Torino, al corteo degli studenti pietre e bastoni contro i carabinieri.Genitori e prof fanno cordone
Circa mille studenti in piazza a Torino dopo giorni di scioperi e occupazioni. Tensione in corso Inghilterra con lanci di pietre e bastoni. Cordone di genitori e docenti a protezione dei ragazzi.
Quick Look
- Circa mille studenti hanno sfilato in corteo a Torino tra momenti di tensione, lanci di uova, pietre e bastoni contro le forze dell'ordine.
- La protesta, unita ai movimenti per il clima e No Tav, chiede più fondi per la scuola e contesta le spese militari.
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Why It Matters
Proteste studentesche e occupazioni in corso a Torino contro le politiche scolastiche e le spese militari.
Circa mille studenti sono scesi in piazza a Torino per il corteo partito da via Cernaia alle 10.20, dopo giorni di scioperi e occupazioni in oltre venti istituti della città.
La manifestazione è stata segnata fin dalle prime ore da momenti di tensione: una trentina di incappucciati in testa al corteo, le uova lanciate contro la polizia e le pietre e i bastoni scagliati contro i carabinieri davanti al grattacielo di Intesa Sanpaolo.
A circa un’ora dalla partenza, il corteo è stato bloccato in corso Inghilterra, all’altezza di via Cavalli. In seguito, genitori, insegnanti, sindacalisti e attivisti hanno formato un cordone tra gli studenti e le forze dell’ordine, come avvenuto durante le proteste in Francia.
«Dieci, cento, mille occupazioni» e «Giorgia Meloni devi andartene» sono alcuni degli slogan scanditi dai manifestanti, che chiedono più risorse per la scuola e contestano le spese per la guerra. Nelle stesse ore, da Palazzo Nuovo è partita anche la manifestazione per il clima organizzata da Fridays For Future ed Extinction Rebellion.
Il corteo riparte e punta verso piazza Castello
Ore 12.30. Dopo essere rimasto bloccato in corso Inghilterra in una fase di forte tensione, il corteo degli studenti ha deviato il percorso ed è tornato verso piazza XVIII Dicembre, passando da corso Matteotti.
Durante gli spostamenti ci sono stati alcuni lanci, ma senza veri e propri tafferugli. Intanto, a Porta Susa, la manifestazione studentesca si è trovata a incrociare il corteo per il clima di Fridays For Future, diretto lungo corso Matteotti. Gli ingressi della stazione sono apparsi bloccati. Ora i manifestanti si stanno dirigendo verso piazza Castello.
Genitori, insegnanti e sindacalisti fanno scudo agli studenti
Ore 11.53. Sindacalisti, genitori, insegnanti e attivisti adulti hanno formato un cordone tra gli studenti e le forze dell’ordine, cercando di proteggere i ragazzi e contenere la tensione.
Un gesto che richiama le immagini delle proteste in Francia, dove alcuni docenti si sono disposti in una catena umana davanti agli studenti per proteggerli durante gli scontri con la polizia.
Torino, corteo studenti: imbrattate le foto di Meloni, Valditara, Crosetto e Schlein
Pietre e bastoni contro i carabinieri, il corteo bloccato in corso Inghilterra
Ore 11.32. Tensione davanti al grattacielo di Intesa Sanpaolo, dove i carabinieri schierati sono stati bersagliati con pietre e bastoni.
A circa un’ora dalla partenza, il corteo è bloccato in corso Inghilterra, all’altezza di via Cavalli: gli studenti sono da una parte, le forze dell’ordine dall’altra. È pronto anche un idrante. I manifestanti tornano a lanciare uova, ma anche castagne.
Ragazzi sul monumento a Vittorio Emanuele
Ore 11.17: decine di ragazzi sono saliti sul monumento a Vittorio Emanuele con striscioni e fumogeni.
Uova contro la polizia e un carro armato di cartone
Ore 10.50: Uova contro la polizia in corso Vittorio Emanuele angolo corso Re Umberto. E sotto l’ufficio scolastico, come durante la scorsa protesta è stato portato un carro armato di cartone che è stato bruciato.
Un gesto che ancora una volta vuole ripetere il mantra degli studenti e delle studentesse “più fondi alla scuola e meno supporto alla guerra”.
Via Cernaia, in testa al corteo una trentina di incappucciati
Il corteo parte intorno alle 10.20 da via Cernaia, con una trentina di incappucciati in testa e circa mille studenti, a cui si sono uniti i ragazzi di Cambiare Rotta.
I ritratti dei politici macchiati di rosso
Ore 10: Prima di partire in corteo, i manifestanti hanno cantato Bella Ciao e poi macchiato di rosso i ritratti della premier Giorgia Meloni, del ministro della Difesa Guido Crosetto, del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e della leader del Pd Elly Schlein.
L’accusa è di investire soldi nella guerra invece che nella scuola. Macchiato di rosso anche il simbolo di Leonardo. Poi il coro: «La vergogna dell’Italia siete voi».
Durante la manifestazione sono comparsi anche i primi giovanissimi incappucciati e sono spuntati dei bastoni. Al corteo erano presenti anche esponenti di Askatasuna.
In piazza anche bandiere palestinesi e No Tav
Al corteo partecipano gli studenti di diversi licei, dal Curie all’Alfieri, dal Giolitti al Copernico-Luxembourg, fino al Cattaneo e al Newton, con cartelli che riportano i nomi degli istituti.
Tra le bandiere sventolano quelle palestinesi e del movimento No Tav, insieme alle kefiah e alle bandiere albanesi. Si sentono anche slogan in francese, come «L’école est à nous», in solidarietà con le proteste giovanili in corso da settimane in Francia e Albania.
Il corteo è fermo in piazza XVIII Dicembre, in attesa dell’arrivo di altri istituti.
Il sindaco Lo Russo agli studenti: “Isolate i violenti”
“Ragazze e ragazzi, voglio parlarvi direttamente. In questi giorni tanti di voi stanno protestando chiedendo attenzione e ascolto. È un vostro diritto e le vostre ragioni meritano di essere ascoltate. Ma ci sono anche persone che entrano nelle scuole col volto coperto, spaccano computer, distruggono aule, devastano tutto. Questi sono teppisti e fanno un danno soprattutto a voi. Perché poi c'è anche chi approfitta di quelle immagini per parlare soltanto degli scontri, lasciando completamente in secondo piano i problemi che state sollevando. E così la violenza finisce per togliere spazio proprio alle vostre ragioni”.
Così sui social il sindaco di Torino e della città metropolitana, Stefano Lo Russo che rivolgendosi direttamente agli studenti prosegue: “Per questo mi permetto di chiedervi una cosa precisa: isolateli, lasciateli soli.
Fate capire chiaramente che agiscono soltanto per se stessi, perché la scuola è vostra, la protesta è vostra, le idee sono vostre, difendetele da chi cerca di trasformarlas in violenza”.
Allerta alta, chiusi gli accessi a Porta Susa e alla metro
L’allerta è alta: i mezzi pubblici sono stati deviati e sono stati chiusi gli accessi alla stazione di Porta Susa e alla metropolitana, lasciando aperto un ingresso per i viaggiatori diretti ai binari.
Il prefetto Donato Cafagna ha vietato di portare caschi, maschere e altri oggetti utilizzabili per coprire il volto, oltre a fumogeni e petardi. Nelle aree interessate dai cortei sono proibiti anche il consumo e la detenzione di bevande in bottiglie di vetro, lattine e altri contenitori potenzialmente pericolosi.
Lorenzo Giustolisi di Usb e docente del Giulio:
“Allora questa protesta ha una caratteristica eminentemente politica. Se noi non capiamo questo passaggio, non capiamo che è qualcosa che ha a che fare con l'idea del futuro di questi ragazzi, rischiamo di concentrarci su fenomeni secondari e non centrali.
Per dirla concretamente, noi dobbiamo politicizzare, organizzare e dare una direzione alla rabbia sociale che c'è. Questa cosa si fa unendo le lotte degli studenti e dei lavoratori, capendo che ci sono altri pezzi di questa società che sono in grande crisi. Non si tratta soltanto di scuola, quello che sta avvenendo sui consumi, sul carburante e sulle bollette è qualcosa che colpirà trasversalmente”.
Le proteste di questi giorni hanno messo sotto i riflettori i comportamenti e le azioni messe in atto dai dirigenti. Le reazioni davanti alle richieste degli studenti sono state molto diverse.
Se un estremo è stato quello del continuo dialogo, l’altro è stata la pubblicazione di circolari o comunicazioni che avvisassero gli occupanti dei rischi penali e civili connessi alla loro mobilitazione. “Le dirigenti del Giulio e del Regina Hanno capito che il piano non è un piano repressivo, ma un piano di dialogo, di ragionamento e di comprensione, perché sennò la scuola fallisce il suo compito”.
Daniele Genisio, collaboratore scolastico dell’Istituto comprensivo Caselette.
“Io lavoro in una primaria e oggi con i miei colleghi e colleghe siamo tutti in sciopero. Questa protesta è portata avanti dai ragazzi dei licei ma io solidarizzo con loro e scendo in piazza.
Loro chiedono strutture migliori, noi come categoria protestiamo perché gli stipendi sono una miseria. Oggi a scuola da noi ci saranno state molte proteste, soprattutto da parte dei genitori. Ma in realtà io e gli altri siamo qui anche per il futuro dei loro figli”.
Gli assalti nelle scuole e gli arresti
La manifestazione arriva dopo giorni di tensioni nelle scuole torinesi. Una trentina di giovani, tra i 16 e i 20 anni, sono stati identificati nel corso degli assalti e dei danneggiamenti al Colombatto, al Boselli, al Peano e al Bosso Monti.
Ieri un diciassettenne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato mentre tentava di rompere una finestra con un estintore. Durante gli interventi un carabiniere è rimasto ferito dal lancio di una pietra. Un professore e un collaboratore scolastico del Colombatto hanno riportato lievi lesioni nel tentativo di bloccare l’occupazione della succursale dell’istituto.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Continuazione delle mobilitazioni studentesche nei licei torinesi
Likely · Within days
Open Questions
- Quali saranno i provvedimenti definitivi per gli studenti identificati?
- Come evolverà il dialogo tra istituzioni e manifestanti?




