
Il marito e padre delle vittime chiede fiducia mentre proseguono le indagini e si moltiplicano le segnalazioni di piante di ricino sul territorio.
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Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi sono morte a dicembre a causa di avvelenamento da ricina a Pietracatella. Le indagini si concentrano su Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime.
"Sono passati dieci mesi, sono esasperato. Non ce la faccio più, rendetevi conto che ho perso una moglie e una figlia. Cosa vi devo dire? Il dolore è una cosa intima, privata. Io ne parlo con mia figlia, con i miei cari, con i miei amici. Non ne posso parlare davanti a un microfono".
È lo sfogo di Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne avvelenate con la ricina a Pietracatella, davanti alle telecamere della trasmissione di Rai Uno 'La vita in diretta'. "Datemi fiducia un attimo - conclude -, per un secondo pensate che io sia innocente".
Si moltiplicano le segnalazioni di piante di ricino in Molise che arrivano alle forze dell'ordine. L'ultimo caso in ordine di tempo è accaduto ieri quando, su indicazione di un cittadino, gli uomini della Squadra Mobile, che indagano sul giallo di Pietracatella, si sono recati a Casacalenda per verificare la presenza di alcune piante, piante che sono state fotografate ed è stato redatto un verbale relativo alla loro presenza, ma non c'è stato alcun sequestro.
La scena è avvenuta davanti alle telecamere della trasmissione di Canale 5 "Dentro la notizia" e poi rilanciata da numerosi altri quotidiani, tra cui Il Messaggero e il Corriere della Sera. Gli episodi analoghi sono stati svariati: è accaduto lo stesso nei giorni precedenti anche in altri comuni, tra questi a Riccia, sempre in Molise, e a Castelpagano, in Campania. Altre segnalazioni sono arrivate dal lago di Occhito, al confine tra Molise e Puglia e dalle campagne di Campodipietra, dove alcuni agricoltori nei mesi scorsi si sono fatti anche riprendere dalle telecamere delle tv mentre piantavano i semi della pianta dalla quale è possibile estrarre poi la ricina, il veleno che a dicembre ha ucciso Sara Di Vita e sua mamma Antonella Di Ielsi.
Da ambienti investigativi si apprende che le verifiche compiute sulla presenza delle piante sono "ordinarie" e che non risultano al momento collegamenti tra la presenza delle piante e gli omicidi. L'episodio di ieri comunque ha destato particolare clamore soprattutto perché le piante sono state trovate a Casacalenda, nello stesso paese dove ha sede il liceo in cui insegna la cugina di Gianni Di Vita perquisito venerdì scorso nell'ambito della stessa inchiesta.
Gli investigatori intanto continuano le loro attività e non sono esclusi nemmeno nuovi interrogatori nei prossimi giorni. La pista seguita resta quella passionale e negli ultimi giorni sono anche emersi dettagli di alcune deposizioni di Gianni Di Vita durante le quali l'ex sindaco avrebbe ammesso di aver avuto una relazione extraconiugale con una insegnante sua amica da molto tempo.
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Nuovi interrogatori nei prossimi giorni.
Likely · Within days

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