
La presidente ad interim definisce 'passi concreti per consolidare la democrazia' le intese raggiunte nella prima fase del tavolo promosso dagli Stati Uniti.
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha lodato gli accordi della prima fase del tavolo di dialogo con l'opposizione promosso dagli Stati Uniti, definendoli passi concreti per la democrazia e citando l'oro in Inghilterra e la giustizia.
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Primo tavolo di dialogo tra il governo venezuelano e un settore dell'opposizione promosso dagli Stati Uniti.
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha definito "passi concreti per consolidare la democrazia" gli accordi raggiunti nella prima fase del tavolo di dialogo promosso dagli Stati Uniti tra il governo chavista e un settore dell'opposizione dell'Assemblea nazionale eletta nel 2015.
"Saluto nuovamente gli accordi raggiunti in questa prima fase del dialogo", ha dichiarato Rodríguez alla televisione statale Vtv, sottolineando che quando la politica "parla, si accorda e raggiunge il consenso" è possibile agire nell'interesse del Paese e dei cittadini.
La leader chavista ha celebrato in particolare l'intesa per recuperare l'oro venezuelano custodito in Inghilterra, che dovrebbe essere destinato alla ricostruzione delle aree colpite dal recente doppio terremoto. Rodríguez ha inoltre accolto l'accordo per avviare una trasformazione della giustizia venezuelana, verso "una giustizia vera", libera da corruzione, estorsioni e burocrazia. "Sono passi concreti per consolidare la democrazia del nostro Paese", ha concluso.

L'Irlanda adotta il Patto Ue sull'immigrazione, facilitando i trasferimenti verso i Paesi di primo ingresso. Matteo Salvini critica la Germania, mentre in Italia si accende il dibattito tra governo e Regioni sull'apertura di nuovi Cpr.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito la resistenza dell'Iran contro le sanzioni statunitensi, definendo la situazione una guerra economica. Ha ammesso le difficoltà interne, promettendo impegno per ridurre l'inflazione e garantire il benessere.

Il presidente iraniano Pezeshkian dichiara che l'Iran non si arrenderà alle pressioni internazionali. Israele difende le operazioni in Siria, mentre il Cile annuncia la chiusura della sua ambasciata a Teheran per ragioni operative e di sicurezza.

Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon annuncia l'intenzione di ridurre l'Irpef fino a 60.000 euro nella prossima Legge di bilancio e sollecita le imprese a incrementare i salari tramite la contrattazione collettiva per contrastare l'inflazione.

L'Irlanda aderisce al Patto Ue sull'immigrazione, richiedendo il trasferimento dei migranti verso i Paesi di primo ingresso. L'Italia, sotto pressione da Bruxelles per i rifiuti ai trasferimenti, contesta le regole citando la gestione delle Ong.

Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, minaccia ritorsioni contro i Paesi che aderiranno alle sanzioni Usa. Nel frattempo, cresce la tensione in Libano e Siria, mentre Donald Trump rivendica lo Stretto di Hormuz come territorio americano.