Tregua per l'indotto dell'ex Ilva: governo apre a partecipazione pubblica e tavoli permanenti
Quick Look
- Le associazioni dell'indotto dell'ex Ilva hanno accolto l'appello del governo congelando le procedure di licenziamento collettivo, in attesa della decisione del Tribunale di Milano sulla sospensiva dello stop dell'area a caldo.
- Il governo apre a una partecipazione pubblica e propone tavoli permanenti per il rilancio decarbonizzato del polo siderurgico di Taranto, mentre i sindacati chiedono interventi concreti e un indirizzo pubblico.
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Why It Matters
La vicenda dell'ex Ilva di Taranto si trascina da oltre quindici anni, con alternanze di chiusure, riaperture e crisi occupazionali legate alla transizione ecologica e alla competitività del settore siderurgico.
Una tregua per l'indotto dell'ex Ilva. Le associazioni maggiormente rappresentative delle aziende coinvolte hanno accolto l'appello del governo, decidendo di congelare le procedure di licenziamenti collettivi avviate dalle imprese la scorsa settimana.
Un freno che però resta appeso alla decisione del Tribunale di Milano, che tra meno di ventiquattr'ore valuterà l'istanza di sospensiva contro lo stop dell'area a caldo, mentre il governo apre alla possibilità di una partecipazione pubblica nell'ex Ilva. Per le associazioni dell'indotto del siderurgico la decisione di interrompere le procedure di licenziamento è stato "un senso di responsabilità", a fronte soprattutto delle garanzie di continuità produttive fornite dal governo.
Durante la giornata di incontri a Palazzo Chigi con enti locali, associazioni datoriali e sindacati, convocati proprio per discutere sulla situazione dell'ex Ilva, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha chiarito che "quella del governo non è una prospettiva di rassegnazione", bensì di rilancio. "Il futuro dell'Ilva - ha detto durante la riunione - sarà in ogni caso legato al green e alla decarbonizzazione attraverso i forni elettrici alimentati a Dri".
Un obiettivo che il governo intende raggiungere attraverso la convocazione di un altro tavolo permanente, paragonato al modello messo in atto per la realizzazione delle opere del Giubileo 2025 e per gli interventi nella Terra dei Fuochi in Campania. La regione Puglia ha parlato di "risposte parziali", evidenziando però la missione di mantenere il polo siderurgico decarbonizzato a Taranto. Ma per i sindacati i tavoli non sono sufficienti.
"Con le parole non si risolvono i problemi - ha detto il segretario generale della Fiom Michele De Palma -. Oggi abbiamo bisogno di cose concrete". Mentre Fim Cisl e Uilm hanno rimarcato ancora una volta la necessità di un indirizzo pubblico. Il governo ha aperto a questa possibilità, in un incontro animato da quella che è stata definita una "grande tensione", per una situazione "che si trascina ormai da più di quindici anni", ha sottolineato il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano.
A pesare su ogni futura decisione resta però sempre l'udienza del 9 settembre. Domani, infatti, la Corte d'Appello di Milano valuterà l'istanza di sospensiva presentata dalle amministrazioni straordinarie di Acciaierie d'Italia e Ilva contro lo stop dell'area a caldo. "Nel caso la Corte confermasse il decreto di sospensione dell'area caldo - ha spiegato Mantovano - l'intenzione del governo è provare a trasformare una situazione complicata e difficile in un'occasione per il rilancio dell'area".
Il piano d'azione illustrato dal governo si articola lungo tre direttrici, che riguardano la prospettiva delle gare in corso, le misure di carattere sociale per affrontare le ricadute occupazionali di un'eventuale sospensione dell'area a caldo e i progetti di reindustrializzazione, "con le possibilità di riassorbimento della manodopera dell'ex Ilva e dell'indotto eventualmente in esubero".
Per la regione Puglia si è trattato di "risposte parziali", evidenziando però l'intenzione dell'esecutivo di mantenere il polo siderurgico decarbonizzato a Taranto- "C'è un'ipotesi - ha specificato il presidente della regione Puglia Antonio Decaro - anche di scivolamento pensionistico per chi ha lavorato, sia i lavoratori diretti, quelli indiretti, sia quelli dell'indotto, quelle persone che però hanno avuto un legame con l'area a caldo del ciclo integrale, che poi è un ciclo col quale c'è stata la produzione in questi anni".
L'incontro a Palazzo Chigi, secondo Confcommercio "ha sostanzialmente evidenziato la necessità che si vada a immaginare un futuro di Taranto che non sia esclusivamente legato all'Ilva". Sulla vicenda, durante la giornata, è tornato anche il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, sottolineando l'impossibilità della Cgil ad "accettare soluzioni che vanno nella direzione di un ridimensionamento e di fatto di una chiusura di quelle attività".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il Tribunale di Milano deciderà sull'istanza di sospensiva contro lo stop dell'area a caldo entro le prossime 24 ore.
Very likely · Within hours
Il governo convocherà un tavolo permanente per il rilancio dell'ex Ilva, sul modello del Giubileo 2025 e degli interventi nella Terra dei Fuochi.
Likely · Within weeks
Open Questions
- Quale sarà la decisione del Tribunale di Milano sulla sospensiva dello stop dell'area a caldo?
- Il governo riuscirà a realizzare una partecipazione pubblica nell'ex Ilva?
- Quali saranno le misure concrete dei tavoli permanenti per il rilancio decarbonizzato?
- Come verrà gestito l'eventuale esubero di manodopera nell'indotto?






