
Berna si allinea al nuovo patto Ue sulla migrazione e riavvia i trasferimenti dei richiedenti asilo in base al regolamento di Dublino
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Il trattato di Dublino stabilisce che la domanda di asilo vada esaminata dalla nazione di primo ingresso. Il governo italiano aveva sospeso le riammissioni a fine 2022.
Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera anche Berna ha annunciato che applicherà il nuovo patto Ue sulle migrazioni. Pur non appartenendo all’Unione europea, aderisce infatti all'accordo di Schengen sulla libera circolazione.
Dopo la Germania, anche la Svizzera ha annunciato che rimanderà in Italia i richiedenti asilo che si sono spostati sul proprio territorio dopo essere sbarcati sulle coste italiane. Berna, dunque si allinea al nuovo patto sui migranti, pur non essendo parte dell’Ue ma in quanto aderisce all'accordo di Schengen sulla libera circolazione.
L’annuncio
Come spiega Il Corriere della Sera, Magdalena Baker, portavoce elvetica della segreteria di Stato per la migrazione, ha annunciato la ripresa dei rimpatri gradualmente, aggiungendo che che i voli sono già stati programmati dalla Svizzera a partire dalla fine di agosto. Al momento non è stato raggiunto un accordo con l'Italia per la gestione dei rimpatri. E resta da capire come risponderà Roma.
Cosa sta succedendo
A partire da fine 2022, il governo Meloni aveva sospeso le procedure di riammissione dei migranti da altri Paesi europei. Persone che dopo essere approdate in Italia si erano spostate in altri Stati e lì avevano chiesto accoglienza. Il trattato di Dublino prevede però che la domanda vada esaminata dalla nazione di ingresso in Europa del richiedente. Dopo alcuni anni di meccanismo congelato, ora il tema è tornato d’attualità anche alla luce del nuovo patto Ue sulla migrazione, in vigore dal 12 giugno. Le norme stabiliscono che gli Stati sotto foto pressione migratoria, come l’Italia, abbiano diritto a compensazioni economiche ma devono rispettare alcuni obblighi come quello di esaminare le richieste di asilo.
Intanto, arriva la notizia che la ragazza 22enne somala che dovrebbe essere espulsa domani dalla Germania verso l'Italia riceverà asilo e protezione da una chiesa evangelica di Norimberga, in Baviera, come fa sapere Stefan Reichel, il presidente dell'associazione “Matteo-Chiesa e asilo”. La giovane “rimarrà sotto la nostra protezione fino a quando la Germania non accoglierà la richiesta dell'Italia di annullare definitivamente il trasferimento", si legge in un comunicato diffuso dall’ANSA. La mossa dell'associazione si inquadra infatti nell'ambito di un accordo con gli enti federali che risale al 24 febbraio 2015, che stabilisce come le chiese, che siano evangeliche, cattoliche o libere, possono dare asilo per ragioni umanitarie a delle persone in grave difficoltà. “La giovane somala è una ragazza particolarmente provata. Ha già sofferto molto, è molto spaventata e corre il rischio di perdere i contatti con la sua famiglia. In questo caso riteniamo che vi siano tutti i presupposti per darle asilo", aggiunte Reichel. La protezione della comunità evangelica durerà formalmente fino alla scadenza del termine per l'espulsione.
La ragazza somala: "Sono molto felice di essere al sicuro"
"Sono molto felice di essere al sicuro", ha detto all'ANSA la ragazza somala, attraverso il presidente dell'associazione evangelica Matteo, che si occupa del suo caso. "Adesso il tempo orribile della fuga è finito", ha aggiunto la ventiduenne colpita da un provvedimento di espulsione verso l'Italia dalla Germania.
AI outlook — possibilities, not facts
Ripresa dei voli di rimpatrio dalla Svizzera verso l'Italia a partire da fine agosto.
Very likely · Within weeks

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