
Sbloccati i fondi per le aziende escluse per esaurimento risorse. Risorse per 197,7 milioni in tre anni, ma servono nuovi passaggi per l'effettiva erogazione.
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Le imprese che avevano investito nella componente energetica del piano Transizione 5.0 erano rimaste escluse per esaurimento delle risorse. La questione è stata affrontata tramite un decreto fiscale e fondi dedicati.
Nei primi mesi dell’anno aveva fatto molto rumore la questione degli “esodati” del piano di incentivi Transizione 5.0, cioè quelle aziende che avevano legittimamente maturato diritto al credito d’imposta per investimenti del 2025 ma erano rimaste tagliate fuori per esaurimento di risorse.
Per chi aveva investito in beni strumentali la soluzione fu faticosamente trovata, almeno per circa il 90% del credito spettante, con un accordo tra il governo le associazioni delle imprese siglato ad inizio aprile.
Per chi aveva invece investito nella componente “energetica” del piano - cioè in impianti finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, comprese le spese per i sistemi di accumulo - la questione era stata risolta diversamente attraverso il decreto fiscale del 27 marzo: con lo stanziamento di 197,7 milioni in tre anni, destinato a uno strumento diverso dal credito d’imposta, ovvero un contributo.
Le risorse per i contributi dovranno coprire anche le spese sostenute per le certificazioni relative alla documentazione contabile e per quelle necessarie alla riduzione dei consumi energetici e al rispetto del principio Dnsh (non arrecare un danno significativo all’ambiente).
Molte imprese hanno segnalato che a distanza di sette mesi le risorse non sono ancora arrivate.
Nei giorni scorsi è stato firmato da Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del made in Italy (Mimit), e verrà pubblicato ad ore, il decreto con il quale si mette in moto la procedura di erogazione.
Ma serviranno altri passaggi.
Dovrà essere innanzitutto stilato l’elenco delle imprese beneficiarie con relativo ammontare delle spese ammissibili e del contributo riconoscibile.
Poi dovrà essere emanato un decreto direttoriale che fisserà i termini per presentare domanda di erogazione (secondo uno schema che sarà reso disponibile in anticipo sul sito del Mimit).
Ma vediamo intanto che cosa prevede il decreto ministeriale in pubblicazione.
Tra i punti da segnalare c’è sicuramente la precisazione che, qualora le risorse non dovessero rivelarsi sufficienti, il Mimit procederà a un riparto lineare proporzionato all’entità dei contributi spettanti.
Tuttavia, secondo le prime stime ministeriali, i 197,7 milioni dovrebbero coprire integralmente tutto il fabbisogno.
Il contributo, inoltre, verrà erogato in più quote annuali proporzionali alle dotazioni fissate per singolo anno.
Viene poi specificato che il contributo non andrà considerato come aiuto di Stato.
Spicca il carico di oneri documentali da fornire con la domanda, che include anche l’attestazione di aver rispettato il nuovo obbligo di stipula di una polizza assicurativa catastrofale, che non rientrava tra gli adempimenti quando, in origine, le imprese richiesero il credito d’imposta.
Per contributi di importo superiore a 150mila euro, andranno dichiarati i dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia per chi rientra nell’articolo 85 del Codice.
Occorrono poi le informazioni in materia di antiriciclaggio.
Il ministero delle Imprese, con il supporto del Gse (Gestore dei servizi energetici), dovrà anche acquisire il Durc sulla regolarità contributiva e verificare se il beneficiario è inadempiente rispetto all’obbligo di versamenti derivante dalla notifica di cartelle di pagamento.
Ricapitolando, le risorse disponibili ammontano a 57,7 milioni di euro per il 2026, a 80 milioni per il 2027 e a 60 milioni per il 2028.
La premessa per entrare in lista è che l’impresa che aveva inizialmente presentato il progetto abbia poi ricevuto dal Gse la comunicazione di regolarità tecnica e la successiva comunicazione relativa all’esaurimento delle risorse.
Il contributo sarà concesso in proporzione alle spese ammissibili e non potrà comunque eccedere l’ammontare dell’agevolazione riconosciuta all’epoca dal Gse per le medesime spese, a seguito della comunicazione di completamento dell’investimento.
AI outlook — possibilities, not facts
Pubblicazione imminente del decreto ministeriale firmato da Adolfo Urso.
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