
La premier Giorgia Meloni ha condiviso su Facebook un video in cui il presidente del Pd Stefano Bonaccini afferma che il voto a destra proviene soprattutto da chi ha studiato poco e vive in periferia o in aree interne, scatenando una polemica con il centrodestra che accusa la sinistra di elitismo, mentre il Pd difende Bonaccini sottolineando il suo impegno per i servizi pubblici e la vicinanza ai territori.
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La polemica nasce da un video condiviso da Giorgia Meloni su Facebook in cui Stefano Bonaccini, presidente del Pd, afferma che il voto a destra proviene soprattutto da chi ha studiato poco e vive in periferia o in aree interne, scatenando le reazioni del centrodestra che accusano la sinistra di elitismo e il Pd che difende Bonaccini sottolineando il suo impegno per i servizi pubblici.
I voti a Trump, Le Pen e in Italia a Meloni, Salvini e forse a Vannacci arrivano in maniera maggioritaria da chi ha poco studiato e da chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città e da chi sta peggio economicamente. Scoppia la polemica su alcune frasi pronunciate dal presidente del Pd, Stefano Bonaccini e rilanciate dalla premier Giorgia Meloni in un post su facebook.
Il post su Facebook della premier
La premier allega il video con le parole dell'eurodeputato dem e affonda accusando l'ex presidente dell'Emilia Romagna di non "rispettare" gli elettori di centrodestra: "Forse - scrive Meloni - Bonaccini dovrebbe prendere in considerazione un'ipotesi più semplice: quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato hanno visto città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate e lezioni di morale impartite da chi pretende di spiegare agli altri come devono vivere, come devono votare, e come devono pensare. Quegli italiani votano a destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo. Ed è forse proprio questo rispetto che Bonaccini e una certa sinistra, nonostante le molte sconfitte, non hanno ancora studiato abbastanza".
Parole dure, quella della presidente del Consiglio, a cui il diretto interessato subito controbatte: "Hanno estrapolato una frase da un ragionamento più complessivo. La sinistra, che ha perso spesso le elezioni in tanti Paesi europei e negli Usa dovrebbe saper rappresentare più e meglio coloro che sono più in difficoltà economicamente, o che nella vita hanno avuto meno opportunità di aver titoli di studio più elevati. E' per dire che serve una sinistra più popolare. Ma secondo voi io mi permetto di dire che solo quelli che studiano... ma non scherziamo". Insomma, era un monito alla sinistra, non un giudizio sul voto a destra.
A puntare il dito contro il presidente dei Dem sono anche i due vicepremier. Per Antonio Tajani "le parole di Bonaccini sono un'offesa agli elettori e ai cittadini italiani che in maggioranza hanno votato per il centrodestra" mentre Matteo Salvini parla del "solito vizietto della sinistra. Chi pesa, valuta e giudica un uomo solo in base al titolo di studio è davvero uno sciocco". Gli fa eco il titolare della Giustizia, Carlo Nordio, che giudica quelle di Bonaccini "idee confuse", mentre Tommaso Foti, ministro degli Affari Europei accusa "la sinistra" di vivere "da tempo con il complesso di superiorità: culturale, intellettuale e morale. Compagno Bonaccini - chiosa infine - meglio ignoranti che arroganti".
All'attacco anche Roberto Vannacci "Secondo questo politicante, figlio di un'operaia e di un camionista, che si è a malapena diplomato, chi vota a destra, Le Pen, Trump o Vannacci sarebbe soprattutto chi ha studiato poco, chi vive nelle periferie, nelle aree interne e chi sta peggio economicamente. E io - sottolinea il leader di Fnv - sono orgoglioso e fiero di quel voto". A difendere l'ex presidente dell'Emilia Romagna è tutto il vertice del Pd a partire dalla segretaria Elly Schlein: "Meloni pensi ai problemi della gente. Bonaccini ha reso pubblici gli asili nidi in Emilia, lei li ha ridotti". Igor Taruffi, responsabile organizzativo della segreteria Dem sottolinea come "la premier anzichè dedicarsi ai problemi degli italiani non ha nient'altro di meglio da fare che attaccare in modo strumentale Bonaccini".
Mentre Sandro Ruotolo osserva come "Meloni sia rimasta indietro nel tempo perchè fino a prova contraria il partito della Ztl oggi è Fdi". "Sono al fianco di Bonaccini attaccato in modo scomposto dalla Presidente del Consiglio Meloni e dal centrodestra. Bonaccini - dice Alessandro Alfieri - ha riportato dati elettorali e ha ricordato che la sinistra deve essere popolare, vicina ai territori e alle persone. Le sue parole sono state estrapolate e strumentalizzate per dipingerlo come un "radical chic", quando la sua storia dimostra esattamente il contrario". Caustico infine il commento del leader di Azione Carlo Calenda: "Bella questa polemica Meloni-Bonaccini. Degna conclusione del nulla agostano".
AI outlook — possibilities, not facts
Il Pd continuerà a difendere Bonaccini sottolineando il suo impegno per i servizi pubblici in Emilia Romagna
Likely · Within days
Il centrodestra manterrà alta la polemica sulle dichiarazioni attribuite a Bonaccini per mobilitare la propria base
Very likely · Within weeks
Bonaccini chiarirà meglio il contesto delle sue dichiarazioni originali per ridurre l'effetto della strumentalizzazione
Possible · Within days

La commissione Affari Costituzionali del Senato riprende i lavori martedì 1 settembre con la discussione sulla riforma della legge elettorale: scadenza degli emendamenti alle 12, prima riunione alle 19 per le repliche del relatore Andrea De Priamo e della ministra Elisabetta Casellati. La maggioranza punta a un'intesa sulle preferenze su modello di quello bocciato alla Camera, mentre si riflette su alternanza di genere, ballottaggio e soglia del 42% per il premio di maggioranza. Le opposizioni preparano un migliaio di emendamenti unitari per introdurre collegi o preferenze e abolire l'obbligo di indicare il premier.

Elly Schlein, segretaria del Pd, ha criticato Giorgia Meloni durante la Festa dell'Unità di Rivalta sul Mincio, accusandola di aver ridotto gli asili nido e tagliato i fondi del Pnrr, mentre Bonaccini li aveva resi gratuiti in Emilia-Romagna.

Il governo colombiano guidato da Abelardo de la Espriella ha abrogato la risoluzione del 2015 che vietava l'uso del glifosato per l'irrorazione delle colture di coca, riaprendo la strada a uno strumento controverso nella lotta al narcotraffico. Tuttavia, le fumigazioni aeree non riprenderanno immediatamente, poiché il governo deve rispettare le condizioni imposte dalla Corte costituzionale nella sentenza T-236 del 2017, tra cui la predisposizione di un piano di gestione ambientale da parte dell'Anla, la consultazione delle comunità indigene e il via libera dell'Istituto nazionale di salute. La Corte richiede inoltre valutazioni continue dei rischi e prove oggettive sui danni alla salute e all'ambiente.

La Lega annuncia una proposta di legge per fermare nuovi insediamenti islamici in Italia fino all'approvazione di una legge quadro nazionale e un'intesa con lo Stato. Il partito riferisce che i suoi avvocati stanno segnalando alle autorità le minacce di blocco selvaggio da parte di esponenti islamici a Venezia e che Matteo Salvini si recherà presto in città per opporsi alla costruzione di una moschea.

Il governo colombiano ha revocato la norma del 2015 che sospendeva le fumigazioni aeree di glifosato per l'eradicazione della coca, citando valutazioni di autorità statunitensi e internazionali che ne escluderebbero i rischi di cancro. Tuttavia, la ripresa delle irrorazioni resta subordinata a condizioni imposte dalla Corte costituzionale del 2017, tra cui approvazioni ambientali, sanitarie e consultazioni con le comunità interessate.

A Venezia si intensifica il conflitto sul progetto di moschea bengalese a Mestre, con la Lega che annuncia una proposta di legge per bloccare nuovi insediamenti islamici in Italia finché non sarà approvata una legge quadro nazionale. La comunità bengalese minaccia scioperi che potrebbero bloccare Fincantieri e il settore della ristorazione, mentre il centrodestra si compatta sul 'no' alla moschea. L'opposizione difende la libertà di culto garantita dalla Costituzione.