
AI-generated summary
"La remigrazione arriva in Parlamento: siamo pronti a depositare le 150mila firme raccolte, il triplo di quelle necessarie, per la proposta di legge sulla remigrazione". Lo annuncia in una nota il comitato Remigrazione e Riconquista. La consegna è prevista alle ore 12 di martedì 30 giugno alla Camera dei Deputati.
"Lo avevamo promesso quando i parlamentari del Pd e di Avs occuparono l'aula e fecero annullare la conferenza stampa sulla proposta a Montecitorio saremmo tornati con migliaia di firme e col sostegno del popolo italiano che sta rialzando la testa, e vedremo se stavolta non ci faranno entrare. Ci auguriamo che, una volta depositata ufficialmente, la remigrazione possa trovare un sostegno concreto e trasversale. Continueremo a dare battaglia finché la nostra pdl non verrà discussa e votata in aula".
La proposta di legge prevede "maggior controllo dei flussi migratori, confisca dei mezzi produttivi alle realtà imprenditoriali che lucrano sullo sfruttamento dell'immigrazione, espulsione immediata e totale degli irregolari, nascita dell'Istituto della Remigrazione e introduzione del Patto di Remigrazione Volontaria, stop alle ONG che fanno da taxi del mare, abolizione dell'attuale decreto flussi, ritorno degli italo-discendenti, istituzione di un Fondo per la Natalità Italiana e revisione dei criteri di assegnazione di case popolari e asili nido con priorità alle famiglie italiane".
"Questa legge - conclude la nota - è un'opportunità unica per concretizzare quello che la politica racconta da anni ma che poi nessuno ha mai avuto il coraggio di fare. Sono cambiati i volti, ma poco è cambiato nella quotidianità degli italiani che devono convivere con i danni causati dall'immigrazione di massa. Ora non ci sono più scuse, la Remigrazione può diventare realtà, basta che ci sia la volontà politica. Martedì in Parlamento avvieremo questo importante iter."

L'Irlanda adotta il Patto Ue sull'immigrazione, facilitando i trasferimenti verso i Paesi di primo ingresso. Matteo Salvini critica la Germania, mentre in Italia si accende il dibattito tra governo e Regioni sull'apertura di nuovi Cpr.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito la resistenza dell'Iran contro le sanzioni statunitensi, definendo la situazione una guerra economica. Ha ammesso le difficoltà interne, promettendo impegno per ridurre l'inflazione e garantire il benessere.

Il presidente iraniano Pezeshkian dichiara che l'Iran non si arrenderà alle pressioni internazionali. Israele difende le operazioni in Siria, mentre il Cile annuncia la chiusura della sua ambasciata a Teheran per ragioni operative e di sicurezza.

Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon annuncia l'intenzione di ridurre l'Irpef fino a 60.000 euro nella prossima Legge di bilancio e sollecita le imprese a incrementare i salari tramite la contrattazione collettiva per contrastare l'inflazione.

L'Irlanda aderisce al Patto Ue sull'immigrazione, richiedendo il trasferimento dei migranti verso i Paesi di primo ingresso. L'Italia, sotto pressione da Bruxelles per i rifiuti ai trasferimenti, contesta le regole citando la gestione delle Ong.

Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, minaccia ritorsioni contro i Paesi che aderiranno alle sanzioni Usa. Nel frattempo, cresce la tensione in Libano e Siria, mentre Donald Trump rivendica lo Stretto di Hormuz come territorio americano.