Legge elettorale: il Senato boccia le preferenze, il centrodestra ritrova compattezza
Bocciato il sub-emendamento del PD sulle preferenze. Aumentano le firme necessarie per le nuove formazioni politiche.
Quick Look
- Il Senato ha bocciato il sub-emendamento del PD che chiedeva l'introduzione del voto di preferenza.
- Dopo tensioni interne, la maggioranza di centrodestra ha ritrovato compattezza.
- Approvate nuove regole sulle firme per le liste e confermata la soglia del premio al 42%.
AI-generated summary
Why It Matters
Il Senato sta discutendo la riforma della legge elettorale. Il dibattito si è concentrato sull'introduzione delle preferenze e sulle soglie di sbarramento.
Prosegue l'esame del testo a Palazzo Madama. In giornata la ministra per le riforme Casellati fa sapere che il governo "si rimette all'Aula" sul tema, aprendo quindi alle proposte delle opposizioni. Contrarie Forza Italia e Lega. Vannacci: "FdI sia coerente, voti preferenze anche al Senato". Nel pomeriggio trapela una ritrovata compattezza contro il subemendamento: il centrodestra vota unito
Prosegue al Senato la discussione sulla legge elettorale, approdata in Aula tra varie tensioni, a partire dal braccio di ferro sulle preferenze pure in maggioranza. Questo pomeriggio Palazzo Madama ha bocciato, con 68 sì e 99 voti contrari, il sub-emendamento a prima firma del Dem Dario Parrini per sopprimere i capolista bloccati e prevedere il voto di preferenza. Sulla proposta di modifica all'emendamento di maggioranza alla legge elettorale il governo si era rimesso all'Aula. Dopo la votazione dai banchi delle opposizioni sono partiti dei cori "Vergogna". Sul tema è stata una giornata con diversi colpi di scena, in cui la maggioranza sembrava essere divisa prima di compattarsi. Martedì 15 il voto finale, il testo in Aula alla Camera il 28 (nonostante le opposizioni abbiano chiesto di allungare i tempi di esame).
Cosa è successo oggi
Indiscrezioni della mattinata davano FdI sul punto di strappare con gli alleati valutando, in nome di una propria battaglia storica, il sostegno a una serie di emendamenti del Pd sulle preferenze pure (per tutti gli eletti e senza i capolista bloccati). In mattinata Roberto Vannacci ha chiesto al governo di votare l'emendamento dem. Dopo un vertice di maggioranza a metà giornata, la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati aveva annunciato che il governo si sarebbe rimesso all'Aula su alcuni emendamenti, perché "come sempre il Parlamento è sovrano", quindi non dovrebbe opporsi alle modifiche delle opposizioni. Nel pomeriggio, dalla maggioranza era invece trapelata una ritrovata compattezza contro il subemendamento sulle preferenze proposto dalle opposizioni. "Tra un emendamento strumentale sulle preferenze delle opposizioni e mantenere gli accordi di maggioranza noi non abbiamo dubbi: manteniamo la parola e votiamo contro questo emendamento", ha chiarito il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan.
Salgono a 9mila le firme da raccogliere per chi non è in Parlamento
Cresce da 1.500 a 9mila (fino a un massimo di 10mila) il numero delle firme minime che le nuove formazioni politiche che non sono presenti in Parlamento dovranno raccogliere per presentarsi alle elezioni. Lo prevede la riformulazione del governo all'emendamento di FdI a prima firma di Antonella Zedda che toglie inoltre qualsiasi soglia per contribuire alla cifra elettorale nazionale di coalizione per il calcolo del premio. Resta esentato, come previsto nella legge attuale, chi ha due gruppi in Parlamento, così come chi, in base alla riforma, ha almeno un gruppo formatosi entro il 31 dicembre 2025, Iv o Az. Per chi, come +Europa o FnV ha una componente in almeno uno dei due rami del Parlamento il numero delle fime da raccogliere resta tra 1.500 e 2mila. Aumenta da un terzo alla metà il numero delle circoscrizioni nelle quali è necessario presentarsi. La proposta di modifica verrà posta in votazione tra oggi e domani.
Tensione sulle preferenze
Forza Italia, da sempre contraria alle preferenze, ha subito fatto emergere tutto il proprio risentimento per l'apertura di FdI agli emendamenti delle opposizioni. "FI voterà convintamente l'emendamento sulle preferenze presentato dalla maggioranza. Confidiamo nella serietà e nella lealtà degli alleati rispetto agli accordi raggiunti sulla legge elettorale, certi che nessuno intenda aprire un problema politico all'interno della coalizione", fanno sapere fonti azzurre. Per la Lega - specifica nel frattempo Matteo Salvini - "il testo va bene così com'è", e dunque niente modifiche.
Renzi: "Meloni non tema alleati, voti preferenze e rispetti promesse elettorali"
Matteo Renzi ha rivolto un appello a Giorgia Meloni: "Non si faccia impaurire da Salvini e Tajani, anche perché sarebbe l'unico essere vivente che si fa impaurire da Salvini e Tajani. Abbia il coraggio di andare fino in fondo, voti il nostro sub emendamento, vada fino in fondo, porti le preferenze nella legge elettorale e se per caso Forza Italia e Lega avranno il coraggio di votare contro a scrutinio palese qui o contro a scrutinio segreto alla Camera, Giorgia Meloni dichiari chiusa questa esperienza di governo e ci porti alle elezioni che vedono il centrosinistra avanti in tutti i sondaggi".
Il premio al 42%
La coalizione di centrodestra sembra dunque ancora far fatica a trovare la quadra finale. Confermata invece la soglia per il premio al 42% (e non al 41%, cifra su cui FdI aveva presentato un proprio emendamento).
La norma "anti-cespugli"
Tramonta invece, definitivamente, l'ipotesi del ballottaggio: l'ipotesi che venisse introdotto nell'esame a Palazzo Madama, è tramontata per la contrarietà di Lega ed FI. Resta invece da risolvere la questione della norma “anti-cespugli”. Sul piatto ci sono tre proposte di modifica per l'esclusione dal computo di chi è sotto il 2%, di chi è sotto l'1%, come previsto nel Rosatellum, ma anche un’opzione zero: nessun voto escluso. Una previsione che vedrebbe favorevole FdI ma con i dubbi di Lega e FI. Certo è che dalle parti del Quirinale sarebbe stato fatto notare che, mettendo una soglia per il computo dei voti per i partiti coalizzati, con la novità del premio di maggioranza, esiste il rischio concreto di un esito elettorale in contrasto con la volontà espressa dagli elettori. Altro discorso è non calcolarli ai fini dell'attribuzione dei seggi, ma per il calcolo del premio il punto è delicato.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Voto finale sulla legge elettorale al Senato
Very likely · Within days
Open Questions
- Quale sarà l'esito del voto finale martedì 15?
- Come verrà risolta la norma anti-cespugli?





