
Il governo Meloni blinda il provvedimento con la fiducia sui primi tre articoli per evitare rischi prima del voto finale a scrutinio segreto.
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La riforma elettorale è giunta alla fase finale alla Camera dopo le modifiche apportate al Senato. Il governo ha deciso di porre la fiducia per evitare rischi legati allo scrutinio segreto.
Oggi e domani a Montecitorio si vota la fiducia sui primi tre articoli del testo, che sono stati modificati - insieme all'articolo 8 - al Senato: alle 12 sono iniziate le dichiarazioni di voto sulla fiducia sull'articolo 1, dalle 14 la chiama per appello nominale. Giovedì 8 ottobre, alle 12.30, ci sarà il voto finale sulla riforma a scrutinio segreto. Un meccanismo che ha scatenato l’ira delle opposizioni, che hanno parlato di "schiaffo al Parlamento", “forzature” e “mancanza di confronto”.
La legge elettorale arriva al rush finale: oggi e domani alla Camera si vota la fiducia sui primi tre articoli del testo, che sono stati modificati - insieme all'articolo 8 - al Senato. Giovedì 8 ottobre, alle 12.30, ci sarà il voto finale sulla riforma a scrutinio segreto. A Montecitorio, quindi, sono giorni decisivi e il governo di Giorgia Meloni ha cercato di limitare al minimo i rischi che qualcosa vada storto: lo scrutinio segreto - già chiesto da Pd, M5s e Avs – è previsto solo sul via libera finale al testo. Un meccanismo che ha scatenato l’ira delle opposizioni, che hanno parlato di "schiaffo al Parlamento", “forzature” e “mancanza di confronto”.
I passaggi alla Camera
Ieri il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha chiesto la fiducia su tre dei quattro articoli modificati dal Senato: vanno, quindi, rivotati. Le prime due modifiche riguardano il cuore della riforma con gli articoli nei quali, tra l'altro, è stato inserito il meccanismo delle preferenze, la terza una ridefinizione territoriale dei collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Si tratta di un punto sul quale le opposizioni non hanno fatto emendamenti ma che poteva essere sottoposto a scrutinio segreto e perciò, per “evitare guai”, il centrodestra si è blindato anche su quello.
Cosa sta succedendo oggi
Oggi, quindi, ci sono le prime due chiame, mercoledì la terza e poi il voto (senza fiducia) sull'articolo 8, sul quale non è possibile chiedere il voto segreto e perciò non è stata posta la fiducia. Giovedì è il giorno decisivo: voto finale sul testo a scrutinio segreto. Come da regolamento della Camera, la fiducia si vota con chiama per appello nominale dei deputati dopo 24 ore: oggi, quindi, i deputati votano la prima fiducia sull'articolo 1. Non c'è voto finale sull'articolo, ma solo voto finale sul provvedimento. Alle 12, quindi, sono iniziate le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sull'articolo 1. Dalle 14 è prevista la chiama per appello nominale. Terminata la votazione della fiducia sull'articolo 1, che dovrebbe durare circa un'ora e un quarto, intorno alle 15.30 si terranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta sull'articolo 2 e a seguire la chiama dei deputati.
Cosa succede domani e giovedì
Domani, dalle 9, iniziano le dichiarazioni di voto sulla terza fiducia posta dal governo lunedì e poi, non prima delle 10.50, ci sarà la chiama per appello nominale dei deputati. A seguire, entro le 13.30, le dichiarazioni di voto e poi il voto sull'articolo 8. Al termine, e dopo il question time, dalle 16.15 si svolgerà l'esame degli ordini del giorno fino alle 20 e con eventuale prosecuzione notturne. Giovedì 8 ottobre, poi, c’è il voto finale segreto: dalle 10.30 gli interventi con dichiarazioni di voto finale e poi voto a scrutinio segreto alle 12.30.
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Voto finale sulla riforma elettorale a scrutinio segreto
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