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A quasi una settimana dalla loro scomparsa non c'è ancora alcuna traccia di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla casa famiglia che le ospitava a Civitella Alfedena, nell'Aquilano, nella notte tra sabato e domenica scorsi.
Con il passare delle ore senza sviluppi né indizi utili a rintracciarle, l'attenzione si concentra sempre più sulle vicende familiari che negli anni hanno portato le due ragazze nel circuito delle case famiglia.
La responsabilità genitoriale sarebbe stata revocata a entrambi i genitori dopo il divorzio a causa di "conflittualità", come spiega l'avvocato della mamma, ma poi restituita solo al papà poco più di due settimane fa. Un elemento che potrebbe essere dirimente anche nel prosieguo delle indagini condotte dai carabinieri su incarico della Procura di Sulmona che ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori.
"L'assistente sociale descrive la mamma come manipolativa. Il padre sosteneva che la madre gli impedisse di vedere le figlie, mentre la madre ribatteva che erano le ragazze a non volerlo incontrare", spiega Enrico Mastantuono, l'avvocato di Valentina D'Acunto, la madre delle due giovani. Secondo la ricostruzione fornita dal legale, la madre avrebbe visitato regolarmente le figlie nella struttura protetta abruzzese. L'ultimo incontro risalirebbe al 17 maggio, mentre "le ragazze non avrebbero mai voluto vedere il padre". "Eppure a me risulta - ribatte Alessia Natali, presidente dell'associazione Penelope Abruzzo e Molise - che l'ultima volta le ragazze si siano sentite con il padre il 22 maggio, su richiesta di Alisya".
Le ore di attesa sono diventate giorni. Le ricerche proseguono con l'impiego di droni e cani molecolari, mentre la stanza delle due ragazze a Civitella Alfedena è stata posta sotto sequestro. Effettuate anche perquisizioni nelle abitazioni dei genitori e dei nonni, mentre si susseguono appelli e ricostruzioni. Tra questi, quello della madre. "Tornate, tutto si sistema insieme", dice in un audio rotto dal pianto affidato al suo avvocato. Nel frattempo, i presunti avvistamenti segnalati nei giorni scorsi sono stati rapidamente smentiti dagli investigatori.
Sotto la lente anche la struttura dalla quale le due ragazze si sono allontanate: una finestra rotta e priva di inferriate, l'assenza di sistemi di allarme e videosorveglianza e, secondo quanto riferito dalla madre, la mancata comunicazione immediata della scomparsa. "L'ha saputo da un militare che, presentatosi alla sua porta, le ha chiesto se le sue figlie fossero lì, lasciandola attonita", riferisce ancora il legale senza nascondere il disappunto sulla gestione delle due minorenni.

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