
Le associazioni sollecitano il rinnovo delle caldaie obsolete con sistemi a biomassa per contrastare i costi dell'energia elettrica
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Aiel e Uncem sostengono da tempo la necessità di investire nella sostituzione di stufe e caldaie obsolete con impianti a biomassa.
Aiel, Associazione italiana energia dal Legno, e Uncem, l'Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani, chiedono al governo di estendere agli impianti a legna e pellet gli incentivi previsti per il rinnovo delle caldaie.
Secondo Marco Bussone, presidente di entrambe le associazioni, "le pompe di calore sono care e alimentate da energia elettrica carissima" e "sarebbe assurdo usarle in particolare nei comuni montani". "Il Governo guidato da Giorgia Meloni - spiega - può finalmente puntare sulla sostituzione di stufe e caldaie obsolete con nuovi impianti, moderni e senza emissioni, a legna, cippato, pellet, materiale che arriva dalla gestione dei nostri boschi". "È il momento giusto - sottolinea - di usare una parte di quei 14 milioni di euro consentiti da Bruxelles per investire su impianti domestici a biomasse". L'obiettivo deve essere "sostituire, con opportuni incentivi, tutto il vecchio parco di stufe e caldaie nelle case che hanno più di dieci anni".
"Investire su questa sostituzione, come Uncem e Aiel dicono da tempo - afferma Bussone - fa realmente risparmiare i cittadini", in quanto "l'energia elettrica delle pompe di calore continuerà a essere sempre più cara, mentre il legno da sempre è il combustibile più economico". "Gli impianti senza emissioni e ad alta performance per le case degli italiani - conclude - esistono, sono efficaci, moderni, tecnologicamente avanzati e belli. Investire come paese su questi impianti è decisivo"

Gli stoccaggi europei di gas, fermi al 57% a fine luglio, rischiano di non raggiungere l'80% entro novembre. La concorrenza asiatica nell'acquisto di Gnl e i prezzi poco competitivi complicano il riempimento, rendendo necessario un possibile rialzo dei prezzi.

I prezzi del gas naturale in Europa superano i 65 euro al megawattora, toccando i massimi da cinque mesi. Il rialzo segue l'andamento del petrolio dopo le minacce di sanzioni economiche di Donald Trump contro l'Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz.

La Commissione europea rassicura sulla sicurezza dell'approvvigionamento di gas per l'inverno. Con gli stoccaggi al 62%, la portavoce Eva Hrncirova definisce la situazione stabile, nonostante il contesto globale volatile e l'impatto delle ondate di calore.

Eni e Sonatrach hanno firmato un nuovo protocollo d'intesa per ampliare la cooperazione nella decarbonizzazione e nella riduzione delle emissioni in Algeria, includendo forestazione e monitoraggio del metano.

Il gas si attesta sui 61 euro al MWh ad Amsterdam, sostenuto dalle nuove sanzioni USA contro l'Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz, registrando un rialzo settimanale del 9%.

Petrobras ha confermato la scoperta di petrolio nel pozzo Morpho, nel bacino della Foz do Amazonas in Brasile. La scoperta nel Margine Equatoriale sostiene le riserve della compagnia ma solleva le proteste degli ambientalisti.