Meloni fa scudo a Giorgetti sulla manovra, 'il suo rigore è anche il mio'
La premier respinge le critiche al rigore del ministro dell'Economia e fissa la linea sulla sicurezza e l'Ucraina, mentre alleati e opposizioni premono per modifiche alla finanziaria
Quick Look
- Giorgia Meloni difende Giancarlo Giorgetti dalle critiche di rigore eccessivo sulla manovra, mentre Forza Italia e Lega preparano correzioni su pensioni, scuola e giustizia.
- La premier affronta anche sicurezza, Ucraina e rapporti con Washington, in attesa delle audizioni in Parlamento e dell'incontro con i sindacati.
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Why It Matters
La manovra finanziaria è oggetto di trattative nella maggioranza di governo. Forza Italia e Lega chiedono correzioni su pensioni, scuola, previdenza per la difesa e exit tax. Le audizioni in Parlamento iniziano lunedì davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, con l'intervento di Giorgetti giovedì 12. I sindacati saranno ricevuti a Palazzo Chigi il giorno dopo.
Il rigore che gli alleati rimproverano a Giancarlo Giorgetti ha una garante a Palazzo Chigi: Giorgia Meloni in persona. Dai padiglioni di Fieracavalli a Verona, la premier fa scudo al ministro dell'Economia, cancellando ogni possibile ombra tra Palazzo Chigi e via XX Settembre sulla manovra. "Non credo che l'approccio del ministro Giorgetti sia troppo rigorista, nel qual caso lo sarebbe anche il mio", scandisce, riconducendo la scelta di aiutare famiglie e imprese senza "sprecare" denaro pubblico a una questione di "responsabilità".
Un messaggio dai contorni dell'avvertimento alla maggioranza, alla vigilia di una trattativa in salita in cui nessuno sembra disposto ad ammainare le proprie bandiere. Forza Italia, dopo aver chiamato in causa il Mef sulle coperture, apre un nuovo fronte sulla giustizia. La Lega resta arroccata sulle pensioni, con Matteo Salvini che - pur dopo un faccia a faccia con Giorgetti - non intende riporre la promessa di superare la legge Fornero.
Dietro l'aritmetica della finanziaria si muove l'algebra degli equilibri nella coalizione, con lo sguardo già alle urne. Dagli Stati generali del garantismo - dove assicura che tra gli azzurri "non albergano pericolosi nemici dei magistrati" -, Antonio Tajani non rinuncia alle battaglie di FI. "Siamo soddisfatti della manovra", premette, rivendicando il taglio dell'Irpef e le misure per giovani, imprese, Zes e congedi.
Ma la lista dei correttivi è già pronta: pensioni, scuola, previdenza per la difesa. Oltre alla exit tax, sulla quale il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, apre a "aggiustamenti" e "semplificazioni", tendendo la mano anche alle richieste dell'Abi sul Superbonus spalmato in dieci anni. "Riteniamo che ci possano essere dei margini per migliorare la manovra in Parlamento, parleremo con gli alleati ma voglio essere ottimista", insiste il leader azzurro, in vista di un incontro con Giorgetti, possibile la prossima settimana.
Sul tavolo finirà anche un fondo per risarcire subito le vittime degli errori giudiziari, sottraendole ai "tempi biblici" della "burocrazia". Un emendamento in fase di "valutazione" che intercetta sensibilità anche oltre i confini forzisti.
Se gli alleati guardano al consenso da coltivare, Meloni resta ferma sul presente. A Milano, tra gli stand dell'Eicma, prima della tappa veronese, era bastata una domanda sul voto dei cronisti a strapparle una risposta venata d'insofferenza. "Voi non vedete l'ora di levarmi dalle... Avete questa fissazione del voto, ma io sto lavorando".
Di dossier aperti ce ne sono parecchi: il decreto bollette, slittato ancora, arriverà lunedì, assicura Salvini, certo che le coperture ci siano e che il rinvio dipenda da passaggi formali con Bruxelles. La premier difende poi le spese per la sicurezza, respingendo l'accusa di sottrarre risorse agli ospedali. "Si sta dicendo una stupidaggine", taglia corto, ricordando i falsi allarmi bomba sugli aerei, gli attacchi hacker e i tentativi di manomettere le riserve di sangue. Non si tratta solo di spesa per le "armi", ma di "mettere in sicurezza la quotidianità dei cittadini", evidenzia, rivendicando di non essere "così cinica da fare campagna elettorale sulla vita delle persone".
Una risposta alle opposizioni e ai timori delle Regioni sulla sanità, che si estende fino all'Ucraina. "Dobbiamo sbrigarci", avverte, tornando a sollecitare una voce comune dell'Ue per favorire un negoziato di pace. Equilibri internazionali sui quali la premier tiene ferma la linea anche oltreoceano, riaffermando il principio di non ingerenza: le midterm "non cambiano assolutamente nulla" nei rapporti con Washington. E' comunque la politica di casa a dettare l'agenda: lunedì partiranno le audizioni sulla manovra davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Quattro giorni con imprese, banche, sindacati e Regioni, fino all'intervento di Giorgetti, giovedì 12. Il giorno dopo i sindacati saranno a Palazzo Chigi: una convocazione, denuncia però Maurizio Landini, arrivata quando l'esecutivo ha "già deciso tutto".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La manovra verrà modificata in Parlamento con correzioni su pensioni, scuola e previdenza per la difesa
Likely · Within weeks
Ci sarà un incontro tra Tajani e Giorgetti la prossima settimana
Possible · Within days
Il decreto bollette arriverà lunedì
Very likely · Within days
Open Questions
- Quali correzioni specifiche verranno apportate alla manovra in Parlamento?
- Quali sono le coperture del decreto bollette?
- Come risponderà il governo alle richieste dei sindacati sull'intervento già deciso?
- Quale sarà la posizione comune dell'Ue per favorire un negoziato di pace in Ucraina?






