Mafia e rifiuti: nei comuni commissariati cresce la raccolta differenziata
Uno studio dell'Università di Pisa rivela un incremento della raccolta differenziata e una riduzione dei rifiuti prodotti nei comuni commissariati
Quick Look
Uno studio dell'Università di Pisa analizza l'impatto dello scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose sulla gestione dei rifiuti, evidenziando un miglioramento della raccolta differenziata e una riduzione dei rifiuti prodotti tra il 2010 e il 2020.
AI-generated summary
Why It Matters
Lo studio analizza i dati di 5.960 comuni italiani tra il 2010 e il 2020, confrontando i comuni sciolti per mafia con la gestione ordinaria.
Nei Comuni commissariati dopo che i rispettivi Consigli erano stati sciolti per mafia cresce la raccolta differenziata e diminuiscono sia i rifiuti prodotti che quelli indifferenziati. Lo rivela uno studio di Lucio Masserini e Giulia Romano del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, pubblicato sulla rivista Statistics and Public Policy. La ricerca nasce nell’ambito del progetto Prin 2022 “Climbing the Waste Hierarchy: enabling factors and policies” (Cliwep), finanziato dall’Unione europea attraverso NextGenerationEU e il Pnrr.
Lo studio si basa sui dati raccolti dal 2010 al 2020 in 5.960 comuni italiani, in 88 di questi il Consiglio comunale è stato sciolto per sospette infiltrazioni mafiose. Le regioni dove questi casi sono più concentrati sono Calabria, Sicilia, Puglia e Campania ma compaiono anche Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria e Lombardia.
Secondo la ricerca, la raccolta differenziata ha iniziato a migliorare dal terzo anno dopo lo scioglimento e, tra il quinto e il settimo, è incrementata del 12-13%. Contestualmente, la produzione di rifiuti annui per abitante è diminuita di circa 50-60 chili, mentre l’indifferenziata è calata di circa 30 chili.
"Abbiamo voluto guardare non solo a quanto cresce la raccolta differenziata, ma anche a quanti e quali rifiuti vengono prodotti - spiega Giulia Romano - I risultati mostrano che, dopo alcuni anni, lo scioglimento e la riorganizzazione amministrativa si accompagnano a miglioramenti su tutti e tre gli aspetti studiati, cioè raccolta differenziata, produzione di rifiuti totali e indifferenziati. Ridurre i rifiuti significa infatti anche diminuire il materiale da trattare e smaltire e, di conseguenza, le occasioni di guadagno in un settore che può attirare gli interessi della criminalità organizzata”.
Il progetto, concluso nel dicembre 2025, ha studiato i fattori e le politiche che permettono di migliorare la gestione dei rifiuti secondo la gerarchia europea. Accanto all’analisi quantitativa pubblicata nell’articolo, il percorso di ricerca ha compreso interviste a persone con esperienza nelle commissioni di accesso ai Comuni, a esperti della gestione dei rifiuti e di criminalità organizzata e ad associazioni, tra cui Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.
Open Questions
- Quali specifiche misure amministrative hanno causato il miglioramento?







