
Il capogruppo al Senato pubblica 'Fare la Lega, agenda per il rinnovamento' mentre crescono le tensioni interne sulla leadership di Matteo Salvini
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La Lega sta affrontando un periodo di tensioni interne riguardanti la leadership di Matteo Salvini e la strategia politica del movimento. Diversi esponenti locali chiedono un ritorno alle origini territoriali e federaliste.
Dopo l'affondo del governatore della Lombardia Attilio Fontana, che ha chiesto al segretario Matteo Salvini di valutare un passo indietro, a scuotere la Lega ci pensa il capogruppo in Senato Massimiliano Romeo con il suo nuovo libro. Il titolo è già piuttosto esplicativo: 'Fare la Lega, agenda per il rinnovamento'.
Un manifesto, anticipato dall'ANSA, con cui Romeo, che è anche segretario lombardo del Carroccio, rimette al centro l'importanza della base e del movimento come "sindacato del territorio" in un momento "per noi complicato". "Passando tanto tempo tra i militanti - osserva -, ho voluto raccontare in modo costruttivo il grande desiderio di rinnovamento che viene dalla base. Servono consigli per rilanciare il movimento. E penso che i segnali degli ultimi tempi non possano essere ignorati".
In ambienti vicini alla segreteria interpellati al riguardo, ci si limita a rimarcare che Matteo Salvini sta lavorando per il ministero, per la Lega e Pontida e non si dedica alle polemiche. Una proiezione che non si ferma ai prossimi mesi ma guarda ai prossimi mesi. Sul partito nazionale non si torna indietro, ma deve essere "capace di custodire le identità territoriali e trasformare l'Italia in una Repubblica federale", con le parole chiave che tornano quelle di un tempo, su tutte autonomia e federalismo, ma anche quel "celodurismo" di bossiana memoria: "Un ritorno alle radici che non è nostalgia, ma la condizione per affrontare il domani" argomenta Romeo, che farà un anticipo di presentazione il 20 agosto alla Versiliana, affiancato, non a caso, dal governatore Fontana. Insieme, i due hanno cavalcato quel "malessere" esploso plasticamente durante l'ultimo direttivo lombardo a cui ha partecipato anche Salvini. E durante il quale, per la prima volta, diversi amministratori e segretari provinciali hanno chiesto al segretario di farsi da parte. All'intervista di Fontana, gli esponenti più vicini a Salvini avevano replicato inondando la chat WhatsApp del Consiglio Federale - dove è presente anche il governatore - con messaggi di vicinanza al vicepremier e anche con un certo fastidio per le continue polemiche sulla stampa. Attorno al segretario, si mettono in fila i recenti avvenimenti. Il direttivo, poi le parole di Fontana e ora il libro con tanto di presentazione insieme.
Un'operazione "non spontanea", si ragiona, ma meditata, da cui inevitabilmente esce offuscata l'immagine del leader, si commenta in diversi settori del partito. In ambienti vicini alla segreteria interpellati al riguardo, ci si limita a rimarcare che Matteo Salvini sta lavorando per il ministero, per la Lega e Pontida e non si dedica alle polemiche. Una proiezione, dunque, che non si ferma ai prossimi giorni ma guarda ai prossimi mesi, si spiega a conclusione del ragionamento. A sostenere la linea del segretario il presidente della Camera Lorenzo Fontana, che chiede più rispetto per Salvini: "Se si ha davvero a cuore il movimento - dice a Il Giornale -, è giusto discutere e ragionare sul futuro. Ma bisogna farlo evitando conflitti pubblici e confusione".
Anche il presidente del Veneto Alberto Stefani, intervistato dal Corriere, si smarca dagli altri governatori: "Siamo a poco più di un anno da un congresso in cui nessuno ha alzato un dito. Chi oggi polemizza, perché a suo tempo non ha scelto di candidarsi e di raccogliere il voto dei militanti?". E sul malessere, "io - dice - penso a quello dei cittadini". Parole che fa sue il deputato e coordinatore della Lega Giovani Luca Toccalini: "Alla nuova generazione interessa lavorare, non la polemica. Alle parole preferiamo i fatti" punge Toccalini, che, prendendo spunto dall'elezione di Stefani, aggiunge piccato: "Quando si parla di rinnovamento, bisogna ricordare che, in Veneto, Salvini ha candidato alla Regione un ragazzo di 33 anni che aveva già un mandato da sindaco e due da deputato". Romeo assicura che il suo libro non vuole rappresentare una rottura dal partito. Ma oggi "ci siamo imborghesiti" appunta il senatore rilanciando la questione settentrionale "più attuale che mai". Il libro, conclude, vuole essere "un appello a ritrovare un'anima popolare e combattiva", perché "il sogno leghista non è finito: la Lega deve soltanto tornare a fare la Lega".
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Presentazione del libro di Romeo alla Versiliana il 20 agosto
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