Meloni: "Crescita Italia debole". Con Germania e Belgio chiede a Ue misure per energia
La premier interviene all'Assemblea Generale di Assolombarda su competitività, caro energia, PNRR e riforme fiscali in vista del Consiglio europeo.
Quick Look
La premier Giorgia Meloni, all'Assemblea di Assolombarda, rivendica il ruolo dell'Italia in Europa e annuncia una lettera congiunta con Germania e Belgio per chiedere semplificazioni burocratiche e investimenti in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre.
AI-generated summary
Why It Matters
La premier Meloni ha partecipato all'Assemblea Generale di Assolombarda per discutere le priorità economiche del governo. L'intervento precede il Consiglio europeo del 15-16 ottobre.
"L'Italia non siede in Europa per dire sempre di sì", ha affermato la presidente del Consiglio all'Assemblea Generale di Assolombarda. Poi, parlando del caro energia, ha osservato: "Se non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo rischiamo di restare in balìa dell'emergenza". La premier inoltre, oggi, ha inviato, insieme al cancelliere tedesco Merz e al primo ministro belga De Wever, una lettera al presidente del Consiglio europeo Costa, in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.
"L'Italia non siede in Europa per dire sempre di sì. L'Italia è uno dei Paesi che l'Europa l'ha fondata e ha il diritto e il dovere di dire quando le cose non vanno". A dirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel suo discorso all'Assemblea Generale di Assolombarda, l'associazione degli industriali della città metropolitana di Milano e delle province di Lodi, Monza e Brianza e Pavia. "La crescita italiana è debole, ma l'economia ha retto l'onda d'urto. Dobbiamo intervenire sugli investimenti", osserva la premier, specificando che "i dati per i primi sei mesi di quest'anno ci dicono che la crescita per il 2026 può arrivare all'1%, in linea con le principali economie europee, e anche stavolta, oltre le previsioni". Poi, parlando del caro energia, aggiunge: "Se non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo rischiamo di restare in balìa dell'emergenza". E proprio oggi, la premier ha inviato, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al primo ministro belga Bart De Wever, una lettera al presidente del Consiglio europeo António Costa, in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. La missiva, viene spiegato, invita ad approfondire tre strade: una corsia preferenziale per accelerare gli investimenti in settori prioritari, a partire da energia e digitalizzazione; un freno contro nuovi oneri burocratici; una riduzione generalizzata degli obblighi di 'reporting' Ue, soprattutto per le Pmi.
"Per lo Stato l'industria non deve essere un soggetto da tassare"
Tornando al discorso di Meloni ad Assolombarda, la premier ha sottolineato: "Voglio ringraziarvi a nome della nazione per il vostro contributo. Se l'Italia è forte, autorevole e ammirata nel mondo, il merito è soprattutto delle imprese e dei loro lavoratori, è di chi cerca di non accontentarsi perché in un mondo che corre sempre più rischia di non esserci spazio per chi indietreggia e per chi tentenna. Il merito è di chi sa trasformare l'incertezza in decisione, l'ambizione in traguardo, la crisi in opportunità e di chi non si accontenta". Poi ha aggiunto: "Un'industria che vuole crescere ha certamente bisogno di volontà, ma ha anche bisogno di uno Stato che accompagni, che la consideri un alleato e che non la consideri invece un mero soggetto da tassare o addirittura da ostacolare". E ha concluso: "Il governo ci sarà quando serve e vi lascerà lavorare, perché alle volte il migliore aiuto a chi produce è non mettersi di traverso. Continuate a fare quello che vi riesce meglio, a osare, a costruire, a credere in questa straordinaria avventura che si chiama Italia".
"Spiace quando i nostri organismi sottovalutano la crescita italiana"
"I dati per i primi sei mesi di quest'anno ci dicono che la crescita per il 2026 può arrivare all'1%, in linea con le principali economie europee, e anche stavolta oltre le previsioni - ha detto poi Meloni - Perché si sa, noi italiani veniamo spesso sottovalutati. Solo che quando ci sottovaluta l'Unione europea ci siamo abituati, invece quando siamo sistematicamente sottovalutati dai nostri organismi un po' dispiace, ma tant'è".
"In Europa no ai tagli su coesione e politica agricola"
Parlando poi dell'Europa, Meloni ha detto: "Sul quadro finanziario pluriennale, anche noi vogliamo che vengano finanziate nuove priorità e certamente tra queste priorità c'è la competitività, ma non possiamo cercare risorse sulla competitività tagliando sulla coesione o sulla politica agricola, perché coesione e politica agricola sono una precondizione di quello che noi stiamo cercando di costruire in Europa. Non si può costruire competitività se i territori non crescono e non corrono tutti alla stessa velocità e non si può difendere l'autonomia strategica se si va tagliando sull'unica autonomia strategica che in Europa abbiamo, che è quella su quello che mangiamo". Per la premier "quindi le cose devono camminare insieme e l'Italia anche su questo, come sapete, è stata ed è in prima fila, abbiamo dato vita a un documento, abbiamo promosso un documento, Gli amici della coesione si chiama, che è stato sottoscritto da 22 Paesi membri su 27. Sono molte altre le battaglie che con il nostro peso e con il nostro buon senso possiamo portare avanti".
"Al Consiglio Ue riproporrò personalmente la questione flessibilità"
"L'Europa deve prendere atto che la crisi in Iran, la chiusura di Hormuz, l'instabilità del Mar Rosso stanno facendo salire i costi dell'energia, delle materie prime e dei trasporti e soprattutto alimentano un'inflazione che sfugge al nostro controllo, ma che pesa molto sulle famiglie, sui sistemi produttivi e sui conti pubblici. L'Europa non può non tenerne conto: quando abbiamo approvato i piani nazionali di bilancio lo abbiamo fatto basandoci su un'inflazione programmata dell'1,8% ma oggi l'inflazione è molto più alta e in Italia, come in altre nazioni, una parte importante della spesa si adegua automaticamente all'inflazione per legge", ha detto la premier sulla proposta italiana di flessibilità da parte dell'Europa per far fronte all'inflazione. "Significa miliardi di euro di spesa in più senza che il governo abbia preso nessuna nuova decisione e per ragioni che non dipendono da noi: eppure quella spesa occupa lo spazio che le regole europee ci consentono e lo sottrae a tutto il resto, alle imprese, agli investimenti, alla crescita - ha osservato - Ne ha discusso il ministro Giorgetti all'Ecofin di qualche giorno fa, io riproporrò personalmente la questione al Consiglio europeo che è previsto questo giovedì e venerdì: si tratta di una proposta semplice, di buonsenso, oltre che di responsabilità".
"Sul caro energia servono risposte strutturali"
"In questi anni il governo ha stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere gli italiani dal caro energia, ma è una gestione dell'emergenza e servono risposte strutturali di lungo periodo", ha poi sottolineato Meloni, ricordando tra le misure adottate la riduzione degli oneri in bolletta, l'eliminazione del differenziale tra il prezzo del gas italiano e quello europeo, e strumenti come il gas release e l'energy release. "Quando le tensioni in Medio Oriente e lungo le rotte del Golfo hanno fatto schizzare i prezzi dei carburanti - ha ricordato - il governo è intervenuto con il taglio delle accise, le accise mobili e l'abolizione del bollo auto su alcune vetture, e ha rivolto alle principali società energetiche un appello a calmierare i prezzi, a cui diverse compagnie hanno risposto positivamente". Poi Meloni ha ricordando anche che la potenza installata con le rinnovabili "è cresciuta di quasi il 40%" e che è stata rilanciata la produzione nazionale di petrolio e gas, perché "non è sensatissimo comprarli a migliaia di chilometri da qui quando una parte la possiamo estrarre in Italia". Poi ha aggiunto: "Con il decreto bollette avevamo avviato un confronto con Bruxelles per ridurre i costi per famiglie e imprese. Con la Commissione stiamo lavorando per costruire un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica e il confronto è in fase avanzata". E ancora: sul nucleare sono state realizzate "le condizioni utili per avviare un percorso che ha un obiettivo ambizioso e necessario, cioè di arrivare ad avere la prima produzione di energia da nuovo nucleare entro il prossimo decennio, e si continuerà a lavorare".
"A breve la circolare per semplificare i processi di Transizione 5.0"
Per il Piano Transizione 5.0 "il ministro Urso, che ringrazio, è in procinto di pubblicare una nuova circolare per semplificare ulteriormente i processi", ha detto poi la premier. "E io invito tutti voi a segnalare ogni proposta operativa utile che possa rendere questo strumento sempre più efficace. È nel nostro come nel vostro interesse ed è fondamentale per far funzionare meglio una misura che già riscuote successo" ha aggiunto.
"Governance IA è urgente, ma va affrontata a livello globale"
Per Meloni, è "urgente una governance dell'intelligenza artificiale", ma "va affrontata a livello globale. L'Italia ha messo il tema al centro della sua presidenza del G7, chiamando a parlarne Papa Francesco, e guardiamo con interesse a tutte le iniziative che vanno in questa direzione". Poi ha proseguito: "La legge nazionale sull'IA ha messo a disposizione 1 miliardo di euro di investimenti per le imprese che sviluppano Intelligenza artificiale, cybersicurezza e tecnologie abilitanti". "Un primo segnale per dire che l'Italia non rimanga indietro e al quale ora ne vogliamo aggiungere un altro - ha aggiunto - Considero di buon senso trovare il modo di promuovere anche gli investimenti in software utilizzati tramite i contratti di cloud. Quindi voglio annunciare che con il ministro Giorgetti stiamo lavorando per introdurre nella Legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti per questa tipologia di beni".
"Africa mercato in crescita, esserci vuol dire non lasciare opportunità ad altri"
La presidente del Consiglio ha poi parlato anche del Piano Mattei: "È facile vedere opportunità negli Stati Uniti o nel Golfo, più difficile vederle in Africa. Ma parliamo del continente più giovane del pianeta e tra i mercati che cresceranno di più nei prossimi decenni. Esserci significa non lasciare ad altri un'opportunità che può essere soprattutto nostra".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Presentazione della questione flessibilità al Consiglio europeo del 15-16 ottobre.
Very likely · Within days
Open Questions
- Quale sarà la risposta formale della Commissione europea alla richiesta di flessibilità?
- Quali saranno i dettagli fiscali della misura sul cloud nella Legge di bilancio?





