Opposizioni attaccano il governo Meloni per il mancato rispetto della procedura d'infrazione
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Le opposizioni italiane criticano il governo Meloni per non aver rispettato la procedura d'infrazione UE, denunciando aumento della pressione fiscale, crescita zero, spesa per il riarmo e danno reputazionale, mentre chiedono chiarimenti sulle conseguenze per energia e difesa.
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Why It Matters
Il governo Meloni non è riuscito a uscire anticipatamente dalla procedura d'infrazione UE per deficit eccessivo, mantenendo un rapporto deficit/Pil al 3,1%, sopra il limite del 3%.
Le opposizioni vanno all'attacco del governo Meloni, che non ha centrato l'uscita anticipata dalla procedura d'infrazione. Giuseppe Conte parla di "quattro anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dall'esecutivo che lasciano l'Italia in gabbia". Il Pd con Cecilia Guerra sottolinea il "danno reputazionale significativo" e il "fallimento che brucia". Ora la richiesta al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti è di chiarire l'effetto che quel 3,1% "avrà sul ricorso alle clausole di flessibilità per energia e difesa".
La bocciatura delle politiche economiche di Meloni accomuna tutto il centrosinistra, da Avs fino ad Azione passando per il partito liberaldemocratico di Luigi Marattin.
Per Angelo Bonelli "i numeri dell'Istat smontano la propaganda del governo Meloni. Altro che 'meno tasse per tutti' - punta il dito -: gli italiani pagano sempre di più per finanziare un governo che continua a scegliere le armi invece del welfare" "Salari da fame, precarietà, 5,7 milioni in povertà assoluta, 5,8 milioni che rinunciano a curarsi", rincara la dose il deputato rossoverde Marco Grimaldi, che coglie l'occasione per una stoccata anche sulle ultime misure annunciate per la scuola: "E con questi numeri se la prendono con i bambini nati da genitori stranieri".
Da Italia Viva-Casa Riformista, Davide Faraone se la prende con Giorgetti, "passato dai toni ottimistici di agosto al 'rammarico'. Il problema - spiega - è che con la mancata uscita dalla procedura d'infrazione i margini di spesa di restringono. Un altro capolavoro all'incontrario".
Il convitato di pietra è la prossima manovra, le misure che potranno (o non potranno) essere varate e l'eventuale scostamento. "Bollo auto, carta dedicata a te, accise sui carburanti: la campagna elettorale è partita e il governo tira fuori dalla borsa soldi che non ci sono - evidenzia Osvaldo Napoli di Azione -. Se il buongiorno si vede dal mattino, allora per l'Italia si prepara una bruttissima giornata costellata di mance, mancette e regalie elettorali il cui costo verrà scaricato sui contribuenti".
Due voci, sempre critiche, ma fuori dal coro quelle di Luigi Marattin del Partito Liberaldemocratico e Riccardo Magi di Più Europa.
Entrambi insinuano un dubbio (bollato come "fantapolitica" dal portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi).
"Io penso che l'abbiano fatto apposta - sostiene in mattinata il segretario del Pld - Io sono stato dalle parti della Ragioneria di Palazzo Chigi e non ci vuole niente in 6-7 mesi a scendere di uno 0,1%, ma se il rapporto deficit/Pil scendeva sotto il 3% potevano spendere per la difesa senza rientrare in procedura di infrazione. E spendere per la difesa è una cosa che politicamente dentro quella maggioranza è complicato".
"Probabilmente - concorda il segretario di +Eu - dalle parti di Palazzo Chigi non saranno così dispiaciuti di questo deficit e delle sue conseguenze perché gli consentirà di non assumersi responsabilità chiare sugli investimenti in difesa, come avrebbero dovuto e potuto fare senza questo sforamento".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il governo sarà costretto a introdurre una manovra correttiva per ridurre il deficit sotto il 3% del Pil.
Likely · Within months
Open Questions
- Quali saranno le conseguenze effettive del mancato rispetto della procedura d'infrazione sui finanziamenti per energia e difesa?
- Il governo prevede una manovra correttiva per rientrare nei parametri UE?
- Come influenzerà questa situazione la prossima legge di bilancio?






