norme. Nemmeno l’appello dello stesso Sanchez, arrivato in Parlamento per chiedere ai gruppi parlamentari di votare "pensando alla gente", è servito ad avere il via libera.
La bocciatura dei decreti è stata accolta con rabbia dalle migliaia di 'Indignados' di tutte le età ancora in piazza, che sono insorti contro il Parlamento: "I vostri guadagni, la nostra miseria!", hanno scandito. Gli attivisti sono decisi a portare avanti le mobilitazione in Puerta del Sol e nel resto del Paese, anche con uno sciopero generale. Mentre manifestazioni sono state indette in una cinquantina di città. Intanto sul piano politico la sconfitta di Sanchez apre la strada alle urne: il presidente del governo sta valutando la scelta più opportuna e si prenderà il fine settimana per decidere se andare a una convocazione anticipata delle urne, mentre la protesta si infiamma.
La situazione potrebbe rappresentare persino un assist per Sanchez: per una parte del Psoe infatti la caduta dei decreti potrebbe trasformarsi da sconfitta parlamentare nell'occasione per portare alle urne la questione della casa. L’obiettivo del partito sarebbe quello di trasformare il voto contrario delle destre e di Junts in un’arma contro le forze date in ascesa dai sondaggi, dopo la crisi migratoria a Ceuta e le numerose inchieste per presunta corruzione che coinvolgono alcuni dirigenti socialisti. Una prospettiva che però non è priva di rischi: Sanchez dovrà valutare anche le condizioni degli alleati, in particolare di Sumar, che non ha ancora completato il progetto di 'Frente Amplio', il vasto fronte che dovrebbe coagulare tutte le forze alla sinistra del Psoe, per cercare di frenare l'ascesa di Vox.
AI outlook — possibilities, not facts
Sánchez deciderà nel fine settimana se indire elezioni anticipate.
Likely · Within days

The 14.4 billion from the energy escape clause in 2027-2028 will go to families, students, businesses, infrastructure and defense. The report to Parliament also indicates Italy's possible exit from the deficit procedure in 2027.

Defense Minister Guido Crosetto explained in the Senate that the increase in personnel and the Reserve up to 40 thousand units will require multi-year post-Budget coverage. In the meantime, green light for the Lega resolution for Safe Roads and 2025-2027 contracts.

Futuro Nazionale Basilicata organizes a day of training and responsible use of weapons at the Tolve range, while Roberto Vannacci announces the first measures of a possible government.

US President Donald Trump has defined his relationship with Prime Minister Giorgia Meloni as "very good", overcoming previous frictions linked to mutual criticism and the G7 on energy.

The Italian newspapers of October 3rd open on the extra-trade deficit of the maneuver, on the tensions between Elly Schlein and Giuseppe Conte, on the G7's moves for energy and on Italy's draw against France in the Nations League.
Donald Trump has promised a $5,000 bonus to every American adult if the Republicans win the midterms, provided the sum is spent in the United States. During a rally in Alabama, the tycoon praised Europe and ruled out bans on diesel.