
La nuova nave dell'ong tedesca Sos Humanity ha soccorso due imbarcazioni in difficoltà, portando i naufraghi a Lampedusa.
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Il governo italiano ha avviato una campagna contro le ong tedesche che operano nel Mediterraneo. La rotta verso Lampedusa ha registrato oltre cinquanta vittime nelle ultime settimane.
Prima missione nel Mediterraneo, primo salvataggio di 71 persone. Alla campagna lanciata dal governo italiano contro le ong tedesche che operano in mare, Sos Humanity risponde con una nuova nave, già operativa sulla rotta che porta a Lampedusa solo nelle ultime settimane costata la vita a più di cinquanta persone. Tra venerdì e sabato, la Humanity2, ex barca a vela di lusso trasformata dall’omonima ong tedesca in nave umanitaria, ha soccorso due barchini in difficoltà nel Mediterraneo centrale.
Sulla prima, una tinozza in vetroresina partita da Zwara quasi due giorni prima, si stringevano quattro donne e otto uomini. Nessuno aveva giubbotti di salvataggio o dispositivi di sicurezza. Poche ore dopo, quando sul Mediterraneo era ancora piena notte, dal ponte hanno avvistato una carretta del mare su cui stavano pressate 59 persone. Tutti erano deboli e disidratati, in tre avevano vistose fratture rimediate prima della partenza. Botte? Eredità di violenze e torture? Al momento non si sa. Su indicazione delle autorità marittime competenti, tutti sono stati accompagnati a Lampedusa.
Sull’isola, il team di Humanity avrebbe voluto portare anche i tre corpi avvistati il 25 agosto lungo la rotta che porta a Lampedusa, ma è stato impossibile. Ma anche dare loro degna sepoltura è stato infattibile: lo stato di decomposizione era troppo avanzato per consentire il recupero. “Dal 14 agosto le navi della flotta civile hanno già avvistato o recuperato 27 corpi”, ricordano dall’ong.

L'ex parlamentare M5s e giornalista Alessandro Di Battista è ricoverato in gravi condizioni a Cuba dopo un malore accusato a Santa Clara. Il ministro degli Esteri Tajani conferma il contatto con l'ambasciata per fornire assistenza.

Marco Ratto, Luca Barachini e Patrizia Marziale risultano dispersi in Nepal dopo una violenta inondazione causata dal collasso di un ghiacciaio al confine con il Tibet. La Farnesina ha inviato personale di supporto a Kathmandu per assistere i connazionali.

Luca Barachini e Patrizia Marziale, coppia residente a Lugano, risultano nell'elenco ufficiale dei dispersi diffuso dalla polizia nepalese. Il documento non riporta indicazioni di avvenuto soccorso per i due, di cui una con doppia cittadinanza italo-svizzera.

Due escursionisti bresciani, Massimo Lombardi e Giovanni Fassini, sono rientrati in Italia dal Nepal dopo le alluvioni. Risultano invece ancora dispersi i cittadini Luca Barachini e Patrizia Marziale, residenti a Lugano.

Devastanti alluvioni in Nepal e Tibet causano oltre 670 morti e 3000 dispersi, tra cui gli italiani Luca Barachini e Patrizia Marziale. Il governo nepalese richiede assistenza internazionale per i soccorsi e la gestione delle vittime.

Un attacco aereo russo contro un deposito di munizioni nel distretto di Bucha, vicino a Kiev, ha causato almeno 37 morti e 42 feriti. Parallelamente, attacchi di droni ucraini nella regione russa di Belgorod hanno provocato tre vittime e nove feriti.