Scuole italiane non attrezzate per il caldo estremo, Sima chiede rinvio dell’anno scolastico
Società Italiana di Medicina Ambientale avverte che solo l’11% degli istituti ha aria condizionata nelle aule, mentre il sesto caldo estremo mette a rischio studenti e insegnanti
Quick Look
- La Società Italiana di Medicina Ambientale avverte che le scuole italiane non sono pronte per il sesto caldo estremo, con solo l’11% delle aule dotate di aria condizionata.
- Sima chiede il rinvio dell’anno scolastico al Sud fino all’equinozio di autunno per proteggere studenti e insegnanti.
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Why It Matters
Le scuole italiane affrontano una sesta ondata di caldo estremo con poche strutture di raffreddamento, mettendo a rischio la salute di studenti e insegnanti.
Anche la scuola deve far fronte ai cambiamenti climatici e la grande maggioranza degli istituti non sono attrezzati per affrontare le temperature sempre più alte. Il ritorno in classe sarà infatti caratterizzato dalla sesta ondata di caldo estremo “che renderà le aule roventi mettendo a repentaglio il benessere di studenti e insegnanti". È l’allarme lanciato dalla Società italiana di medicina ambientale (Sima) che va nella stessa direzione delle richieste che arrivano da più parti su un posticipo dell’avvio dell’anno scolastico. I cambiamenti climatici registrati nel nostro Paese "impongono modifiche nel settore della scuola volte a tutelare la salute di studenti e personale scolastico – spiega Sima in una nota –. Ad oggi risulta che solo l’11% degli istituti sia dotato di sistemi di climatizzazione, riservati però agli uffici amministrativi, mentre le aule possono contare solo su ventilatori, del tutto inadatti a garantire una temperatura indoor adeguata".
Le aule italiane sono "generalmente affollate, surriscaldate e scarsamente ventilate, con conseguenti possibili aumenti di anidride carbonica (CO2), causa di diversi problemi quando le sue concentrazioni superano il valore del valore di 1.500 parti per milione - spiega Alessandro Miani, presidente Sima –. Non a caso lo scorso anno si sono registrati mancamenti e malori tra gli studenti specie del sud Italia in tutto il mese di settembre, dovuti al caldo eccessivo nelle classi. Il fenomeno delle ondate di calore sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, con possibilità del protrarsi di temperature fino a 36 gradi centigradi fino al mese di ottobre, non può essere trascurato o peggio ignorato".
"Bisogna fare i conti con la realtà e ragionare sulla possibilità di lasciare chiuse le scuole al Sud-Italia fino all’equinozio di autunno, che cade tra il 21 e il 23 settembre, allo scopo di tutelare il benessere psico-fisico degli alunni, spostando l’attenzione sul benessere in aula e in particolare sul microclima e sulla qualità dell’aria indoor. Senza contare che differenziare l’avvio dell’anno scolastico consentirebbe di sostenere l’economia del turismo di fine stagione al Sud", conclude Miani.
Open Questions
- Quali misure concrete verranno adottate per dotare le aule di sistemi di raffreddamento?
- Come verrà gestito il possibile impatto economico del rinvio scolastico sul turismo?







