
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si oppone allo svolgimento di elezioni durante il conflitto, definendole un rischio enorme e uno "tsunami" che rischierebbe di dividere il Paese, in risposta alle richieste di voto avanzate dal suo ex ministro della Difesa.
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Il dibattito sulle elezioni in Ucraina è emerso in seguito alle sollecitazioni di esponenti politici, tra cui l'ex ministro della Difesa, in merito alla legittimità democratica durante il conflitto.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato di essere contrario a elezioni in tempo di guerra e afferma che esse "spaccherebbero" l'Ucraina. Sarebbero "uno tsunami", ha aggiunto. Zelensky, dopo l'appello del suo ex ministro della Difesa a organizzare un voto, ha affermato che le elezioni in tempo di guerra sarebbero attualmente troppo pericolose per l'Ucraina.
"Credo che in una guerra come questa, le elezioni in quanto tali rappresentino un rischio enorme - si legge in una dichiarazione di Zelensky resa pubblica stamattina - Le elezioni in questo momento sarebbero uno tsunami per il Paese che dividerebbe l'Ucraina".

L'Irlanda adotta il Patto Ue sull'immigrazione, facilitando i trasferimenti verso i Paesi di primo ingresso. Matteo Salvini critica la Germania, mentre in Italia si accende il dibattito tra governo e Regioni sull'apertura di nuovi Cpr.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito la resistenza dell'Iran contro le sanzioni statunitensi, definendo la situazione una guerra economica. Ha ammesso le difficoltà interne, promettendo impegno per ridurre l'inflazione e garantire il benessere.

Il presidente iraniano Pezeshkian dichiara che l'Iran non si arrenderà alle pressioni internazionali. Israele difende le operazioni in Siria, mentre il Cile annuncia la chiusura della sua ambasciata a Teheran per ragioni operative e di sicurezza.

Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon annuncia l'intenzione di ridurre l'Irpef fino a 60.000 euro nella prossima Legge di bilancio e sollecita le imprese a incrementare i salari tramite la contrattazione collettiva per contrastare l'inflazione.

L'Irlanda aderisce al Patto Ue sull'immigrazione, richiedendo il trasferimento dei migranti verso i Paesi di primo ingresso. L'Italia, sotto pressione da Bruxelles per i rifiuti ai trasferimenti, contesta le regole citando la gestione delle Ong.

Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, minaccia ritorsioni contro i Paesi che aderiranno alle sanzioni Usa. Nel frattempo, cresce la tensione in Libano e Siria, mentre Donald Trump rivendica lo Stretto di Hormuz come territorio americano.