Riapertura del Cappellone di Tolentino dopo i lavori di restauro post-sisma 2016
Quick Look
- Il Cappellone di Tolentino, affresco trecentesco attribuito alla scuola giottesco-riminese e guidato da Pietro da Rimini, è stato riaperto al pubblico il 10 settembre dopo un intervento di restauro finanziato con i fondi della ricostruzione post-sisma 2016.
- L'opera, definita 'la Sistina delle Marche del Trecento' dal vescovo Marconi, è tornata accessibile dopo un decennio di inaccessibilità seguita al terremoto del 2016 che aveva danneggiato la basilica.
- La riapertura è avvenuta in occasione della festa di San Nicola, con la partecipazione di autorità regionali, comunali e religiose.
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Why It Matters
Il Cappellone di Tolentino è un ciclo di affreschi trecenteschi della scuola giottesco-riminese, attribuito a maestranze riminesi guidate da Pietro da Rimini. Dedicato a San Nicola da Tolentino, nato nel 1245 e morto nel 1305, l'ambiente era originariamente la sala del capitolo del convento agostiniano. Dopo il sisma del 2016 che ha danneggiato la basilica, il Cappellone è rimasto inaccessibile per circa un decennio finché non sono stati completati i lavori di restauro finanziati con i fondi della ricostruzione.
Un capolavoro del Trecento sconosciuto ai più
Il Cappellone prende il nome dal Santo, Nicola da Tolentino, nato a Sant'Angelo in Pontano nel 1245 e morto nella città marchigiana nel 1305. L'ambiente, in origine sala del capitolo del convento agostiniano, custodisce un grande ciclo di affreschi di scuola giottesco-riminese realizzato nel terzo decennio del Trecento: secondo le più recenti attribuzioni critiche, l'opera è da ricondurre a maestranze riminesi guidate da Pietro da Rimini.
Non è un caso che il vescovo di Macerata e Tolentino, Nazzareno Marconi, lo definisca "la Sistina delle Marche del Trecento": la decorazione ricopre l'intera volta a crociera e le pareti, intrecciando le storie della Vergine, di Cristo e di San Nicola in un unico racconto per immagini, con la Crocifissione collocata sopra l'altare. Al centro della cappella si trova inoltre l'arca lapidea quattrocentesca — commissionata nel 1474 — sormontata dalla statua policroma del Santo, opera legata allo scultore fiesolano Francesco di Simone Ferrucci.
Si tratta di uno dei complessi pittorici trecenteschi più vasti e meglio conservati in Italia, rimasto per un decennio inaccessibile e quindi sostanzialmente sottratto alla conoscenza pubblica.
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I lavori: cosa è stato fatto
Il terremoto del 2016 aveva danneggiato diversi ambienti della Basilica, comprese le cappelle laterali. L'intervento complessivo sull'edificio (circa 4,5 milioni di euro, finanziati con i fondi della ricostruzione sisma 2016) ha già riguardato facciata, campanile, copertura e la Cappella del Santissimo Sacramento; è ora in fase di completamento anche l'abside. Il cantiere complessivo sulla basilica è stato avviato nell'aprile 2024. L'intervento sul Cappellone ha riguardato nello specifico l'apparato pittorico: rimozione degli inserti protettivi temporanei, consolidamento dei distacchi e recupero della leggibilità cromatica originale. La copertura dell'ambiente, in particolare, non è stata interessata dai lavori.
La riapertura è avvenuta il 10 settembre, giorno in cui si celebra la festa del Santo, con una cerimonia a cui hanno preso parte il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi e le altre autorità civili e religiose del territorio. "Quella di oggi è una bella giornata perché, proprio nella ricorrenza di San Nicola, restituiamo alla comunità un luogo dal profondo valore simbolico e spirituale", ha detto Acquaroli, sottolineando come la ricostruzione resti "un dovere, una sfida costante e una responsabilità" a dieci anni dal sisma.
"Una casa può essere ricostruita; un'opera d'arte, se perduta, non può essere replicata", ha commentato Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione, sottolineando come il cantiere di Tolentino dimostri la capacità dell'Appennino centrale di diventare un laboratorio di competenze nel restauro, tra ricerca scientifica e tradizione artigianale.
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Un simbolo oltre i confini locali
Tolentino è il secondo Comune del cratere sismico, dopo Amatrice, per entità economica del danno subito: una stima che colloca la ricostruzione della città marchigiana tra le partite più rilevanti dell'intero dopo-sisma. Il recupero del Cappellone, in un'area ad altissima densità di patrimonio
artistico colpita dal terremoto, riporta l'attenzione nazionale su un processo di ricostruzione che, con tutti i suoi cantieri in corso o in progetto, resta tra le più delicate ancora aperte.
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What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il Cappellone di Tolentino verrà incluso in itinerari turistici culturali e religiosi a livello nazionale nei prossimi mesi.
Likely · Within months
Saranno programmati eventi commemorativi o cerimonie religiose annuali in occasione della festa di San Nicola per valorizzare il Cappellone.
Possible · Within months
Open Questions
- Qual è stato l'esatto ammontare dei fondi destinati specificamente al restauro del Cappellone?
- Quali sono i piani futuri per la valorizzazione e la promozione del Cappellone a livello nazionale e internazionale?
- Ci sono stati ritrovamenti o scoperte inattese durante i lavori di restauro degli affreschi?
- Qual è lo stato di avanzamento degli altri cantieri di ricostruzione nella basilica di Tolentino?







